Alcoa, la maggiore società mondiale produttrice di alluminio, ha annunciato oggi, contestualmente ai dati di bilancio relativi al quarto trimestre, che intende tagliare altri ottomila posti di lavoro, allo scopo di ridurre i costi. Oltre a questo, la società darà attuazione ad alcune cessioni di asset non ritenuti strategici.
Alcuni degli oneri collegati a queste operazioni sono stati spesati con riferimento appunto al quarto trimestre, che si è chiuso con perdite maggiori rispetto al corrispondente periodo dell’ anno precedente. La stessa azienda ha precisato che la maggior parte dei tagli di manodopera interesseranno quei settori che attualmente riforniscono i produttori di velivoli e gli impianti generatrici di energia.
L’ accoglienza in Borsa ai dati di bilancio ed a queste misure è stata peraltro tutt’ altro che entusiastica, in quanto il titolo ha perso fino al 7,5%, a 22,56 dollari sul Nyse.
Già lo scorso anno Alcoa aveva eliminato diecimila posizioni lavorative ed attualmente conta su circa 127mila addetti. I guai per il maggiore produttore di alluminio sono essenzialmente dovuti al forte calo dei prezzi, -8% in media lo scorso anno.
Sembra in ogni caso continuare, più in generale, l’ emorragia di posti di lavoro negli Stati Uniti. La compagnia di assicurazioni Cigna, infatti, ha annunciato sempre oggi il taglio di 3.900 posti di lavoro, alle prese in questo caso con i crescenti costi sanitari.
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