In futuro saranno possibili “significativi” contributi pubblici ai sistemi pensionistici dell’Ue “solo se la sostenibilità finanziaria sarà assicurata da occupazione più alta e pensionamenti più ritardati”.
Lo afferma la bozza di un rapporto della Commissione europea che, in un passaggio sull’Italia, afferma fra l’altro che “i rischi di povertà per le persone anziane sono bassi”. La prevista “riduzione del tasso di sostituzione”, ossia del rapporto fra livello della pensione e reddito a fine carriera, può essere appunto “controbilanciato lavorando più a lungo e possibilmente con un maggiore contributo degli schemi pensionistici integrativi”.
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