• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
martedì, 29 Settembre 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

    Bolli, pizze e mandolini

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

    Electrolux, proclamate otto ore di sciopero e presidio al Mimit

    Rappresentanza e contratti, Confindustria: l’accordo tra le imprese apre una nuova fase nelle relazioni industriali

    Rappresentanza e contratti, l’obiettivo è chiudere il 22 ottobre, ma sui salari la trattativa è in salita: le imprese presentano una proposta, i sindacati la respingono e chiedono un nuovo testo

    Approvata operatività del codice di condotta sul telemarketing, Assocontact:  strada intrapresa è quella giusta

    Call center, 1.865 esuberi e 3.000 accordi sugli ammortizzatori sociali: i sindacati verso lo sciopero generale

    Iren, sindacati proclamano lo stato di agitazione per carenza di investimenti e organici

    Iren, sindacati proclamano lo stato di agitazione per carenza di investimenti e organici

    Istat, ad aprile la produzione nelle costruzioni scende dell’1,3%

    Maxi risarcimento ai 300 operai sfruttati nella costruzione del consolato Usa a Milano: Caddell Construction paga 31 milioni

    Def, Cisl: soddisfatti per l’impostazione, subito un patto sociale

    Dalla Cisl un libro verde per contrattare il futuro

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Ihs Markit, frena terziario in Italia, Pil 2017 visto a +0,4%

    Sindacati, approvata la piattaforma per il rinnovo dei contratti del terziario, distribuzione e servizi, distribuzione organizzata e distribuzione cooperativa

    Allevatori, sindacati: dopo 14 anni è stato riavviato il tavolo per il rinnovo del contratto

    Allevatori, sindacati: approvata la piattaforma per il rinnovo del contratto

    I dati Istat sul commercio estero extra UE – Agosto 2026

    Cisl, Libro Verde per il Patto Sociale

    Istat, tempi di lavoro e disuguaglianze di genere in Italia 2003-2023

    Rapporto Ocse settembre 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    L’avanzata di Vannacci, i contorcimenti di Salvini, la tentazione brutta di Meloni

    L’orrido Vannacci al centro del mondo. Ma da lui dipende chi vince e chi perde. E sono acrobazie…

    Educazione affettiva, via libera alla Camera al ddl Valditara. Flc-Cgil: lede l’autonomia della scuola. Protesta delle opposizioni a Montecitorio

    L’autogol del governo sulla scuola: un decreto antistranieri che favorisce l’integrazione (la sinistra ringrazi)

    La maledizione del tre per cento

    La maledizione del tre per cento

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    Meloni e il taglio del bollo, tra disperazione elettorale, bugie e la competizione con Tajani e Salvini

    L’evasione fiscale: un fenomeno ancora da interpretare

    Bolli, pizze e mandolini

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

    Conte, la bomba a orologeria nel campo largo che potrebbe riconsegnare il paese a Meloni

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

    Electrolux, proclamate otto ore di sciopero e presidio al Mimit

    Rappresentanza e contratti, Confindustria: l’accordo tra le imprese apre una nuova fase nelle relazioni industriali

    Rappresentanza e contratti, l’obiettivo è chiudere il 22 ottobre, ma sui salari la trattativa è in salita: le imprese presentano una proposta, i sindacati la respingono e chiedono un nuovo testo

    Approvata operatività del codice di condotta sul telemarketing, Assocontact:  strada intrapresa è quella giusta

    Call center, 1.865 esuberi e 3.000 accordi sugli ammortizzatori sociali: i sindacati verso lo sciopero generale

    Iren, sindacati proclamano lo stato di agitazione per carenza di investimenti e organici

    Iren, sindacati proclamano lo stato di agitazione per carenza di investimenti e organici

    Istat, ad aprile la produzione nelle costruzioni scende dell’1,3%

    Maxi risarcimento ai 300 operai sfruttati nella costruzione del consolato Usa a Milano: Caddell Construction paga 31 milioni

