“Confermiamo la volontà di voler intervenire ancora in materia di occupazione giovanile, riducendo la quota degli oneri contributivi che al momento ipotizziamo in maniera strutturale del 50% per tre anni. Ci auguriamo di essere nelle condizioni di poter far diventare stabile e permanente una riduzione degli oneri contributivi”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante il question time alla Camera.
“I dati sull’evoluzione della situazione occupazionale e dell’economia del Paese – ha proseguito – ci confermano il miglioramento delle condizioni, ma ci consegna anche l’esigenza di un lavoro specifico per la lotta alla disoccupazione giovanile. Su questo versante, già a decorrere dal 2015, abbiamo introdotto una riduzione della componente lavoro sull’Irap per i lavori a tempo indeterminato andando ad abbattere un punto del cuneo fiscale. Inoltre, nella legge di bilancio per il 2017 sono stati prorogati i benefici contributivi per i contratti di apprendistato e al momento c’è anche il bonus occupazione Sud così come il bonus assunzione previsto per chi è iscritto al programma di Garanzia Giovani”.
“Rispetto al tema della disoccupazione – continua Poletti – abbiamo poi il problema dei disoccupati over 50. I due percorsi per favorire l’ingresso di queste persone nel mercato del lavoro che abbiamo messo a disposizione sono l’Ape social e lo sviluppo delle politiche attive che consentono la ricollocazione di questi lavoratori. Confermo l’attenzione Governo in questa direzione”.
Il ministro del Lavoro interviene proprio in merito all’Ape social, sottolineando che tra governo e sindacati è in atto un confronto per valutare eventuali correzioni, anche perché la misura prevede “un monitoraggio della spesa per l’applicazione”. Alla verifica provvederà una conferenza dei servizi, che Poletti annuncia essere stata convocata per i prossimi giorni”.
“In quella sede – ha aggiunto – si farà una prima valutazione tecnica su eventuali criticità, rispetto alla possibilità di dare stabilizzazione allo strumento”. Poletti conclude infine affermando che “non è corretto parlare di discriminazione” nei confronti dei lavoratori autonomi nell’applicazione dell’Ape social: “È una scelta, discutibile certamente, del legislatore”.
G.C.























