L’anticipo pensionistico potrà essere richiesto gia’ a 63 anni, in pratica con uno sconto di tre anni e sette mesi rispetto alla normativa previdenziale vigente dopo la riforma Fornero. E’ questa la novità emersa dall’incontro tecnico sulle pensioni tra governo e sindacati di questa mattina, al quale hanno preso parte il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini e i rappresentanti dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. I tre anni e sette mesi rappresentano il punto di mediazione raggiunto oggi, rispetto alla richiesta dei sindacati che puntavano a uno sconto di quattro anni pieni.
L’accordo prevede anche una sperimentazione di due anni, per verificare quanto sara’ effettivamente utilizzato (ci sono diversi dubbi, in proposito, dati i costi) e come funzionerà il nuovo strumento detto Ape. Quanto alle risorse economiche necessarie a finanziarlo, il governo non ha ancora stabilito quali saranno, ma nel corso della riunione a Palazzo Chigi è stato ribadito, riferiscono i sindacati, che l’Ape sarà a costo zero per le categorie svantaggiate, con una soglia di 1.200 euro di pensione netta. L’intesa definitiva potrebbe arrivare il 21 settembre, data in cui è stato fissato il prossimo incontro tra governo e sindacati, che dovrebbe essere, appunto, conclusivo.





























