“Dall’inizio della crisi ad oggi l’ammontare dei crediti deteriorati si è pressoché triplicato”. Lo ha sottolineato il capo del dipartimento di vigilanza bancaria della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, intervenendo ad un convegno della Fisac Cgil.
Barbagallo ha spiegato che “hanno contribuito i tempi eccessivamente lunghi di recupero dei crediti”. Se fossero stati in linea con quelli Ue “il rapporto tra sofferenze e i prestiti sarebbe oggi pari a circa la metà di quello effettivamente registrato,non differenziandosi molto dalla media europea”.
il capo della vigilanza bancaria di Bankitalia ha chiarito che il valore di 360 miliardi indicato da diversi commentatori “sebbene formalmente corretto è economicamente fuorviante. Esso infatti è al lordo delle cosiddette rettifiche di valore, perdite già spesate nei bilanci degli anni passati. Il valore netto era in realtà pari a circa 200 miliardi a fine 2015”.
Barbagallo ha infine rilevato che “con la ripresa, seppur modesta, dell’economia il processo di deterioramento della qualità del credito si sta riducendo. Ciò sta dando luogo a un graduale ridimensionamento della consistenza di questi attivi”.






























