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Home - Approfondimenti - Analisi - Poste, un contratto “pietra miliare” che mette le persone al centro

Poste, un contratto “pietra miliare” che mette le persone al centro

di Elettra Raffaela Melucci
24 Ottobre 2024
in Analisi
Poste, Giorgetti: con la cessione garantiti livelli occupazionali e qualità dei servizi, nessuna svendita

LOGO UFFICIO POSTE ITALIANE

Il lavoratore al centro dello sviluppo aziendale attraverso l’adozione di una focale lunga che anticipi bisogni ed esigenze future. È questa l’essenza del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non dirigente di Poste Italiana S.p.A, sottoscritto con le rappresentanze dei sindacati di categoria lo scorso 23 luglio 2024 e approvato dai lavoratori intervenuti nelle assemblee di settembre. Un rinnovo di durata quadriennale, con vigenza 2024-2027, che riguarda 120.000 dipendenti e che arriva a soli 7 mesi dalla scadenza del precedente, a testimonianza della solidità delle relazioni industriali del Gruppo e dell’attenzione da parte della Dirigenza per l’evoluzione dello statuto contrattuale in aderenza ai mutevoli bisogni della popolazione aziendale. Il contratto, inoltre, è esteso alla Società Poste Insurance Broker Srl e, a decorrere dal 1° luglio 2025, a SDA express Courier S.p.A. e Poste Logistics S.p.A.

Un accordo ricco di contenuti innovativi che si possono riassumere in una serie di parole chiave. Solidità: di un Gruppo che dimostra la propria efficienza sostenendo il potere d’acquisto dei lavoratori e contribuendo al percorso di crescita dell’Azienda per consolidarne la leadership nel panorama aziendale italiano; flessibilità: per un sistema di Relazioni Industriali coerente con l’evoluzione dei sistemi organizzativi e produttivi; partecipazione: per promuovere la cultura del coinvolgimento attivo del personale all’innovazione dei processi produttivi e dalla qualificazione del lavoro; digitalizzazione: per un sistema che accompagni l’implementazione di tecnologie, piattaforme digitali e forme di Intelligenza Artificiale, garantendo altresì una complessiva sostenibilità e valorizzazione del capitale umano.

Si nota, innanzitutto, l’importanza assegnata alla costruzione e mantenimento di sane Relazioni Industriali a cui è dedicato un ampio capitolo di disciplina del sistema: una spiccata valorizzazione del processo di informazione e consultazione del sindacato per favorire una partecipazione più consapevole alle attività aziendali; rafforzamento degli organismi paritetici e il coinvolgimento attivo delle parti con incontri all’inizio di ogni anno per pianificare ed avviare le attività degli Organismi Paritetici; valorizzazione dei diritti sindacali; accortezza alle tematiche dell’inclusione con la previsione di un focus sull’integrazione delle persone con disabilità nell’ambito dei lavori del Comitato dell’attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità. Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti legati alla digitalizzazione e all’introduzione di applicazioni di intelligenza artificiale nei processi aziendali, con l’istituzione di un osservatorio dedicato per il monitoraggio degli impatti sull’organizzazione lavorativa. Sono stati rafforzati, infine, i compiti e le attribuzioni dell’Osservatorio Paritetico sulla Sanità Integrativa.

Per la parte economica è stato raggiunto l’obiettivo comune alle parti di miglioramento dei livelli retributivi dei dipendenti. In particolare, si rileva l’importante incremento dei trattamenti definito in 230,00€ complessivi lordi nell’arco di vigenza contrattuale, con un aumento dei minimi tabellari pari a 192€ lordi medi, a cui si aggiungono 38,60€ così suddivisi: 29€ a regime sul valore del buono pasto; 5,10€ aumento del valore del fondo sanitario con, tra gli altri, l’ampliamento delle prestazioni previste dal pacchetto base del Piano di Assistenza Sanitaria Integrativa, l’innalzamento dei massimali per diagnostica e visite specialistiche e introduzione del rimborso dei ticket sanitari; 4,50€ sul Fondo previdenziale grazie all’innalzamento della quota di contribuzione a carico Azienda dall’attuale 2,3% al 2,5%. I dipendenti di Poste Italiane, inoltre, hanno ricevuto, con le competenze del mese di settembre scorso, un importo una tantum di 1.000€ lordi medi, di cui 300€ a titolo di competenze contrattuali arretrate 2024 e 700€ lordi medi di anticipazione sui futuri miglioramenti economici. Se si confrontano detti miglioramenti economici rispetto all’IPCA programmata al 2027 si evince che gli incrementi previsti permettono ai dipendenti di Poste Italiane di salvaguardare il potere d’acquisto rispetto al tendenziale IPCA. Sempre con riguardo agli interventi di carattere economico, vale la pena richiamare la lungimiranza delle Parti che, con l’intento di sostenere il potere di acquisto dei lavoratori e riconoscere il valore del capitale umano nel raggiungimento degli obiettivi aziendali, già prima dell’avvio della trattativa che ha condotto al rinnovo del Ccnl e, in previsione dello stesso, hanno definito l’erogazione di un premio aggiuntivo di 1.000€ al premio di risultato 2023, tassato quindi al 5%, proprio e anche con l’obiettivo di mitigare la dinamica inflattiva di periodo. Un segnale, questo, di grande attenzione da parte del Gruppo nei confronti della popolazione lavorativa.

