Centinaia di migliaia di persone – 500 mila secondo gli organizzatori – sono scese in piazza in tutta la Francia contro la riforma del sistema pensionistico, che il governo Raffarin affronterà a partire da lunedì con un dibattito davanti al Consiglio Economico e Sociale. A Parigi, almeno 50 mila persone hanno preso parte ad un corteo, sfidando una tempesta di neve caduta incessante per tutto il pomeriggio, con una temperatura glaciale. Anche a Marsiglia, erano circa 50 mila, a Bordeaux e Lione 20 mila, a Tolosa e Rennes 25 mila e parecchie migliaia in tutte le principali città del paese, dove le manifestazioni sono state un centinaio. Una protesta massiccia orchestrata dai sindacati, per la prima volta uniti dopo mesi, destinata a far pressione sul governo di centro destra che si trova in una situazione analoga a quella che portò nel ’97, al crollo del governo del gollista Alain Juppè. I sindacati sollecitano un vero e proprio negoziato, e non una semplice consultazione, che a quanto pare il governo non è disposto a concedere. Ma a parte la temporanea unità di piazza, le divergenze sulla questione dell’allineamento dell’età della pensione tra i settori pubblico e privato, e sul finanziamento della riforma sono evidenti, di fronte agli industriali che promuovono un allungamento della durata degli anni lavorativi e al settore pubblico che non intende rinunciare a “regimi speciali” più favorevoli.
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