In controtendenza con il resto del paese, la città di New York ha perso nel mese di febbraio 14.000 posti di lavoro nel settore privato, portando il tasso di disoccupazione cittadino dal 7,1 al 7,2% in un mese.
I dati sono stati resi noti da William Thompson, il funzionario dell’amministrazione cittadina che ha la supervisione sulle statistiche e sul mercato del lavoro. Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione a livello nazionale è sceso dal 5,6 al 5,5%. Nel vicino New Jersey, la cui economia è strettamente legata a quella di New York, la percentuale di disoccupati a febbraio è salita dal 4,9 al 5,2%, con la perdita di 4.600 posti di lavoro.
A preoccupare gli esperti, in un periodo in cui gli Usa sembrano mostrare indicatori economici tutti rivolti cautamente verso l’alto, è il fatto che a New York a risultare più colpite dalle perdite di posti di lavoro sono le società di Wall Street e le agenzie per il lavoro temporaneo, cioè due settori tra i più importanti per il mercato cittadino.
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