• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
sabato, 1 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    Istat, nel 2016 il reddito medio delle famiglie cresce del 2%

    Reintegra e preavviso: perché le due indennità non possono convivere

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Parte al Mise il tavolo per affrontare le difficoltà del settore

    Crm-Bpo, l’onda dell’automazione minaccia i lavoratori: i sindacati chiedono una regia pubblica

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    INCONTRO AL MIMIT SU ELECTROLUX

    Versalis, al tavolo del Mimit Eni mette sul piatto altri 2,5 mld per la riconversione, ma ribadisce la crisi della chimica europea

    Spin Time, la Cgil Roma e Lazio: “da lì non se ne va nessuno, le istituzioni intervengano per evitare la permanenza in strada”

    Spin Time, la Cgil Roma e Lazio: “da lì non se ne va nessuno, le istituzioni intervengano per evitare la permanenza in strada”

    Banche, sindacati: torni l’obbligo di appuntamento per entrare in filiale

    Desertificazione bancaria, nove cittadini su dieci sono insoddisfatti. La chiusura aumenta il rischio delle frodi e la diffusione della criminalità. I dati nel terzo rapporto della Uilca

    La maledetta “eccezione italiana”

    La fine del lavoro abbondante: come la demografia riscrive gli equilibri in Italia

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Fim, Fiom, Uilm, piano straordinario di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva

    Il testo dell’accordo Digit’ed sul premio variabile di risultato 2026

    Varata la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto

    Moda, Oxy Capital presenta un’offerta vincolante per l’acquisto di Aeffe. I sindacati: “Ora servono garanzie su occupazione e piano industriale”

    I dati Istat su fiducia dei consumatori e delle imprese – Luglio 2026

    Sanpellegrino, firmato il rinnovo dell’integrativo

    Nestlé Sanpellegrino, i lavoratori approvano il nuovo contratto integrativo

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    ALL.CO, siglato l’accordo integrativo di secondo livello per lo stabilimento di Vigonza

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    Istat, nel 2016 il reddito medio delle famiglie cresce del 2%

    Reintegra e preavviso: perché le due indennità non possono convivere

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Parte al Mise il tavolo per affrontare le difficoltà del settore

    Crm-Bpo, l’onda dell’automazione minaccia i lavoratori: i sindacati chiedono una regia pubblica

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    Versalis, la protesta della Cgil esclusa dal tavolo del Mimit: “un problema di democrazia”

    INCONTRO AL MIMIT SU ELECTROLUX

    Versalis, al tavolo del Mimit Eni mette sul piatto altri 2,5 mld per la riconversione, ma ribadisce la crisi della chimica europea

    Spin Time, la Cgil Roma e Lazio: “da lì non se ne va nessuno, le istituzioni intervengano per evitare la permanenza in strada”

    Spin Time, la Cgil Roma e Lazio: “da lì non se ne va nessuno, le istituzioni intervengano per evitare la permanenza in strada”

    Banche, sindacati: torni l’obbligo di appuntamento per entrare in filiale

    Desertificazione bancaria, nove cittadini su dieci sono insoddisfatti. La chiusura aumenta il rischio delle frodi e la diffusione della criminalità. I dati nel terzo rapporto della Uilca

    La maledetta “eccezione italiana”

    La fine del lavoro abbondante: come la demografia riscrive gli equilibri in Italia

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione

    Fim, Fiom, Uilm, piano straordinario di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva

    Il testo dell’accordo Digit’ed sul premio variabile di risultato 2026

    Varata la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto

    Moda, Oxy Capital presenta un’offerta vincolante per l’acquisto di Aeffe. I sindacati: “Ora servono garanzie su occupazione e piano industriale”

    I dati Istat su fiducia dei consumatori e delle imprese – Luglio 2026

    Sanpellegrino, firmato il rinnovo dell’integrativo

    Nestlé Sanpellegrino, i lavoratori approvano il nuovo contratto integrativo

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    ALL.CO, siglato l’accordo integrativo di secondo livello per lo stabilimento di Vigonza