    Def, Cisl: soddisfatti per l’impostazione, subito un patto sociale

    Dalla Cisl un libro verde per contrattare il futuro

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Ihs Markit, frena terziario in Italia, Pil 2017 visto a +0,4%

    Sindacati, approvata la piattaforma per il rinnovo dei contratti del terziario, distribuzione e servizi, distribuzione organizzata e distribuzione cooperativa

    Allevatori, sindacati: dopo 14 anni è stato riavviato il tavolo per il rinnovo del contratto

    Allevatori, sindacati: approvata la piattaforma per il rinnovo del contratto

    I dati Istat sul commercio estero extra UE – Agosto 2026

    Cisl, Libro Verde per il Patto Sociale

    Istat, tempi di lavoro e disuguaglianze di genere in Italia 2003-2023

    Rapporto Ocse settembre 2026

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    Piena occupazione, di Alessandro Rimassa. Editore Egea

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    24h €1.560 – Progetto di riduzione della settimana lavorativa, di Davide Dibitonto e Maura Zavaglini. Editore Transeuropa

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La produttività negli uffici e nei servizi, di Marco Minati. Editore Fòrema

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    La partecipazione come agente trasformativo, di Elena Ferro. Editore DeriveApprodi

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Blog - ‘’Sindrome 1933’’ ai giorni nostri

‘’Sindrome 1933’’ ai giorni nostri

di Giuliano Cazzola
12 Luglio 2019
in Blog
‘’Sindrome 1933’’ ai giorni nostri

Troveranno molto interessante la lettura di ‘’Sindrome 1933’’ di Siegmund Ginzberg (Feltrinelli)  tutti coloro che – al pari di chi scrive – ravvisano molte analogie tra l’attuale fase politica dell’Italia e dell’Europa  e quella intercorsa tra le due guerre mondiali della prima metà del secolo scorso. Il saggio di Ginzberg pur seguendo passo per passo la ‘’resistibile ascesa’’ di Adolf Hitler (il Nsdap aveva ottenuto 800mila voti nel 1928, 6,4 milioni nel 1930, 13,7 milioni  e 11,7 milioni nella due consultazioni politiche del 1932, 17,3 milioni nel 1933) non cade nella trappola  dei confronti avventati, ma non esita a sottolineare i leitmotiv  di oggi che fanno da eco, magari con meno fragore,  a quelli di ieri. ‘’ Da qualche tempo, non passa giorno – scrive – senza che le notizie mi diano una sgradevole sensazione di déjà vu. Leggo la stampa, vedo i telegiornali, faccio talvolta zapping nei talk show, ascolto quel che dice la gente al bar o sull’autobus, e ho l’impressione di aver già letto, già visto, già ascoltato. Ma in tutt’altra epoca e in un altro luogo’’.  Il saggio è un’accurata ricostruzione di come sia potuto accadere ( e di come abbiano potuto assicurare consenso anche spaventose atrocità)  che nella democratica Repubblica di Weimar – contraddistinta da una Costituzione avanzata, che ‘’ha fatto scuola’’ per  diverse leggi fondamentali (compresa quella italiana) adottate nel dopoguerra nell’Europa liberata – il  Partito nazista sia riuscito in pochi anni a salire al potere e trasformarsi un regime totalitario. ‘’Poi arrivò un partito – scrive Ginzberg – che sin dal nome tendeva a dichiararsi ‘’né di destra né di sinistra’’, ma ‘’del  popolo’’. Si dicevano allo stesso tempo ‘’nazionalisti’’ e ‘’socialisti’’, oltre che ‘’partito dei lavoratori’’. Beninteso dei ‘’lavoratori tedeschi’’ e basta’’. Forzando un po’ in direzione dell’attualità – prosegue l’autore –  si potrebbe dire che si presentavano allo stesso tempo come ‘’sovranisti’’ e ‘’populisti’’.  Tutti sottovalutarono Hitler e il suo partito. Kautsky (passato nella storiografia comunista con l’epiteto di ‘’rinnegato’’)  si diceva convinto che sarebbe durata poco la carnevalata: ‘’ degli imbecilli ignoranti che sanno solo travestirsi da cavalieri nordici’’.  Scriveva il ‘’Wortwars’’, organo dei socialdemocratici, la forza politica che era stata il perno della Repubblica di Weimar e che era stata in grado di portare in  piazza, a Berlino, 800mila manifestanti il giorno prima che Hitler, il 30 gennaio 1933, ricevesse, dal presidente Hindenburg, l’incarico di formare il governo:  ‘’La Germania non è l’Italia, Berlino non è Roma, Hitler non è Mussolini (questa considerazione, in senso inverso e a  pelosa difesa del Duce, l’abbiamo sentita  troppe volte, anche di recente, ndr). Sbaglia  di grosso – continuava – chi ritiene che qualcuno possa imporre un regime dittatoriale sulla nazione tedesca’’.  Tutto ciò premesso procediamo con  l’autore sul terreno insidioso delle analogie (senza la pretesa di esaurirle tutte).

