Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti a settembre è risultato pari al 6,0 % contro il 5,7% di ottobre. Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti che si attendevano un +5,8%. Il tasso di disoccupazione a novembre, salito al 6,0%, è il più alto da aprile scorso. Il Dipartimento del Lavoro Usa ha anche reso noto che gli impieghi il mese scorso sono calati di 40.000 unità, contro il dato rivisto di ottobre di +6.000. Gli economisti si attendevano invece a novembre un aumento di 36.000 unità, contro la stima iniziale di -5.000 impieghi nel mese precedente.
Da marzo 2001 negli Usa sono stati persi più di 1,6 milioni di posti lavoro.
E il trend non sembra arrestarsi: American Airlines, R.J.
Reynold Tobacco e Worldcom sono tra le aziende che hanno annunciato tagli occupazionali nei giorni scorsi.
“Senza la crescita occupazionale, non può esserci una vitale ripresa dell’economia”, osserva Richard Berner, economista di Morgan Stanley.
Le fabbriche Usa hanno continuato a operare tagli di personale per il 28esimo mese consecutivo, nota ancora il Dipartimento del Lavoro, e l’occupazione totale nel settore manifatturiero è al livello più basso mai registrato da novembre 1961. Nel manifatturiero, sono stati tagliati 45.000 posti a novembre. Consistenti tagli anche nel settore costruzioni, -4.000 e nel commercio, -39.000. Le società si servizi hanno registrato invece un incremento occupazionale di 11.000 unità che però è il più basso dopo la flessione registrata lo scorso febbraio.
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