Corposi gli interventi anche sulla parte normativa, con modifiche su molti articoli ed allegati contrattuali volti a conferire al sistema maggiore equità e andare incontro ai bisogni delle persone più in difficoltà, pur tenendo conto delle necessità aziendali. Si segnalano, in primis, le novità introdotte in materia di ferie: viene data concreta attuazione, a partire dal 2025, all’istituto della cessione delle ferie solidali e integrate le casistiche di ricorso. Oltre alla facoltà per i dipendenti di accedervi in caso di calamità naturali e di assistenza a figli minorenni, infatti, è prevista la possibilità di ricorrervi anche per esigenze di cura dei figli maggiorenni e dei familiari entro il secondo grado. Inoltre, si dispone una doppia modalità di cessione delle ferie: nominativa oppure diretta all’apposito Fondo delle ferie solidali.

Sul capitolo dei permessi, invece, si innalza da 36 a 72 il numero di ore per calamità naturali a recupero riconosciute annualmente, estendendo da 4 a 12 mesi successivi a quello di fruizione l’arco temporale entro il quale procedere al recupero delle ore di assenza. Quanto ai permessi studio retribuiti è confermata la possibilità di usufruire delle 150 ore biennali – per un massimo di 4 volte nel corso del rapporto di lavoro – per il conseguimento dei titoli d’istruzione scolastica o accademica o percorsi formativi che siano riferiti a tematiche direttamente attinenti alle mansioni. Infine, è stato introdotto in via sperimentale per l’anno 2025 un giorno di permesso retribuito mensile in favore delle lavoratrici applicate su ruoli operativi affette da endometriosi grave.

Parimenti, si ribadisce l’importanza del sostegno alla genitorialità nella mission aziendale, che non si limita, infatti, al recepimento delle normative in materia, ma le integra alle tutele contrattuali esistenti al fine di garantire un trattamento economico migliorativo rispetto a quello di legge. L’Azienda, infatti, riconosce a ciascun genitore dipendente per i periodi fruiti entro i sei anni di vita del bambino: 2 mesi individuali di congedo parentale retribuiti all’80% aggiuntivi rispetto agli eventuali 2 mesi di congedo con indennità maggiorata a carico dell’INPS; fino a 2 mesi individuali di congedo parentale retribuiti al 30%, laddove i periodi in questione non rientrino tra i mesi già indennizzati dall’INPS, fermo restando il numero massimo di mesi di congedo parentale fruibili individualmente e complessivamente tra i genitori.

Una parte rilevante, poi, è dedicata alle politiche di genere. Si introducono ulteriori due mesi di congedo (in aggiunta ai 3 mesi previsti dalla legge) per le vittime di violenze di genere da fruire in modo continuativo o frazionato, anche su base oraria a mezza giornata, nell’arco di 3 anni con riconoscimento di un trattamento economico pari al 50% della retribuzione a totale carico dell’Azienda. Inoltre, vi è la possibilità da parte delle lavoratrici assegnate a funzioni remotizzabili di svolgere interamente la prestazione in modalità smart working e per coloro le quali tale possibilità non vi fosse per natura del ruolo, la possibilità temporanea di essere assegnato a nuova mansione remotizzabile fino al termine del percorso di protezione, con possibilità di individuazione di orari flessibili e/o modifiche ai turni, nonché l’esclusione su base volontaria dai rientri in sede per tutta la durata del percorso di protezione.

È stato rivisto anche il trattamento di malattia sempre in ottica di equità e bilanciamento riconducendo, innanzitutto, il comporto all’unica tipologia per sommatoria. Per quanto riguarda il comporto per sommatoria ordinario, a decorrere dal 1 gennaio 2025 il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro fino al raggiungimento del limite massimo di 609 giorni di calendario e all’intera retribuzione fissa per un periodo complessivo, nel quadriennio di riferimento, di 502 giorni. Quanto, invece, al comporto per sommatoria speciale, si è provveduto a una revisione che tuteli maggiormente le persone che sono affette da patologie di particolari gravità che sono state individuate nel contratto e l’estensione ai lavoratori invalidi civili con disabilità certificata assunti o computati ai sensi della Legge n. 68/99. A decorrere dalla data di entrata in vigore del Ccnl, il diritto alla conservazione del posto di lavoro e della retribuzione si ha fino al raggiungimento del limite massimo di 730 giorni di calendario nell’arco temporale di 48 mesi.

