Nessuna intesa sui 131 licenziamenti annunciati da Ericsson per la sede di Genova e nessuna garanzia sul futuro dello stabilimento degli Erzelli. Si è chiusa senza accordo la prima fase della procedura di licenziamento collettivo avviata dalla multinazionale svedese, che nel confronto con il sindacato ha mantenuto le proprie posizioni sia sui tagli sia sulle prospettive del sito produttivo. Ora si apre la fase amministrativa, della durata di 30 giorni, prima che i provvedimenti possano diventare esecutivi. Per questo la Slc Cgil di Genova chiede la convocazione urgente di un tavolo presso il Ministero del Lavoro e un confronto con i ministeri competenti, affinché il governo si faccia carico della vertenza.
«Il muro aziendale è pressoché totale», afferma Sonia Montaldo, segretaria generale della Slc Cgil di Genova, che sottolinea la ristrettezza dei tempi a disposizione per riaprire la trattativa. I tagli riguardano esclusivamente la sede ligure, sullo sfondo di un settore delle telecomunicazioni segnato da una contrazione progressiva del mercato, come riconosciuto dalla stessa azienda.
La mobilitazione proseguirà mercoledì 28 ottobre, quando i lavoratori incroceranno le braccia e incontreranno i capigruppo del Consiglio regionale della Liguria. L’appuntamento è fissato alle 13.45: ai rappresentanti politici del territorio il sindacato chiederà un nuovo sostegno per portare la vertenza a Roma e ottenere l’apertura di un confronto nazionale.
«Siamo molto preoccupati per il futuro di Ericsson agli Erzelli e crediamo necessario che il governo se ne faccia carico attraverso un tavolo presso i ministeri competenti», conclude Montaldo.


























