Non una celebrazione o un semplice compleanno, ma un momento per tracciare il bilancio di quanto è stato raccolto e di quanto ancora c’è da raccogliere, perché dieci anni sono un tempo sufficientemente lungo non solo per analizzare quello che è stato fatto ma anche e soprattutto per darsi nuovi obiettivi capaci di tracciare una visione per il futuro. È questo il senso dell’evento organizzato dalla Flai-Cgil per il prossimo 4 novembre “10 anni della legge 199/2016. Contro lo sfruttamento e il caporalato: buone pratiche, criticità” e presentato dal sindacato degli agricoli della Cgil con una conferenza stampa che si è tenuta a Roma presso l’Hotel Nazionale.
A illustrare l’iniziativa il segretario generale, Giovanni Mininni, che ha ricordato come “dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 4 novembre del 2016 con la 199 sono cambiate, in meglio, molte cose. Prima, di fatto, non c’erano strumenti per contrastare lo sfruttamento e il caporalato perché le norme precedenti avevano trovato difficoltà nell’applicazione. Grazie alla 199 ora abbiamo una giurisprudenza consolidata e una norma che da tempo trova applicazione non solo nel comparto agricolo ma anche in altri settori. Inoltre la legge ha avuto il merito di cambiare anche l’approccio culturale, perché mentre prima si riteneva che una certa dose di sfruttamento fosse fisiologicamente necessaria, soprattutto per consentire ai piccoli agricoltori di stare sul mercato, oggi non è più così o lo è sempre meno”.
La 199 è stata il frutto di molte battaglie e mobilitazioni. Purtroppo molti lavoratori hanno perso la vita prima che la legge vedesse la luce. Uno dei punti più importanti della norma è stato riconoscere la responsabilità dello sfruttamento non solo al caporale ma anche al datore di lavoro e il passaggio da un reato di tipo amministrativo a uno penale. Dunque se sotto il profilo della repressione la 199 ha prodotto ottimi risultati, non solo nella filiera agricola, la parte ancora da attuare pienamente è quella preventiva. “Come sindacato – ha detto Mininni – dobbiamo guardare a come migliorare la norma ma anche a come allargare la nostra azione, attraverso alleanze con nuove associazioni”.
Durante la conferenza stampa il numero uno della Flai si è soffermato sullo stretto rapporto che il mondo parlamentare e della politica ebbero con quello delle associazioni, compreso il sindacato, e che permise di arrivare in tempi relativamente brevi alla 199. “Il 4 novembre saranno presenti Maurizio Martini e Andrea Orlando, ex ministri di Agricoltura e Giustizia, che assieme alla ex presidente della Camera Laura Boldrini riuscirono a snellire tutto l’iter parlamentare per arrivare all’approvazione. Sarà presente anche Ludovico Vaccaro, che dal 2017 al 2025 è stato procuratore della Repubblica a Foggia dove creò un apposito pool contro il caporalato, visto che all’inizio la 199 era stata pensata per rispondere alla criticità di alcune specifiche aree del paese. Inoltre la legge dette degli strumenti del tutto nuovi alle procure che ebbero bisogno del supporto di consulenti per poterli usare al meglio, così come dovette essere formata la stessa polizia giudiziaria. Al dibattito interverrà anche David Mancini, procuratore della Repubblica all’Acquila, che in occasione della ricostruzione post sisma applicò per la prima volta la 199 all’edilizia”.
Rispondendo a una domanda de il Diario del lavoro sui blocchi dei tir che hanno causato non pochi problemi, specie al sud, e sulle proteste relative al caro vita il segretario Mininni ha sottolineato “la disattenzione del governo nei confronti di una protesta che da tempo stava crescendo. Al sud il carburante già iniziava a scarseggiare e c’erano da tempo dei blocchi. Nell’apice della protesta ci siamo confrontati anche con imprenditori dell’industria alimentare preoccupati per lo stop dei tir e costretti a dare le ferie ai propri dipendenti perché il lavoro era fermo. A tutto questo l’esecutivo ha dato risposte inadeguate. Le risorse destinate alla logistica non sono sufficienti e presto il problema si ripresenterà. Inoltre c’è stata una strumentalizzazione della protesta, volendo mettere in risalto la violenza di pochi per oscurare le tante manifestazioni pacifiche che ci sono state in tutta Italia, tra le quali la Via Maestra promossa dalla Cgil, producendo l’ennesimo e inutile decreto sicurezza. Un governo che vuole tacere una crisi economica presente e diffusa che interessa tutta l’Europa, viste le numerose manifestazioni in atto. Una crisi figlia della guerra in Ucraina e successivamente del conflitto in Medio Orienti e del vile bombardamento a danno dell’Iran. Conflitti nei quali l’Europa ha abdicato al suo ruolo di possibile mediatrice” ha concluso Mininni.

