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Primo Piano - Le scienze non sono una faccenda per donne: la segregazione formativa di genere

Le scienze non sono una faccenda per donne: la segregazione formativa di genere

di Elettra Raffaela Melucci
7 Aprile 2023
in Analisi
Le scienze non sono una faccenda per donne: la segregazione formativa di genere

SCIENZIATO SCIENZIATA RICERCATRICE RICERCATORE MICROSCOPIO SAN RAFFAELE TEST ANALISI

In tempi di liceo Made in Italy e rilancio delle giovani professionalità sembra utile fare un passo indietro e analizzare un fenomeno pervasivo ma misconosciuto, propedeutico a tutte le analisi e le statistiche che riguardano il mercato del lavoro e le quote maschili e femminili impiegate: la segregazione formativa di genere.

In una scelta delicata come quella del percorso di studi di intraprendere, non solo universitario ma anche dell’istruzione superiore di secondo grado, sono molti i fattori che condizionano e indirizzano le studentesse e gli studenti. Quello che è importante mettere in evidenza è quanto queste scelte siano frutto di una risoluzione personale e quanto invece siano condizionate da fattori esogeni: famiglia, cultura, società. Perché è chiaro che l’essere umano è fortemente influenzato dal contesto sociale in cui è inserito ed è particolarmente interessante interpretare i meccanismi di pregiudizio e condizionamento che, catalogabili come fragilità strutturali, incidono sulle scelte personali.

Il nocciolo della questione risiede – ovviamente – nella disparità tra uomo e donna; una disparità che in ambito scolastico è piuttosto marcata sulla linea qualitativa rispetto a quella quantitativa. L’articolo 10 della Cedaw (Convention on the Elimination of all Forms of Discriminazione Against Women), documento risalente al 1979, sottolinea l’importanza dell’educazione per la lotta alle disparità di genere e invita perentoriamente tutti gli Stati a impegnarsi nella «eliminazione di ogni concezione stereotipata dei ruoli dell’uomo e della donna a tutti i livelli e di ogni forma di insegnamento, incoraggiando l’educazione mista e altri tipi di educazione che tendano a realizzare tale obiettivo e, in particolare, rivedendo i testi e i programmi scolastici e adattando i metodi pedagogici in conformità». A questo preziosissimo documento seguiranno altre importanti dichiarazioni d’intenti, come la Convezione di Pechino del 1995, il Vertice del Millennio del 2000 a New York e la quinta Conferenza Mondiale sulle donne , sempre a New York, del 2005. In particolare, durante il “Vertice del Millennio” erano stati fissati alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2015, tra i quali «assicurare l’istruzione primaria per tutti e promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment per le donne», considerati fondamentali per il progresso dell’umanità tutta. Ma, è sotto gli occhi di tutti, i principi sono stati disattesi – o quantomeno disattesi in una certa parte del mondo e mitigati nell’altra – e nel 2015, durante il ventennale della conferenza di Pechino, Phumzile Mlambo-Ngcuka, la sottosegretaria generale della Nazioni unite e direttrice esecutiva di UN Women rimbrottato la platea delle buone intenzioni: «Seppur negli evidenti passi in avanti compiuti nell’ultimo ventennio, ciò che non è ancora stato fatto è cambiare le attitudini che perpetuano una cultura della superiorità maschile e gli stereotipi che diminuiscono le donne».

