Scontri stamani in Francia tra polizia e manifestanti, scesi in piazza in oltre 200 città contro la riforma del lavoro voluta del governo del presidente Francois hollande e del premier Manuel Valls. Episodi di violenza si sono registratei nelle città di Nantes e Rennes, nell’ovest del Paese, mentre dieci persone sono state arrestate a Parigi, all’indomani della retromarcia di Hollande sulle modifiche costituzionali in chiave antiterrorismo.
Lo sciopero nazionale ha causato la chiusura della Tour Eiffel, ha sconvolto i trasporti pubblici e ha provocato la chiusura o l’occupazione da parte degli studenti di decine e decine di scuole. La polizia antisommossa ha invaso le strade e si è scontrata con i manifestanti a Nantes e Rennes. Secondo fonti di polizia dieci persone sono state fermate nella capitale dove la gente è scesa per strada sotto gli striscioni “vogliamo di più” e “un colossale salto in avanti nel 19esimo secolo”.
Il governo socialista ha avviato un tentativo disperato di far approvare la sua riforma del mercato del lavoro, con l’obiettivo di ridare fiato a un’economia asfittica prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Ma la scorsa settimana le proteste di lavoratori e studenti sono diventate violente e i manifestanti hanno promesso una prova di forza ancora più imponente per oggi. La rabbia dei dimostranti si indirizza sulle norme che facilitano i licenziamenti economici, che pure sono già state diluite per placare la rivolta dei lavoratori. L’esecutivo di Hollande è sotto schiaffo dopo il naufragio ieri del progetto di riforma costituzionale che mirava a privare della nazionalità francese chi ha doppio passaporto e si macchia di reati di terrorismo. Una misura definita inefficace e divisiva anche dalla stessa sinistra del partito socialista che oggi si oppone alla riforma del lavoro.
Hollande, che è già il presidente meno amato nella storia moderna di Francia, continua ad assistere alla caduta del consenso: un sondaggio di ieri mostra che non ce la farebbe ad arrivare la ballottaggio per le presidenziali. Hollande, 61 anni, ha detto che non si ripresenterà se non riuscirà a ridurre la disoccupazione, ferma da tempo attorno al 10%, e spera che la riforma del lavoro aiuto le imprese ad assumere.
Ma le pressioni della piazza e della politica hanno già convinto il governo ad annacquare il progetto di legge e le misure ora si applicano solo alle grandi imprese. Alcuni sindacati moderati hanno dato il loro sostegno alla nuova formulazione, ma la scorsa settimana le manifestazioni di Parigi sono degenerate in violenza, con auto bruciate, una trentina di arresti e scontri con la polizia, che ha risposto con i lacrimogeni. Un video di un agente di polizia che picchia un quindicenne fuori da una manifestazione è diventato virale e ha alimentato la rabbia dei manifestanti. L’agente è stato arrestato e interrogato oggi, hanno detto fonti giudiziarie.
Secondo un recente sondaggio il 58% dei francesi è ancora contrario alla riforma. Il ministro del Lavoro Myriam El Khomri ha detto di comprendere che “un testo così profondamente riformista abbia sollevato questioni e richieda un dibattito” aggiungendo “non è un assegno in bianco per le imprese”. Le aziende non hanno gradito la rimozione del tetto per i risarcimenti per i licenziamenti senza giusta causa e la rinuncia alle misure che consentivano alle piccole e medie imprese di introdurre unilateralmente un orario flessibile. Il voto del Parlamento è atteso a fine aprile-inizio maggio.


























