“Una legislazione sulla tutela del posto di lavoro eccessivamente restrittiva può allungare il periodo medio di disoccupazione, ridurre la partecipazione alle forze di lavoro e rallentare il loro adeguamento all’evoluzione delle condizioni economiche”. A scriverlo è la Banca centrale europea, nel suo bollettino mensile. La Banca sottolinea anche che troppe tutele possono “rafforzare il potere contrattuale degli occupati”, definiti come ‘insider’, consentendo loro di contrattare salari più elevati e ostacolando l’ingresso nel mondo del lavoro dei disoccupati, gli ‘outsider’.
Alla fine degli anni ’90, scrive la Bce in un articolo del bollettino dedicato alle dinamiche occupazionali degli ultimi anni, il livello complessivo di protezione del posto di lavoro “è stato attenuato in alcuni paesi dell’area. Ciò -si legge- potrebbe aver facilitato l’accesso al lavoro, soprattutto per alcuni gruppi specifici quali le donne e i giovani”. Secondo la Banca “un equilibrio adeguato fra la protezione del lavoro e i sistemi previdenziali è fondamentale al fine di assicurare che i datori di lavoro siano incentivati ad assumere e i lavoratori ad accettare gli impieghi”.
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