Anche in Unione Europea le dichiarazioni non sono mancate, ma restano programmatiche e d’intenti, senza una concreta attuazione che non sia ridotta a numericchi da decreto e quote colorate. «I rigidi ruoli di genere – si legge nel Road Map della Commissione Europea relativa al periodo 2010-2015 – possono ostacolare le scelte individuali e limitare il potenziale di donne e uomini. Promuovendo ruoli di genere non discriminatori in tutti i campi di vita, come l’istruzione, la scelta della professione, l’occupazione e lo sport, si contribuisce perciò in modo essenziale alla parità di genere, che richiede il contributo, il sostegno e la partecipazione attiva degli uomini e politiche che affrontino anche le disuguaglianze che riguardano i maschi, bambini o adulti, come il livello di alfabetizzazione, l’abbandono scolastico e la salute sul lavoro». L’assunto promuove una lettura orizzontale dei ruoli di genere ed evidenzia, una volta per tutte, le gabbie culturali che determinano le diseguaglianze tra uomini e donne e costringono quest’ultime a riflettersi in immagini stereotipate, immutabili e per questo divenute invisibili. In buona sostanza, una prassi.

Sebbene dagli anni ’70 la tendenza sul grado di istruzione sia stata nettamente invertita e le donne laureate abbiano superato la quota degli uomini laureati (nel 2020 le ragazze di 20-24 anni diplomate o laureate sono a quota 83%, mentre per gli uomini si scende di 10 punti al 74%), non significa che “Il dominio maschile”, per citare il sociologo e antropologo francese Pierre Bordieu, sia stato del tutto scardinato. Se Bordieu, infatti, sosteneva che l’accesso delle donne all’istruzione secondaria e terziaria sarebbe stato il fattore determinante per il percorso di emancipazione delle donne e lo sfondamento del cosiddetto “soffitto di cristallo”, rompendo quindi una volta per tutte – come è accaduto – la segregazione formativa verticale -, tuttavia continua a persistere un altro tipo di segregazione, di tipo orizzontale: rimane una forte disparità nei percorsi di studi universitari scelti, con una sovra-rappresentanza delle donne nelle discipline umanistiche e una sotto-rappresentanza delle stesse nelle discipline STEM (con buona pace dei sovranisti linguistici: science, technology, engineering and math). E anche se negli ultimi anni si è assistito a un incremento del numero di studentesse iscritte alle facoltà STEM, in Italia la percentuale si attesta a un misero 19%, rispetto al 40,1% dei ragazzi (nonostante, repetita iuvant, la maggioranza dei laureati sia donna). Secondo i dati una una ricerca condotta da Ipsos per Save the Children relativa al 2021, le ragazze continuano a sentirsi inadatte alle materie scientifiche, nonostante il 54% delle intervistate siano incuriosite dalle scienze.

Tendenzialmente, quindi, le donne rivolgono i propri interessi a settori come la sanità, il welfare, le materie umanistiche e l’insegnamento. (In particolare per quest’ultimo settore, negli ultimi anni si è assistito al fenomeno della femminilizzazione della classe docente: secondo i dati Eurostat relativi all’anno scolastico 2020/2021, l’83,2% degli insegnanti di ruolo sono donne. Naturalmente, poi, la segregazione formativa si riflette sul profilo retributivo, ma questo fa parte di un passaggio successivo). Il gender equality index stilato annualmente da Eige propone una valutazione dei livelli di segregazione di genere in ambito educativo calcolata attraverso la comparazione tra i dati Eurostat sulla quota di studentesse e studenti di livello terziario iscritti in facoltà attinenti a educazione, salute, welfare, discipline artistiche e umanistiche. Quanto più il dato è basso tra i ragazzi e alto tra le ragazze, maggiore è la potenziale segregazione.

Ma perché questo fenomeno? Quali sono le radici, le ragioni, le cause che mettono in atto una così strisciante forma di discriminazione indotta? L’indice dei colpevoli, se di colpe vogliamo parlare, si perde e confonde con la storia stessa dell’uomo e della civiltà intesa come «forma particolare con cui si manifesta la vita materiale, sociale e spirituale d’un popolo sia in tutta la durata della sua esistenza sia in un particolare periodo della sua evoluzione storica – o anche la vita di un’età, di un’epoca» [Treccani]. Il problema, quindi, attiene alla rappresentazione del ruolo della donna, alle abitudini e tendenze a essa associate, a quella presunta naturalizzazione del ruolo di cura e accudimento che la induce – non costringe – al recinto della casa e della conservazione della specie. Modelli socialmente assegnati e accettati, stereotipi che condizionano i destini lavorativi, sociali e familiari. Le scienze, quindi, parrebbero non essere una questione per donne.

