Si è svolto oggi l’incontro con la FCA per l’esame dei contratti di solidarietà dello stabilimento Mirafiori Carrozzeria. Al termine dell’incontro si è convenuto, su richiesta delle OOSS, di prolungare di soli 6 mesi l’utilizzo dei CDS per permettere di valutare in tempi brevi la possibilità che sullo stabilimento ci siano delle novità positive rispetto agli investimenti. Pertanto i CDS hanno validità fino al 1° aprile 2018.
Il bacino dei lavoratori interessa 2110 lavoratori, di questi il 59% sono coinvolti nell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale. Rispetto al precedente accordo c’è stata una crescita del bacino dei lavoratori coinvolti di 350 unità, crescita che riguarda anche le unità di Qualità, Finizione e parte della Verniciatura, ma non i lavoratori coinvolti nella produzione della Levante.
“Il quadro che ci è stato prospettato oggi non è per nulla tranquillizzante – dichiarano Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, e Ugo Bolognesi, responsabile delle Carrozzerie di Mirafiori: – Il quadro che ci è stato prospettato, è infatti proprio i soli 6 mesi di contratti di solidarietà, che saranno comunque prorogati, confermano una visione ad oggi di corto respiro: all’assenza di certezze sugli investimenti si aggiungono i segnali di rallentamento dei volumi della Mito ma soprattutto del Levante”. Tutti i sindacati insistono sulla necessità che l’azienda indichi al più presto un nuovo modello.
“Fca deve sciogliere il nodo se sarà Alfa o Maserati, anche in collaborazione con lo stabilimento di Agap Grugliasco, a cavallo tra i due stabilimenti come ebbe a dire a suo tempo l’Ad, Marchionne”, dicono Rocco Cutrì e Claudio Chiarle della Fim-Cisl. “Diventa necessario – aggiunge la Fim-Cisl – avere al più presto un incontro a livello Nazionale con Marchionne per discutere il futuro modello a Mirafiori per dare certezza e continuità occupazionale e produttiva”.
La Segretaria Regionale della Fismic Lida Mannucci ha espresso un giudizio di preoccupazione per l’allargamento del bacino di lavoratori coinvolti nel CDS e chiede che “al più presto l’azienda definisca un nuovo piano industriale che rispetti l’impegno assunto dal Dr. Marchionne che entro il 2018 tutti i lavoratori in forza siano occupati pienamente”.
Le preoccupazioni sono condivise anche dalla Uilm: “siamo consci del fatto che ci stiamo avvicinando alla scadenza degli ultimi ammortizzatori disponibili, dato il regime restrittivo del Jobs Act – osserva Dario Basso della Uilm – È quindi arrivato il momento che le enunciazioni dell’Amministratore Delegato mettano gambe”.
A margine dell’incontro l’azienda ha poi annunciato che nel mese di ottobre la Levante effettuerà una fermata di una settimana di Cig per motivi assolutamente congiunturali che non destano alcuna preoccupazione strutturale.























