La United Airlines ha avviato la procedura di amministrazione controllata secondo quanto prevede il cosiddetto Capitolo 11. È la più grande bancarotta nella storia dell’aviazione.La richiesta di procedura di protezione in caso di bancarotta in base al Capitolo 11, che consente all’azienda di continuare ad operare e salvaguarda l’occupazione, almeno per un certo tempo, è stata inoltrata a Chicago, dove la Ua ha sede.
La United Airlines, come molte altre compagnie aeree americane, è reduce da due anni difficili con pesanti perdite e non è in grado di fare fronte a debiti per quasi un miliardo di dollari che dovrebbe pagare questa settimana.
La Ua, che è la seconda compagnia aerea americana, dopo American Airlines, e la seconda al mondo, opera con circa 1.700 voli al giorno, circa il 20 % di tutti i voli americani e ha l’insieme di rotte più vasto al mondo. <WC1>La compagnia, in crisi di liquidità, è indebitata per 920 milioni di dollari.
In settimana, le autorità federali le avevano respinto la richiesta di un prestito garantito per 1,8 miliardi di dollari.
Intanto, buona parte delle organizzazioni sindacali che rappresentano gli 83 mila dipendenti dell’azienda, posseduta al 55% dai suoi lavoratori, hanno espresso appoggio e sostegno alla compagnia, invitando, in particolare, i passeggeri a non abbandonarla.
La UA, che ha la sua sede nei pressi di Chicago, è in rosso quest’anno per 2,5 milioni di dollari. La sua crisi, profonda, non è l’unica del settore aereo: dagli attentati dell’11 settembre 2001, infatti, le società del settore hanno visto svanire, complessivamente, oltre l’11% dei passeggeri, registrato perdite ingentissime (non ancora stimate con precisione ma sull’ordine di somme di miliardi di dollari in doppia cifra) e dato vita a una serie di ristrutturazioni e tagli agli organici di notevole portata.
Nel corso degli ultimi 13 mesi, in seguito alla scelta di moltissimi americani di rinunciare a salire su un aereo per i propri spostamenti a favore di auto e treno, il mondo del trasporto aereo ha visto la bancarotta di Midway Airlines e Vanguard, la richiesta di ammissione alla procedura del Capitolo 11 da parte di UsAirways, la scelta di American Airlines di tagliare oltre 7.000 posti di lavoro e quella di Continetal Airlines di ridurre del 17% i posti a disposizione sui velivoli e di mettere a terra 11 aeroplani della propria flotta per risparmiare circa 350 milioni di dollari su base annua, e 80 milioni di dollari entro la fine del 2002.
Situazioni decisamente poco entusiasmanti, cui va aggiunta quella di Boeing che aveva eliminato – allo scorso settembre – 30.000 posti di lavoro e, proprio la settimana scorsa, ha annunciato la riduzione di altri 5.000 posti entro il 2003.
Per cercare di contrastare la debacle del settore, l’Amministrazione americana ha varato un Consiglio per la stabilità del trasporto aereo (forte di 5 miliardi di dollari da impiegare per aiutare le società in stato di bisogno) mentre, all’inizio di autunno, Delta Airlines (terzo vettore americano, dopo AA e UA), Northwest (il quarto) e Continental (il quinto) hanno stretto un code sharing che permette a ciascuna compagnia di vendere biglietti sui velivoli delle altre due, di condividere le proprie rotte e di offrire benefit ai viaggiatori abituali sui voli frequenti.
Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali
Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu



























