Firmeranno un accordo quattro sindicati su sei ma i due più importanti, la Cfdt e la Cgt, hanno annunciato il loro ‘no’ dando in pratica il via a una serie di blocchi che minacciano di paralizzare la Francia.
Si è concluso così, in serata, il negoziato tra la Federazione nazionale dell’autotrasporto (Uft) e le principali organizzazioni di categoria dopo un tira e molla durato diversi giorni presso il ministero dei trasporti a Parigi.
Attraverso il suo portavoce Philippe Choutet, la Uft, la federazione padronale, ha annunciato che quattro sindacati – Fo, Cftc, Fncr e Cfe-Cgc – hanno accettato le offerte.
Ma Cfdt e Cgt, i due sindacati con il maggior numero di iscritti, hanno respinto gli adeguamenti salariali proposti.
“Ora chiediamo che le iniziative già previste vadano avanti con una determinazione ancora maggiore”, ha detto ai giornalisti il negoziatore della Cfdt, Joel Le Coq.
Due blocchi stradali sono stati segnalati ancor prima che venisse data notizia della fine della trattativa. A Lilla, nella Francia settentrionale, alcuni camion hanno chiuso l’accesso a un mercato all’ingrosso mentre a Bordeaux, nella Francia sud-orientale, diversi autoarticolati stavano organizzando un blocco attorno alla sede di un consorzio di autotrasporti.
Stando al portavoce della Uft, l’accordo prevede “una rivalutazione convenzionale del tasso orario di circa il 14 per cento, con una clausola che garantisce una revisione se il tasso di inflazione supera l’1%”.
Stante il ‘no’ dei due maggiori sindacati, la Francia potrebbe andare incontro a una paralisi simile a quelle sofferte in tre diverse occasioni nel corso degli anni Novanta.
Da oggi la polizia è stata inviata a presidiare la zona di Strasburgo, nel nord-est del paese, per assicurare l’agibilità della strada che porta in Germania e di altri siti giudicati strategici come alcune raffinerie.
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