L’antipolitica

‘’Trentaquattro partiti! I lavoratori hanno il loro partito. Ma non uno solo. Sarebbe troppo poco. Ne hanno tre, quattro’’. Ci fermiamo qui con la citazione  di ‘’uno dei numeri preferiti da Hitler nei comizi’’. Il sarcasmo provocava le risate dei presenti, i quali si scompisciavano in applausi quando l’oratore urlava. ‘’Il mio obiettivo è spazzare via questi trentaquattro partiti dalla Germania’’.  Poi aveva alimentato il qualunquismo il ricorso ai  linciaggi mediatici. ‘’Erano stati i giornali – scrive Ginzberg – a fomentare anno dopo anno l’avversione alla politica e ai politici, il disgusto per la democrazia parlamentare. Era stata la stampa – e non solo la stampa di destra – a inventare la leggenda della ‘’pugnalata alla schiena’’, ai danni di una Germania che avrebbe potuto vincere la Grande Guerra se non fosse stata tradita dall’interno, dagli ebrei in combutta con i loro correligionari dalla parte opposta del fronte…..dalla finanza internazionale a loro volta tutti ebrei o in combutta con gli ebrei’’.   Negli anni venti gli scandali che coinvolgevano uomini di affari e politici contendevano le prime pagine alla cronaca nera, ai delitti a sfondo sessuale. Il saggio ricorda il caso del presidente della Repubblica, il socialdemocratico Friedrich Ebert (morto assassinato), accusato da un giornalista di alto tradimento (per questo motivo querelato)  per aver appoggiato uno sciopero in una fabbrica di munizioni, nel 1918, sul finire della guerra. Il giornalista fu condannato per ingiuria, ma non per il reato di calunnia, perché il sostegno allo sciopero fu considerato dai giudici un ‘’tradimento’’. Il partito socialdemocratico non si riprese mai del tutto da ‘’quello tsumani di fango’’.  I giornali poi andavano a nozze, ed aumentavano le vendite, se gli scandali coinvolgevano qualche imprenditore o affarista ebreo. Un collega più anziano che rimproverava un collega giovane e rampante di non avere scrupoli si sentì rispondere: ‘’A cosa servono gli scrupoli? Gli scandali rendono di più’’. Il campione della campagna di odio era lo ‘’Strurmer’’ (La verità), nelle cui colonne si trovava già ‘’ tutta la contemporaneità degli insulti virali via social, delle fake news spacciate come rivelazioni, dell’odio apparentemente genuino e spontaneo, che poi in realtà è coltivato ad arte, dei troll che moltiplicano il messaggio’’.

