I commissari straordinari dell’ Ilva, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, hanno convocato tutte le sigle sindacali nazionali e regionali per un tavolo di confronto che si terrà a Roma mercoledì 21 settembre.
Obiettivo dell’incontro è di “proseguire il confronto sulla gestione ordinaria e straordinaria dello stabilimento- si legge in una nota dell’Ilva -, dagli interventi di manutenzione ai temi relativi alla sicurezza, anche alla luce del tragico incidente nel quale è morto un operaio di una ditta dell’appalto esterno. I commissari straordinari di Ilva continuano ad assicurare la massima collaborazione a tutte le autorità competenti affinché siano chiarite quanto prima le cause dell’incidente e siano accertate tutte le responsabilità.”
Per la stessa giornata di mercoledì sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato un’ora di sciopero contro le morti sul lavoro, invitando le proprie strutture e le Rsu a realizzare assemblee in tutti i luoghi di lavoro.
La tragedia di Piacenza in un’azienda di logistica, la morte di un lavoratore all’Ilva di Taranto e quella di un lavoratore dell’Atac sono conseguenza “della mancanza di rispetto delle imprese per le procedure e le regole di sicurezza e, in generale, della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione tali da assicurare effettive garanzie per i lavoratori”, dichiarano i segretari generali Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella in una dichiarazione congiunta.
Dall’inizio dell’anno 500 lavoratori sono morti mentre lavoravano e “questa realtà è la conseguenza di un clima e di comportamenti che valutano la vita e il lavoro e le condizioni in cui si svolge come variabili dipendenti dagli interessi dell’impresa e del profitto. I subappalti e la precarietà lavorativa – continua la nota – peggiorano le condizioni di lavoro e aumentano le pressioni sui singoli lavoratori. Per i lavoratori metalmeccanici un contratto nazionale che affronti queste tematiche vuole dire porre argine a questa situazione perché si rendono più forti i lavoratori nella difesa dei propri diritti e di una condivisa e diffusa cultura della sicurezza.”
Per questi motivi Fim, Fiom, Uilm “riconfermano il loro impegno per garantire un lavoro sicuro e con diritti e dichiarano la loro contrarietà a qualsiasi intervento che peggiori le norme sulla sicurezza. Il diritto alla vita di un lavoratore– concludono i sindacati – è un bene assoluto che nessuno può cancellare.”





