Novità anche in materia di orario di lavoro. Azienda e sindacati, infatti, potranno valutare – nell’ambito di uno specifico accordo a livello nazionale e in specifici contesti organizzativi – l’introduzione della settimana corta attraverso l’adozione di articolazioni orarie che, fermo restando l’orario settimanale pari a 36 ore, prevedano la concentrazione della prestazione di lavoro su un numero diverso di giorni con conseguente rideterminazione dell’orario di lavoro giornaliero, nonché degli istituti legali e contrattuali. Inoltre, le parti verificheranno la possibilità di definire, anche in via sperimentale, interventi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione per specifici ambiti organizzativi compatibilmente con le esigenze tecnico, produttive, organizzative aziendali.

Sul capitolo welfare, le novità vanno a integrare un sistema che in Poste Italiane è già molto sviluppato, con molteplici iniziative e possibilità a disposizione dei dipendenti per far fronte a necessità di natura sociale ed economica. Tra le più rilevanti si segnalano quella riguardante l’assistenza sanitaria integrativa, con il rafforzamento del contributo aziendale che consente di arricchire le prestazioni sanitarie che verranno offerte ai dipendenti del Gruppo Poste con livelli più elevati. È stato poi previsto l’innalzamento del contributo aziendale al fondo previdenza complementare finalizzato a far maturare un monte pensionistico maggiore ai dipendenti. Di particolare interesse è l’avvio nel 2025, in via sperimentale, di un progetto di supporto psicologico della durata di 12 mesi rivolto ai dipendenti, che potranno fruire di due sedute specialistiche a totale carico dell’Azienda per indagare necessità o evidenze a carattere psicologico. Successivamente, a seconda delle esigenze, è previsto piano terapeutico a costo calmierato che sarà carico del dipendente.

Un contratto che nelle sue articolazioni esprime il senso di cosa dovrebbe realmente essere una sana e robusta contrattazione collettiva, soprattutto in una congiuntura economica che obbliga alla lungimiranza di visione. Un contratto che rivela il senso di responsabilità delle parti, accomunate dall’obiettivo del benessere della popolazione lavorativa da cui dipende, contemporaneamente, il buon andamento di un Gruppo centrale nel panorama aziendale italiano. Aspetti che la dirigenza stessa non manca di rilevare. “Voglio esprimere il mio apprezzamento per i rappresentanti dei lavoratori che hanno affrontato questo negoziato con grande senso di responsabilità – ha dichiarato Silvia Rovere, Presidente di Poste Italiane – L’intesa raggiunta ci permette di guardare con grande ottimismo all’ulteriore crescita dell’Azienda e al futuro dei dipendenti di Poste Italiane che grazie alle novità del contrato ottengono garanzie economiche e di welfare, nel solco della grande attenzione che l’Azienda riserva al benessere dei dipendenti”.

“Questo accordo costituisce la pietra miliare di una strategia più ampia con la quale Poste Italiane ha messo la valorizzazione delle persone al centro dello sviluppo delle proprie attività – ha spiegato il Direttore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco. “Siamo un grande elemento di attrazione per il mercato del lavoro, avanguardia di modernità nelle relazioni industriali, e questa intesa ci permette di rafforzare il sistema delle tutele, dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, e la valorizzazione degli istituti di partecipazione”.

“La firma dell’accordo – ha commentato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante – è frutto di un percorso nel quale ciascuno ha saputo fare la propria parte con un grande senso di responsabilità per raggiungere un obiettivo comune, cioè migliorare i livelli retributivi dei nostri 120.000 dipendenti, sostenendone il potere d’acquisto, e contribuire al percorso di crescita dell’Azienda per consolidarne la leadership nel panorama aziendale italiano”. In questo senso l’accordo, sottolinea ancora Del Fante, si costituisce premessa per raccogliere la sfida posta dal “The Platform Company””, il nuovo piano strategico di Poste Italiane presentato a marzo 2024 che, in breve,  fissa i nuovi obiettivi con ricavi pari a € 13,5 miliardi, un risultato operativo (ebit) pari a € 3,2 miliardi e un utile netto pari a € 2,3 miliardi e un payout ratio pari ad almeno il 65%, con l’obiettivo di distribuire non meno di € 1,0 di dividendo per azione nel 2026 e almeno € 6,5 miliardi di dividendi cumulati in arco piano. Poste Italiane prosegue nella traiettoria di crescita sostenibile e redditizia e di pilastro strategico dell’Italia, con la più grande piattaforma phygital che connette cittadini, aziende e la pubblica amministrazione, con 13.000 uffici postali; 51.000 punti della rete di terzi, 12 milioni di wallet per pagamenti digitali, 6,9 miliardi di interazioni gestite all’anno. Il piano prevede un nuovo modello di servizio commerciale per massimizzare il valore della relazione con il cliente, la trasformazione logistica per assicurare la sostenibilità di corrispondenza, pacchi e distribuzione e una nuova superapp personalizzata come principale punto di accesso alla piattaforma per tutti i prodotti e servizi di Poste Italiane. Il piano fissa inoltre 53 nuovi obiettivi Esg per avanzare nel percorso di sostenibilità.

Elettra Raffaela Melucci

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