Si è aperto col messaggio di auguri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il convegno organizzato dal Diario del Lavoro per i venticinque anni dall’inizio delle pubblicazioni, ‘’Quale lavoro’’, che si è svolto nella mattinata del 15 ottobre al Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma.
Nel messaggio, indirizzato al direttore del Diario, Massimo Mascini, il capo dello Stato ha espresso il proprio “apprezzamento per il convegno organizzato in occasione delle celebrazioni per il 25esimo anniversario de Il Diario del Lavoro, quotidiano costantemente impegnato nell’offrire un qualificata panoramica utile all’analisi e alla comprensione delle questioni più attuali del mondo del lavoro e delle evoluzioni correlate alle relazioni industriali. Rivolgo a tutti i presenti -conclude il messaggio- il mio partecipe saluto, unitamente a sentiti auguri per il significativo traguardo raggiunto’’.
E proprio le relazioni industriali sono state il tema del convegno, a cui hanno preso parte i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini, il vicepresidente di Confcommercio Mauro Lusetti, e il presidente di Cida Stefano Cuzzilla. Alla vigilia della ripresa del confronto avviato a luglio fra i tre sindacati confederali e 13 associazioni di impresa, a partire da Confindustria e Confcommercio, incalzati dalle domande del giuslavorista Michel Martone tutti i partecipanti hanno ribadito l’importanza di raggiungere un accordo complessivo sul tema delle regole per la rappresentanza e i contratti. Una trattativa complessa, ma ineludibile: “aver chiesto tutti assieme al governo di non esercitare la legge delega”, hanno ricordato i rappresentanti di sindacati e imprese, ha caricato il confronto di “grandi responsabilità”.
Il vicepresidente di Confindustria Marchesini, rivolgendosi al direttore del Diario del Lavoro, ha scherzato sulla trattativa in corso: ‘’speravamo di portarvi in regalo per i 25 anni l’accordo, ma la torta è ancora in forno’’. La trattativa richiede i suoi tempi perché l’ambizione è di realizzare ‘’un accordo quadro che dovrebbe tenere per i prossimi 10-15 anni”. Per Marchesini, inoltre, il tavolo tra sindacati e imprese dovrebbe diventare “sede di un confronto permanente”: “In un momento come questo, dove il mondo cambia con una velocità mai vista, gli influssi di questi cambiamenti su lavoratori e imprese sono pesantissimi. Avere un tavolo dove si discute di strategia comune potrebbe essere importante anche per il decisore politico”. Mentre ‘’fallire’’, ovvero non riuscire a realizzare l’accordo, significherebbe dire alla politica ‘’fate voi. E questo- ha avvertito- non ce lo possiamo permettere. Quindi, continueremo a fare nottate e anche a litigare tra di noi, ma ce la faremo”.
“Il fatto che organizzazioni con storie, rappresentanze e modelli imprenditoriali diversi continuino a confrontarsi è un segnale positivo- ha sottolineato a sua volta Lusetti- La strada è complessa, ma l’autonomia delle parti sociali rappresenta una responsabilità che dobbiamo essere in grado di esercitare fino in fondo”. Cuzzilla, a sua volta, ha affermato che ‘’in un paese come l’Italia, non ricco dal punto di vista delle materie prime, bisogna rimettere al centro la persona’’, rilevando come anche la figura e il ruolo dei manager “siano sottoposti a continui cambiamenti”.
Sul fronte sindacale, Daniela Fumarola, leader Cisl, ha ribadito che “per affrontare le sfide complesse del Paese serve il coraggio di fare quadrato e unire gli interessi di lavoratori, pensionati, famiglie, cittadini e imprese sane”, e ha invitato a ritrovare ‘’lo spirito della stagione delle grandi intese interconfederali”, a partire da quello storico del 1993 col governo Ciampi. A sua volta, il collega della Uil, Bombardieri, ha rimarcato che tra le parti sociali “il clima è buono. Pur rappresentando parti diverse, abbiamo preso coscienza della necessità di intervenire sulle relazioni industriali per risistemare una situazione che era degenerata, anche a causa dei contratti pirata. Abbiamo posizioni articolate e mettere insieme tante realtà non è semplice, ma una cosa è certa: se riusciremo in questo accordo, la gara a chi paga di meno i lavoratori è finita”.
Maurizio Landini, infine, ha ribadito che “siamo di fronte a un passaggio importante, stiamo lavorando a un accordo per riscrivere le regole, ma anche per definire a che cosa serve oggi il contratto collettivo. E se questo accordo andrà in porto, cambierà tutto”. Landini ha ricordato che ‘’oggi Cgil, Cisl e Uil hanno una piattaforma unitaria, cosa che non era affatto scontata, visti gli elementi di distanza che ci sono stati negli ultimi anni”. Inoltre, “nel corso degli incontri con le associazioni degli industriali abbiamo compreso che anche per loro era necessario definire nuove regole, perché la competizione al ribasso fa male ai lavoratori ma anche alle imprese. Dunque era il momento giusto per cogliere questo elemento di novità e lavorare tutti assieme”.
Nella seconda parte della mattinata si sono poi confrontati su quello che sarà il futuro del lavoro, alla luce della transizione tecnologica imposta dall’intelligenza artificiale, la giuslavorista Lucia Valente, il capo del personale di Autostrade, Antonio Cavallera, il sindacalista Alessandro Genovesi, e la direttrice generale di Asstel Laura Di Raimondo, moderati dalla conduttrice di Rai RadioTre Rosa Polacco.



