A incidere in maniera decisiva su questa tendenza ci sono i due principali agenti formativi per i giovani: scuola e famiglia. Ancora una volta interviene Bordieu a darci una mano: «Quando si interrogano delle adolescenti sulla loro esperienza scolastica, si rimane immancabilmente colpiti dal peso esercitato dagli incitamenti e dalle ingiunzioni, positive o negative, dei genitori, degli insegnanti (in particolare del personale addetto all’orientamento) o dei condiscepoli, sempre pronti a richiamarle in modo tacito o esplicito al destino che è loro assegnato dal principio di divisione tradizionale. Così, molte ragazze osservano che i professori delle materie scientifiche sollecitano e incoraggiano i maschi più delle femmine e che i genitori le sconsigliano, nel loro interesse, di affrontare certe carriere considerate maschili» [Il dominio maschile]. In particolare, nella scuola esistono due tipi di curricula: uno visibile, identico per maschi e femmine, e un altro invisibile, in cui agiscono in sinergia messaggi, valori e idee che contrastano con gli obiettivi educativi di neutralità propri delle mura scolastiche. Vengono così veicolate immagini di studenti e studentesse, di uomini e donne, che afferiscono a una sfera alinea da quella del sapere e invece relativa alle aspettative della società, che influenzano fortemente l’immagine di sé stessi nel presente e nel futuro (rispetto alle rappresentazioni professionali e ai ruoli sociali).

Nella psicologia comportamentista si parla di “rinforzo” come conseguenza che, se applicata al comportamento di un organismo, rafforzerà il suo comportamento futuro ogni volta che esso è preceduto da uno specifico stimolo antecedente. Quindi, se alle ragazze viene suggerito di approfondire una presunta inclinazione naturale e sono proprio scuola e famiglia a incentivare questa “non scelta”, c’è da meravigliarsi dinanzi a questi “luoghi meno comuni e più feroci” in un’epoca di urgenze su tutti i fronti dei diritti. Anche questi, in qualche modo, sono diritti negati, e viene da pensare che ci sia poco di autentico in questa schiera di donne concentrate solo in alcuni settori della conoscenza e della produzione, materiale e immateriale, che possiamo leggere infine come una sorta di autosegregazione.

Elettra Raffaela Melucci

Elettra Raffaela Melucci

Elettra Raffaela Melucci

Giornalista de Il diario del lavoro

In evidenza

Lavoro, cinque detenuti al lavoro nelle stazioni ferroviarie: l’accordo tra ministero della Giustizia e Ferrovie

Trasporti, sindacati: sbagliato usare i ritardi del Pnrr come argomento per riaprire le gare Intercity in una logica di frammentazione del servizio

31 Luglio 2026
Durante (Cgil), l’Europa è un gigante economico e sociale che rischia l’autolesionismo

Migranti, Viminale: un mese di sospensione di Schengen con la Spagna. Fonti Ue: l’Italia non ha ancora notificato lo stop

31 Luglio 2026
Leonardo, siglato protocollo con sindacati su prepensionamenti

Leonardo, Fim Fiom Uilm: conti in crescita confermano la strategia del gruppo

31 Luglio 2026
Consiglio Ue, la risoluzione della maggioranza a comunicazioni Renzi

Ceuta, sindacati: basta strumentalizzazioni. Per l’immigrazione servono risposte strutturali

31 Luglio 2026
Basta un bancomat a smentire i robot- killer del lavoro

Banche, Cisl: nel 2026 chiusi altri 126 sportelli e 11,5 mln di italiani scoperti. Il calo più forte nelle grandi città

31 Luglio 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi