La Commissione europea ha dato il via libera alla nona rata del PNRR dell’Italia, pari a 12,8 miliardi di euro. Il vicepresidente della commissione europea, Raffaele Fitto, con un post sui social spiega che tra le principali misure figurano il coinvolgimento di almeno 3 milioni di persone nelle politiche attive del lavoro, di cui oltre 600.000 già formate; la riduzione dell’arretrato nella giustizia amministrativa di oltre l’80%; il supporto educativo a 44.000 minori del mezzogiorno; il rinnovo della flotta dei Vigili del Fuoco; la riqualificazione di 110 parchi e giardini storici. “Con questa tranche – conclude – i fondi complessivamente erogati all’Italia raggiungono circa 166 miliardi di euro, pari all’85% delle risorse totali previste dal Piano”.
La Cisl accoglie “con favore” la notizia, che “conferma le buone performance del nostro Paese nel raggiungimento degli obiettivi e nell’attuazione dei progetti e delle riforme del piano (73% del totale)”. È quanto sottolinea il segretario confederale Ignazio Ganga.
“Appena avverrà l’effettiva erogazione, avremo ottenuto 166 mld sui 194 mld di valore complessivo del piano, un risultato importante per la Cisl, ma riteniamo che occorre impegnarsi ora per percorrere l’ultimo miglio – prosegue – affinché le stime contenute del Dfp 2026 appena presentato dal Governo sul potenziale impatto del Pnnr sulla crescita del Pil si concretizzino (+2,2% entro il 2031), occorre accelerare la capacità di spesa che, anche se migliorata negli ultimi semestri, deve essere ulteriormente implementata e occorre spingere al massimo per raggiungere i numerosi obiettivi della decima e ultima rata, che prevede finanziamenti particolarmente consistenti, pari a 28 mld”.
La Cisl continua a “sostenere la necessità di rafforzare la capacità amministrativa per l’attuazione del piano, investendo in assunzioni stabili del personale addetto, formazione, pieno rispetto della clausola del 30/35% dei posti in favore di giovani e donne. Bisogna capitalizzare per il futuro la straordinaria esperienza del Pnnr e della mutualizzazione del debito comune europeo per affrontare, tutti i Paesi europei insieme, le sfide e gli impegni comuni che ci aspettano”.

























