Oltre un milione di lavoratori (mille aziende più grandi assorbono il 30% degli occupati totali), con una stabilità dei livelli occupazionali negli ultimi otto anni di grave crisi economica e una sempre maggiore concentrazione nelle aziende più strutturate; valore aggiunto ed export con valori positivi; più lavoro di qualità; più sicurezza e meno infortuni (-25% in cinque anni); più società agricole e nuove figure professionali; più welfare aziendale. E` questa la fotografia, secondo Confaricoltura, del mercato del lavoro in agricoltura, “un settore vitale e innovativo, con grandi potenzialità di crescita, che offre occupazione sempre più stabile e di qualità e che merita massima considerazione all`interno del contesto economico e sociale del nostro Paese e pari dignità rispetto al mercato del lavoro degli altri settori produttivi”.
“E invece – ha detto il presidente Mario Guidi nel corso dell`Academy 2016 ‘Impresa e lavoro in agricoltura’ – sui media e sui social, l’agricoltura sembra solo caporalato e voucher, voucher e caporalato. Una criminalizzazione del settore indiscriminata e ingiusta, che getta discredito sulle centinaia di migliaia di imprese agricole che operano in modo trasparente e creano occupazione e ricchezza”.
Secondo Confagricoltura, affermare che il caporalato riguardi più di 400mila lavoratori equivale a sostenere che tutti i lavoratori agricoli del Paese siano reclutati dai caporali e sottoposti a forme di sfruttamento. “Dai dati ufficiali Istat e Inps – sottolinea Guidi – emerge che gli occupati mediamente denunciati ogni mese in agricoltura sono circa 450mila. Con questo non vogliamo certamente sminuire la gravità del fenomeno – spiega Guidi – ma vogliamo solo ricondurlo nelle giuste dimensioni, anche al fine di combatterlo più efficacemente”.
Confagricoltura ha sottoscritto quattro avvisi comuni con i sindacati (nel 2004, 2007, 2009, 2012) e contribuito alle politiche e alle procedure per il controllo dell’immigrazione. Recentemente ha firmato il “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo” e ha introdotto un codice etico che impone agli associati il rispetto delle norme sul lavoro “pena dell’esclusione dalla base associativa. Non abbiamo mai cavalcato l’opportunità dei voucher – sottolinea Guidi – per smantellare il tradizionale sistema di occupazione”.
Secondo Confagricoltura, le caratteristiche del lavoro in agricoltura (diffusione dei rapporti stagionali, mobilità dei lavoratori, influenza dei fattori climatici) richiedono l`applicazione di regole ispirate ai criteri della flessibilità e della semplificazione amministrativa, soprattutto per i rapporti di lavoro stagionali e di breve durata, “come avviene in altri Paesi europei (Francia, Germania, Belgio)”.
“La lotta all’illegalità e all’irregolarità – ha continuato Guidi – non può essere condotta introducendo ulteriori adempimenti a carico dei datori di lavoro, costretti quotidianamente a confrontarsi con una burocrazia ridondante, ma piuttosto alleggerendo la pressione fiscale sul lavoro; migliorando la qualità dei controlli, utilizzando al meglio la mole di informazioni già nella disponibilità delle diverse amministrazioni, facendo finalmente dialogare in modo efficace le banche dati. E attraverso una migliore attività di intelligence da parte degli organi di vigilanza nella selezione delle aziende da ispezionare, cercando di concentrare l`attenzione su quelle che operano in modo completamente o parzialmente sommerso, a volte contigue alla criminalità organizzata, invece che sui soliti noti”.






























