A nome della Presidenza del Consiglio, il vicepremier spagnolo, Rodrigo RATO y FIGAREDO, ha presentato le priorità economiche e finanziarie del semestre e i temi chiave del vertice di Barcellona (15/16 marzo). Il Consiglio di primavera si concentrerà sulle tematiche economiche, in primo luogo sul lancio dell’euro, su cui sarà presentata una relazione.
Il 2002 si è aperto con una spinta dell’economia europea meno forte delle attese. A prescindere dalla rapidità della risposta data agli eventi dell’11 settembre 2001, il potenziale di crescita costituisce la chiave per recuperare la fiducia dei cittadini. In tal senso, il ministro ha sottolineato l’importanza del coordinamento della politica economica e delle riforme strutturali, soprattutto nella zona euro: i grandi orientamenti di politica economica sono uno strumento essenziale, di cui il Consiglio di Barcellona definirà le linee guida. La relazione della Presidenza intende poi consolidare gli impegni volti a garantire l’equilibrio di bilancio, la sostenibilità delle finanze pubbliche e le riforme strutturali.
La presidenza reputa del tutto giustificate le richieste di alcuni paesi di migliorare e armonizzare le statistiche e gli indicatori macroeconomici degli Stati membri. Serve inoltre un’analisi periodica del “policy mix”, utile anche per il ruolo della Banca centrale europea. La prima analisi compiuta a fine gennaio ha mostrato che le politiche macroeconomiche europee si adeguano alle necessità del ciclo economico.
Secondo il rappresentante del Consiglio, bisogna poi mantenere i principi della stabilità e della riduzione del deficit pubblico, recuperando la fiducia degli imprenditori. Quanto all’impegno a rispettare il patto di stabilità e i piani di convergenza, si segnala l’impegno di tutti i paesi ad arrivare all’equilibrio di bilancio entro il 2004. Il ministro ha spiegato che sono in corso analisi sulla sostenibilità delle finanze pubbliche tenendo conto della piramide generazionale. A gennaio sono state approvate le raccomandazioni della Commissione e i paesi che non rispettavano i criteri fissati nel patto di stabilità hanno assunto impegni chiari per rientrare in linea con tale strumento.
Il Consiglio di Barcellona dedicherà particolare attenzione alla liberalizzazione di alcuni settori, concentrandosi sulla riforma delle industrie di rete (trasporti e energia), sui mercati finanziari, dei capitali e del lavoro. Per l’energia e i trasporti, l’appuntamento di marzo segnerà l’apertura di un effettivo mercato unico caratterizzato dalla libera concorrenza, pur garantendo la qualità e la sicurezza dell’approvvigionamento. La liberalizzazione dev’essere accompagnata da strumenti di misura e da norme trasparenti, con obiettivi quantificati per i collegamenti di rete tra Stati membri. Nel settore dei trasporti si intende promuovere la creazione del cielo unico europeo e varare il secondo pacchetto ferroviario volto a favorire la concorrenza soprattutto nel trasporto delle merci.
Il processo d’integrazione dei mercati finanziari è una sfida fondamentale della Presidenza spagnola. Gli sforzi si concentrano in tre grandi settori: un mercato borsistico integrato entro il 2003; un piano d’integrazione dei servizi finanziari entro il 2005; un programma sul rischio d’impresa a favore delle PMI.
Il rappresentante del Consiglio ha poi messo l’accento sulla riforma del mercato del lavoro. L’adattamento del mercato all’evoluzione del ciclo economico garantisce all’economia di recuperare più facilmente nei momenti di crisi. La Presidenza spagnola sottolinea quindi la necessità di ulteriori sforzi per la riduzione degli oneri fiscali sull’occupazione, per la creazione di posti di lavoro e per la promozione della ricerca di lavoro da parte dei disoccupati. Bisogna poi dedicare un’attenzione particolare alle donne e favorire l’adeguamento delle imprese europee all’evoluzione della domanda. La mobilità costituisce un’ulteriore sfida a scala europea e regionale. A Barcellona si riprenderà anche l’analisi per una crescita sostenibile in termini ambientali, confermando gli impegni di Rio. In tal senso, è possibile tracciare un itinerario annuo per una strategia di sviluppo sostenibile. Il 17 gennaio è stata presentata la prima relazione di sintesi sulle azioni compiute finora; tale documento verrà valutato ai fini della preparazione della posizione europea per il vertice di Johannesburg del settembre 2002.
Altro punto all’ordine del giorno è il contesto regolamentare europeo, che dovrà essere adeguato alle esigenze delle piccole e medie imprese e delle nuove imprese. Vi è in proposito un impegno a tenere Consigli informali sulle PMI che presentino ai vertici di primavera le raccomandazioni specifiche per il settore, grande fonte di occupazione. Gli Stati membri e la Commissione dovranno ridurre tempi e costi amministrativi grazie al ricorso a nuove figure giuridiche e agli strumenti telematici; dovrà inoltre essere compiuta un’analisi dettagliata delle misure legislative che toccano le PMI, coinvolgendo le organizzazioni di categoria.
La Presidenza spagnola intende inoltre incoraggiare la presenza europea nel Mediterraneo del Sud, ricercando lo sviluppo economico e sociale dell’area attraverso le infrastrutture, le industrie e il commercio. Si sta lavorando in collaborazione con la Banca europea degli investimenti per permettere l’istituzione di organizzazioni aperte anche a paesi terzi. Al vertice di Barcellona, infine, saranno invitati non solo i capi di Stato, ma anche i ministri per l’economia dei paesi candidati.























