Montano le proteste contro Ryanair da parte di migliaia di passeggeri esasperati in tutta Europa, dopo che la compagnia a basso costo irlandese ha annunciato un’ondata di cancellazioni inaspettate. Tutto è cominciato venerdì quando Ryanair, la compagnia aerea più grande del continente in termini di passeggeri trasportati, ha diffuso una breve dichiarazione che ha avuto l’effetto di una doccia fredda, annunciando la cancellazione di un totale tra 40 a 50 voli al giorno da quella data fino alla fine di ottobre, ovvero circa 2.000 voli in totale.
“Abbiamo avuto un problema con l’organizzazione delle ferie dei nostri piloti e stiamo lavorando sodo per tornare alla normalità”, ha riconosciuto il direttore marketing del gruppo, Kenny Jacobs, che promette di “inviare informazioni regolari ai clienti e pubblicazione di notizie sul sito”.
Ryanair sottolinea che le cancellazioni riguardano solo il 2% dei suoi voli e mirano a “ripristinare la sua puntualità” che è diminuita all’inizio di settembre, ma le sue spiegazioni lasciano molti insoddisfatti. A partire dal segretario britannico dell’aviazione Martin Callanan, che ha chiesto alla società di “assumersi le proprie responsabilità informando i clienti in anticipo”.
Ryanair nel suo comunicato stampa di venerdì ha attribuito l’aumento dei suoi ritardi nei primi mesi di settembre ad una serie di fattori, tra cui uno sciopero dei controllori di traffico aereo in Francia, il maltempo e l’obbligo imposto dalle autorità di regolamentazione di collocare su tutto l’anno il calendario delle ferie del personale di volo.
La compagnia inoltre attualmente sarebbe in carenza di piloti, dal momento che dall’inizio dell’anno ben 140 di loro hanno lasciato i suoi organici per entrare a far parte della Norwegian Air, società a basso costo in pieno sviluppo, come ha riportato la BBC.
“Ryanair ha scoperto che i dipendenti hanno diritto alle ferie”. È quanto afferma il segretario nazionale della Filt-Cgil, Nino Cortorillo, sottolineando che “non è solo un tema di garanzia del servizio o di penali da pagare, giustamente agli utenti, ma riguarda invece le ferie, uno dei diritti che i regolamenti capestro di Ryanair, che ha trasformato i propri lavoratori in precari a vita, non possono evitare di far effettuare”.
Secondo il dirigente nazionale della Filt “siamo arrivati al punto che si è programmata un`attività di volo senza prevedere che prima o poi quei lavoratori avrebbero avuto diritto ad un riposo che non può essere annullato. Ora che il trasporto aereo ha ripreso a crescere e le compagnie ad assumere – conclude Cortorillo – Ryanair si accorge inoltre che i propri piloti possono andarsene dove le condizioni sono più vantaggiose e dove magari le ferie non sono una variabile di cui ci si può dimenticare”.
G.C.























