A settembre il numero degli occupati resta stabile rispetto al mese precedente, mentre su base annua cresce dello 0,8%, pari a 198mila unità. Il tasso di occupazione rimane invariato al 63%. È quanto emerge dalle stime provvisorie diffuse dall’Istat.
Gli occupati sono 24 milioni e 328mila. La stabilità mensile è il risultato di dinamiche differenti: diminuiscono gli uomini, i dipendenti permanenti e i 35-49enni, mentre crescono i dipendenti a termine e gli occupati con meno di 35 anni. Il numero degli occupati resta invece stabile tra le donne, i lavoratori autonomi e le persone con almeno 50 anni. Nel dettaglio, i dipendenti a termine salgono a 2 milioni e 567mila, mentre quelli permanenti scendono a 16 milioni e 490mila. Gli autonomi restano stabili a 5 milioni e 270mila.
Rispetto a settembre 2025, l’aumento degli occupati interessa sia gli uomini sia le donne e tutte le classi d’età, a eccezione dei 35-49enni, tra i quali si registra una diminuzione. Su base annua, il tasso di occupazione aumenta di 0,4 punti percentuali.
Sul fronte della disoccupazione, a settembre il tasso resta stabile al 6,3%, mentre quello giovanile scende al 19,9%, con una diminuzione di 0,4 punti percentuali. Le persone in cerca di lavoro aumentano dello 0,3% rispetto ad agosto, pari a 4mila unità. La crescita riguarda le donne, i 25-34enni e i 35-49enni, mentre i disoccupati diminuiscono tra gli uomini e nelle altre classi d’età.
Rimane invariato anche il tasso di inattività, al 32,7%. La sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni deriva dall’aumento tra gli uomini e le persone con almeno 35 anni e dalla diminuzione tra le donne e nelle altre fasce d’età.
Nel confronto con settembre 2025, le persone in cerca di lavoro aumentano del 7,8%, pari a 117mila unità, mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono del 2,4%, corrispondenti a 293mila persone.



























