Presidente Lalli quanto è preoccupato il mondo del turismo dalla crisi in Iran?
C’è sicuramente una situazione di forte incertezza che pesa e che non sappiamo quando finirà. La nota positiva è che la voglia di viaggiare ha sempre prevalso anche quando ci sono state le grandi crisi, come quella dell’11 settembre, quindi bisogna essere fiduciosi. Anche perché, al momento, non c’è stato uno stop generalizzato.
Al momento che cosa sta succedendo?
Dal 28 febbraio, globalmente, sono stati cancellati oltre 40mila voli. Di questa situazione ne sta risentendo maggiormente tutto il turismo organizzato, con cancellazioni, pacchetti da rivedere e difficoltà nel gestire i rientri. Ma non c’è solo questo da monitorare.
Cosa?
C’è anche la questione dello scalo. Gli aeroporti del Medio Oriente non sono solo delle destinazioni finali ma anche delle mete intermedie per viaggi più lunghi, come quelli verso il Sud Est Asiatico. E l’attuale crisi impone una revisione delle rotte che, molto probabilmente, saranno più lunghe e che quindi richiederanno un maggior consumo di carburante.
Il caro petrolio quanto potrà pesare?
Potrà sicuramente incidere sui pacchetti viaggio del turismo organizzato, che erano già pronti e magari anche venduti, e con molta probabilità potranno subire un rincaro.
Per quanto riguarda i viaggi verso il nostro paese che scenario ci attende?
Le tensioni nell’area del Golfo, da un lato, potrebbero dirottare porte del turismo internazionale, che inizialmente aveva scelto quei paesi, verso altre destinazioni considerate più sicure come l’Italia. Dall’altro potrà esserci una diminuzione dei turisti provenienti dagli stati del Golfo verso l’Italia. Si tratta di un turismo che ha un’elevata capacità di spesa, che dunque scegli strutture di fascia alta, capaci di fornire tutta una serie di servizi come una cura particolare alle loro abitudini alimentari, e che fa anche molto shopping.
Tutto questo come ci deve far guardare al 2026?
Il 2025 si è chiuso con risultati ottimi, anche sopra le aspettative visto le ottime performance registrate nel 2024. E anche il 2026 si era aperto con prospettive sicuramente incoraggianti. Questo scenario rimette tutto in discussione soprattutto, nel breve termine, le festività pasquali che sono dietro l’angolo. Se poi la crisi non dovesse perdurare a lungo abbiamo tutte le carte in regola per avere un 2026 positivo.
Dalle istituzioni che cosa vi aspettate?
Le aziende già si stanno muovendo per chiedere delle azioni di supporto. Abbiamo sempre riscontrato da parte dell’esecutivo una grande attenzione al nostro settore. La creazione di un ministero ad hoc, dovuta alla precedente governo, non è stato solo un passaggio formale ma sostanziale, che ci ha messo davanti un interlocutore con il quale dialogare. Così come non è stato un passaggio meramente formale l’aver riconosciuto il turismo come un comparto industriale, che come altri necessitano, quando serve, di supporto.
Tommaso Nutarelli


























