L’associazione dei datori di lavoro tedesca (Bda) ha criticato duramente oggi i piani finanziari del governo rosso-verde diagnosticando la peggiore crisi da 20 anni a questa parte e pronosticando un ‘collasso’ nei sistemi previdenziali.
“Abbiamo l’impressione che non si vada più avanti, che non ci sia un rilancio”, ha criticato il presidente del Bda Dieter Hundt all’apertura del congresso dell’organizzazione a Berlino.
I sistemi previdenziali rischiano “con un deficit di 15 miliardi di euro il collasso”. La Germania si trova nella peggiore depressione economica “da 20 anni” a questa parte, è preoccupante che la criscita molto probabilmente avrà «per due anni di seguito uno zero davanti alla virgola», ha detto.
“Siamo enormemente delusi di quanto deciso venerdì dal Bundestag”, ha aggiunto riferito alle misure urgenti su lavoro, pensioni e sanità del governo: serve è «una vera riforma» del lavoro non la riforma Hartz. Riferito alla riforma della Commissione Hartz del governo, Hundt ha sollecitato il ministro dell’economia e del lavoro Wolfgang Clement (Spd) a “mettere fine a questa strada sbagliata di politica del lavoro”.
Attraverso l’abbattimento di agevolazioni fiscali il Bda e la confindustria (Bdi) temono ulteriore perdite di posti e una fuga di capitali all’estero con conseguente calo di investimenti in Germania. In dichiarazioni alla rete Ard, il presidente del Bdi Michael Rogowski ha accusato il governo di non avere un concetto e di “rendere insicuri elettori, investori e cittadini”.
Rispondendo alle critiche, Clement, parlando anche lui al congresso del Bda, ha ammonito a non drammatizzare la situazione e ha sollecitato la cooperazione degli imprenditori nella realizzazione delle riforme del lavoro: “non siamo nè davanti a una catastrofe economica, nè possiamo continuare a fare come finora”, è necessaria una “alleanza per il rinnovamento”, ha detto il ‘superministro’.
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