La comunicazione

Alla fine i nazisti misero in riga tutti i giornali – tra i più diffusi e prestigiosi in Europa – con un mix di intimidazioni e di offerte economiche che gli editori non poterono rifiutare, anche perché alcuni dei più importanti di loro erano ebrei. Anche il gruppo editoriale di Hugenberg, il nazionalista primo alleato di Hitler, venne smembrato senza alcun riguardo.  I nazisti  capirono l’importanza delle nuove tecnologie di comunicazione. Non solo il cinema che divenne un incredibile strumento di propaganda, ma soprattutto la radio.’’Il colpo di genio fu l’accoppiata radio-altoparlanti, trasmissione a distanza più effetto stadio. Goebbels curava di persona la regia delle trasmissioni, si improvvisava cronista radiofonico’’. Già nel 1933 era disponibile un ricevitore radio economico, anche se solo nel 1939 il 70% delle famiglie tedesche possedevano una radio. Un decreto del febbraio del 1933 mise al bando le ‘’notizie scorrette’’. A decidere – more solito – era il ministro dell’Interno. A proposito del cinema il libro racconta che Goebbels – dopo aver visto il film M (Il mostro di Dusseldorf) – convocò il regista Fritz Lang per affidargli la direzione della cinematografia. Quando il regista, attonito, disse di essere ebreo, il gerarca gli risposte: ‘’Non scherziamo, Herr Lang.  Decidiamo noi chi è ebreo e chi non lo è’’.

La mistica del ‘’popolo’’

Scrive Ginzberg che la parola ‘’popolo’’ dilagava in tutte le combinazioni possibili: la festa del popolo, membro del popolo, compagno del popolo, comunità di popolo, vicino al popolo, persino nemico del popolo e parassita del popolo. Non si hanno notizie sull’esistenza di un avvocato del popolo. Appena giunti al governo i nazisti smantellarono tutte le istituzioni di assistenza e le sostituirono  con la Direzione per il benessere del popolo che gestiva pensioni, affitti, sussidi per la disoccupazione e l’invalidità, gli ospizi, i prestiti per le giovani coppie, il sostegno alle famiglie e l’assicurazione sanitaria. C’era anche un reddito di cittadinanza che spettava però solo ai cittadini di pura e comprovata razza ariana, di lingua e cultura tedesca, in regola con la cittadinanza e in stato di disoccupazione. I sussidi dovevano essere spesi solo in negozi tedeschi e per beni non voluttuari; gli uffici svolgevano anche la funzione del collocamento in lavori socialmente utili. Ad essere sinceri abbiamo sentito considerazioni analoghe anche in Italia. Nel nostro piccolo, siamo riusciti a non erogare il reddito di cittadinanza agli extracomunitari in condizione di povertà attraverso la richiesta di un  requisito decennale  di residenza e l’obbligo di documentare (in assenza dei decreti attuativi) la loro situazione patrimoniale in patria.

I minibot

Per finanziare il riarmo tedesco senza dare nell’occhio e violare gli accordi internazionali Hjlmar Schacht, presidente controverso della Reicksbank e soprannominato il Mefistofele di Hitler (il riferimento è al Faust di Goethe) inventò i Mefo, certificati di scambio con cui venivano pagate le commesse militari. I certificati erano garantiti dalla Banca centrale e potevano essere scontati presso tutte le banche. Godevano di un tasso di interesse superiore a quello delle obbligazioni commerciali (una caratteristica che manca ai minibot di Claudio Borghi). Se l’operazione fosse fallita si rischiava il crollo dell’intero sistema finanziario. Invece per qualche tempo  funzionò. Ma per mantenere le promesse (venne introdotta anche una sorta di quota 100) il governo aveva  una spesa superiore alle entrate e rischiava la bancarotta. Schacht fu costretto a mettere fine al sistema dei certificati Mefo e a ricorrere ai tradizionali Buoni del Tesoro di cui riuscì a piazzare tre tranche; la quarta andò deserta. Scrisse ad Hitler avvertendo che le finanze statali erano ormai fuori controllo. Ma il Fuhrer  pensava già alla guerra e non gli importava nulla di banali questioni di deficit.

