Lo stabilimento Stellantis di Melfi “deve tornare ad avere un ruolo da protagonista, per il bene di lavoratori, territorio e intera filiera industriale”. Lo dice la Uilm Basilicata al termine dell’attivo dei delegati sindacali dell’impianto lucano convocato per analizzare il “momento cruciale” che lo stabilimento sta attraversando.
“Siamo in una fase di profonda trasformazione – sottolinea la Uilm – entro ottobre usciranno di scena tre vetture storiche (Jeep Renagade, Jeep Compass e Fiat 500X), che hanno segnato un’epoca per Melfi a partire dal 2015. Contestualmente, inizierà la salita produttiva dei nuovi modelli, a partire dalla nuova Jeep Compass elettrica e, successivamente, dei modelli ibridi Mhev e Phev. E’ una fase estremamente delicata per lo stabilimento e per l’intero indotto. Una transizione che va accompagnata con grande senso di responsabilità, ma senza tralasciare nessuna questione, a partire dalle problematiche dei lavoratori, con particolare attenzione ai temi della rotazione e della formazione, strettamente legati all’introduzione delle nuove motorizzazioni e alle nuove modalità produttive”.
Nella riunione è stato ribadito che “i nuovi modelli previsti non possono prescindere da motorizzazioni realmente in linea con le richieste di mercato. Le motorizzazioni attualmente annunciate non sono sufficienti e, soprattutto, non sono coerenti con la domanda reale del settore. C’è bisogno di investimenti veri, concreti, sulle motorizzazioni che possano rilanciare Melfi, riportandolo al centro dell’industria automobilistica nazionale, come lo è stato in passato”. Secondo la categoria “è urgente che il nuova piano Italia venga anticipato e reso operativo, come già annunciato dall’AD Filosa, e che si passi finalmente dalle parole ai fatti”.
Tuttavia, aggiunge la Uilm Basilicata, questo “non basta. L’Europa deve smetterla con regole troppo stringenti e deve definire in modo chiaro quale sarà il futuro dell’automotive nel nostro continente. E’ evidente ormai che l’elettrico da solo non è sufficiente. Allo stesso tempo – conclude – il Governo italiano deve fare la sua parte in modo serio e concreto: non servono altri tavoli, ma una strategia industriale chiara e condivisa con Stellantis, per permettere all’automotive italiano di rialzarsi dopo gli anni difficili che abbiamo vissuto”.
























