È stato convocato un tavolo sull’Ex-Ilva a Palazzo Chigi per il prossimo 28 ottobre. Alla riunione con una delegazione del governo, convocata “per un aggiornamento della situazione del Gruppo Acciaierie d’Italia”, sono stati invitati i sindacati dei metalmeccanici. “La convocazione inviata a Fim Fiom Uilm per un incontro a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva è un primo importante risultato ottenuto con la mobilitazione e le assemblee che si sono tenute in tutti i siti del gruppo con la partecipazione dei lavoratori di AdI, Ilva AS e dell’indotto”. Lo affermano le tre sigle sindacali in una nota congiunta.
Il tavolo, però, non ferma lo sciopero indetto per la giornata di oggi, giovedì 16 ottobre. “Stiamo provando a difendere il futuro dell’acciaio, dell’occupazione e della transizione green”, afferma il leader della Fiom, Michele De Palma, secondo cui “il Governo ad oggi non ha dato le risposte necessarie, cioè intervenire con una soluzione pubblica di gestione degli impianti per garantire occupazione, produzione e transizione”. E parlando della manovra, De Palma aggiunge: “Quello che chiediamo sono risorse per gli investimenti, l’industria metalmeccanica e il rilancio del sistema industriale del Paese. Poi, vogliamo la detassazione degli aumenti del contratto nazionale. Il nostro potere d’acquisto deve essere salvaguardato. Per questo vogliamo rinnovare il contratto nazionale dei metalmeccanici”.
Da Genova il coordinatore della Uilm Liguria, Antonio Apa, annuncia il blocco della portineria dello stabilimento di Cornigliano, che proseguirà per l’intera giornata. “La mobilitazione si è resa necessaria a seguito del totale fallimento della vendita dell’ex Ilva – afferma -. Le manifestazioni d’interesse per l’intero gruppo sono state presentate solo da due fondi di investimento che non hanno nessuna solidità industriale e progettuale e hanno avanzato offerte provocatorie”.
Per Apa, da parte del ministro Urso c’è stato “un gesto della disperazione, con il quale ha cercato di evitare l’incapacità del Governo di rilanciare effettivamente la siderurgia. In questa vicenda, non solo il Governo, ma anche i commissari, si sono dimostrati non all’altezza della situazione. Di conseguenza, i lavoratori stanno pagando le loro scelte sbagliate, con un notevole aumento del ricorso alla cassa integrazione”. Il Governo, aggiunge, “dovrebbe commissariare coloro che hanno strumentalizzato questa vertenza, in quanto i veri responsabili della stessa. Ora è il momento della scelta decisiva”.
E conclude: “Nell’incontro di martedì 28 ottobre a Palazzo Chigi diremo al Governo che, a fronte del fallimento della gara, l’unica strada possibile è la nazionalizzazione. Questa dovrebbe guidare la transizione e il rilancio di un’azienda ormai al collasso. Il nostro Paese non può fare a meno di un asset strategico”.
La richiesta dei sindacati, in sintesi, è di un progetto industriale che garantisca la realizzazione della decarbonizzazione della produzione, l’ambientalizzazione ed il ripristino di luoghi di lavoro sicuri e dignitosi; l’intervento pubblico che garantisca tutta l’occupazione; la contrarietà ad una cassa integrazione senza una chiara prospettiva; Il mantenimento dell’integrità del gruppo, no allo spezzattino societario; l’apertura di un confronto che affronti la complessità delle questioni sociali e che individui un quadro di strumenti che diano risposte ai lavoratori, per il pregresso e per il futuro”.
