Lo straniero

In uno spettacolo andato in scena in un cabaret di Berlino nel 1931 venne cantata una canzoncina destinata a diventare famosa: ‘’Se piove e se fa freddo/ se il telefono è occupato/ se la vasca da bagno perde/ se ti sbagliano la dichiarazione dei redditi/ è proprio tutta, ma tutta colpa degli ebrei!’’. E via di questo tono. Non fa venire in mente il coretto contro i napoletani che mettevano in fuga i cani e dovevano essere lavati dal Vesuvio? Nella persecuzione degli ebrei da parte del potere nazista non c’era solo un’ossessione antica di secoli, fatta di pregiudizi, pogrom, ghetti, torture e stragi. Ma c’era la necessità di individuare un nemico, straniero anche se tedesco da generazioni, perché diverso. Ordine e legalità.  ‘’Scomparvero da un giorno all’altro – scrive Ginzberg – dalle strade i suonatori ambulanti, i mendicanti, i raccoglitori di stracci. Alla gente non dispiaceva. I nazisti gli avevano tolto un fastidio. ‘’I nostri amici criminali – proclamò Goebbels – hanno preso nota che dal 1933 in Germania soffia un vento diverso, più fresco e più sano. Non ci sono più sentimentalismi nei nostri penitenziari e nelle nostre prigioni’’. Ma questi discorsi non si fanno, da noi, anche oggi? I nazisti non avevano complessi a passare per cattivi. Il buonismo fu bandito a furor di popolo.  Ma perché ce l’avevano tanto con gli ebrei? Ginzberg cita la spiegazione di uno scrittore di quei tempi, il quale sosteneva che gli antisemiti odiano gli ebrei perché invidiano la loro cultura, il loro benessere. ‘’L’invidia è una ragione sufficiente per odiare. L’invidioso si rode, non ammetterà mai di voler imitare l’oggetto della propria invidia. Anzi lo denigra, dice che gli fa ribrezzo, gli dà del ladro, del farabutto, dell’immorale se ha successo, del parassita se non ce l’ha, dell’essere spregevole in ogni caso’’.  Parliamo del 1933 o di una forza politica dei nostri tempi che un anno fa sembrava invincibile? Se ci pensate, gli ebrei sono sempre in agguato: anche se non vengono chiamati direttamente in causa, sono il sinonimo dei poteri forti, delle multinazionali in agguato, dei banchieri e degli speculatori che calpestano la sovranità popolare. Anzi, il loro disegno oggi è ancor più sottile e perverso. Si sono messi a finanziare l’invasione degli africani in Europa allo scopo di cacciare gli ariani (?) dai posti di lavori e sostituirli con lavoratori neri, senza diritti e senza pretese. E il trattato di Maastricht è come quello di Versailles: una pugnalata alle spalle ad opera di ‘’traditori’’ al soldo di potenze straniere e delle élites.  

Giuliano Cazzola

Attachments

  • jpg
Giuliano Cazzola

Giuliano Cazzola

Ex Sindacalista

In evidenza

Clima, Cgil: non parteciperemo a Cop27 in Egitto in memoria di Regeni

Regeni, 007 egiziani condannati a 10 anni

28 Settembre 2026
Electrolux, ok all’ipotesi di accordo con 60% si’

Electrolux, proclamate otto ore di sciopero e presidio al Mimit

28 Settembre 2026
Il Sole 24 ore, avviata la Cigs per il personale non giornalistico

De Bellis nuovo direttore responsabile di Sole 24 Ore, Radio 24 e Radiocor

28 Settembre 2026
Siglata intesa Eni-Fs per collaborazione su sicurezza lavoro

Sicurezza sul lavoro, AIFOS: a un anno dal nuovo accordo solo il 23% dei datori ha completato la formazione obbligatoria

28 Settembre 2026
Carburanti, Eni e Ip mettono un freno ai prezzi dopo il taglio dello sconto fiscale. Fumarola: “Ora un tetto stabile per tutti”

Carburanti, Figisc: bene le iniziative per le famiglie, ma il Governo convochi subito i gestori

28 Settembre 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi