Puntare più che mai sull’ acquacoltura per creare fino a 10.000 nuovi posti di lavoro in un settore, quello della pesca, su cui pesa la ‘spada di Damocle’della radicale riforma lanciata nei mesi scorsi dalla Commissione europea.
È il principale obiettivo della nuova strategia annunciata oggi da Bruxelles che il responsabile per il settore, Franz Fischler, presenterà martedì prossimo al Consiglio dei ministri della pesca dell’Ue.
‘Lo sviluppo dell’acquacoltura – ha tenuto a precisare Fischler nell’annunciare l’iniziativa – non si farà a detrimento dell’ambiente, nè della sicurezza o della qualità degli alimenti’.
L’idea dell’Esecutivo Ue è di intervenire su tre fronti per dare un nuovo impulso all’acquacoltura. Il primo fronte riguarda l’occupazione: Bruxelles ritiene possibile creare tra 8.000 e 10.000 nuovi posti di lavoro tra il 2003 e il 2008.
Il secondo fronte interessa direttamente i consumatori in quanto si mira a rafforzare l’offerta di alimenti sicuri e di buona qualità fissando norme sanitarie e per il benessere degli animali. Infine, si pensa a sviluppare un’attività rispettosa dell’ambiente.
Gli esperti del settore sono convinti che la nuova strategia non necessiti di interventi finanziari importanti. Per il successo dell’iniziativa alcuni elementi appaiono comunque essenziali. In primo luogo, sostiene Bruxelles, un aumento della produzione nel comparto dell’acquacoltura, ‘che dovrebbe passare dall’attuale 3,4% al 4% l’anno’. In questo caso ‘gli aiuti pubblici dovrebbero concentrarsi su azioni tese a consolidare le aziende già esistenti, incoraggiando la ricerca, la formazione e la promozione di tecnologie di allevamento pulite’. Il settore potrebbe essere incluso, ad esempio, ‘nella legislazione per i prodotti biologici’.
Un altro elemento essenziale, che interessa in particolare i paesi del Sud dell’Europa, è quello relativo alla commercializzazione e al rafforzamento della domanda. Bruxelles pensa a marchi di qualità per migliorare l’immagine dei prodotti, ma anche per sostenere azioni di partenariato tra vari operatori del settore in modo da coordinare l’offerta e venire in aiuto soprattutto alle piccole aziende.
Sotto il profilo sociale, la Commissione ritiene invece che la revisione a metà percorso della programmazione finanziaria Ue 2000-2006, possa essere l’occasione ‘di adattare le possibilità di finanziamento per il settore’ considerando il ruolo importante che svolge nello sviluppo rurale e costiero.
Anche dal Fondo sociale europeo potrebbe venire un contributo per favorire l’inserimento di lavoratrici nel settore.
Infine, la Commissione punta a rafforzare il fattore ambientale attenuando, ad esempio, l’incidenza degli scarti legati alla produzione intensiva o lottando contro i rischi di sviluppo di organismi geneticamente modificati.
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