Il segretario generale della Confederazione dei sindacati britannici, il cui congresso comincia domani, ha invitato il primo ministro Tony Blair a non tergiversare sull’adesione all’euro, mentre i dirigenti di due potenti organizzazioni sindacali si sono detti contrari alla moneta unica.
Il leader del Trade Union Congress (Tuc), John Monks, convinto sostenitore dell’euro, ha rimproverato a Blair di mostrare più determinazione sulle grandi questioni internazionali che sulla moneta europea.
“Credo che il primo ministro debba comprendere che sarà (l’euro) la grande decisione che dovrà prendere”, ha detto in serata Monks alla televisione Gmtv.
Ma i dirigenti di due dei grandi sindacati riuniti nel Tuc hanno messo in guardia contro l’ingresso nell’area euro.
Bill Morris, segretario generale del Transport and General Workers Union (Tgwu), ha affermato che deve cadere la «mascherà dell’unità» sindacale in favore dell’euro. “I consumatori britannici non ci ringrazieranno di precipitarci verso la zona euro e di far salire i prezzi nella loro borsa della spesa”, ha dichiarato.
Per Dave Prentis, leader del sindacato Unison, la politica monetaria europea comporterebbe tagli da 10 a 22 miliardi di sterline ai servizi pubblici britannici. “Non possiamo accettare che decisioni di politica interna sulle spese per le nostre scuole o i nostri ospedali siano dettate a Francoforte da banchieri senza volto, non eletti e non responsabili”, ha detto.
Una mozione generale sull’Europa, e in particolare sull’euro, verrà discussa mercoledì al congresso annuale del Tuc, che si svolgerà fino a venerdì a Blackpool.
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