Massimo Battaglia e Giuseppe Carbone, segretari generali delle federazioni Confsal-UNSA (funzioni centrali) e FIALS (sanità) dichiarano: “Stiamo preparando un massiccio ricorso davanti alla magistratura contro una evidente disparità di trattamento tra chi, da dipendente pubblico o privato paga le tasse sul proprio reddito, chi al 24%, al 27% o al 38%, e chi – in virtù della flat tax- pagherebbe fino a 65mila euro solo il 15%”.
“Per noi questo è inaccettabile. Il sindacato si muove per contrastare questa grave ingiustizia commessa dal governo, che danneggia ancora una volta il lavoro dipendente, seppure da sempre puntuale contribuente: le nostre strutture a breve incominceranno la raccolta dei mandati agli avvocati”.
Battaglia e Carbone aggiungono: “I lavoratori potranno aderire al ricorso indipendentemente dall’iscrizione al sindacato perché questa è una grande battaglia di civiltà sociale e costituzionale”.
“Al governo chiediamo”, concludono i segretari generali di UNSA e FIALS, “di cambiare immediatamente rotta e di non coltivare le divisioni nel Paese. La riduzione delle imposte non può essere selettiva, ma deve venire incontro alle necessità primarie delle fasce sociali e dei lavoratori che più ne hanno bisogno”.
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