Nel 2016 le Regioni avranno a disposizione 111 miliardi di euro per alimentare il fondo sanitario nazionale. La cifra che rappresenta un aumento rispetto ai 110 miliardi di euro stanziati per quest’anno, è comunque inferiore ai 113 miliardi indicati dall’intesa del luglio scorso in Conferenza Stato-Regioni. Su questo punto e sulle altre misure contenute nella legge di Stabilità c’è stato oggi un confronto a Palazzo Chigi tra l’esecutivo e l’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni.
Nella riunione si è discusso anche delle misure premiali da adottare a favore delle Regioni con i conti della sanità a posto e per quelle che, in fase di commissariamento, stanno portando avanti un discorso virtuoso. Un provvedimento che dovrebbe arrivare successivamente mentre all’interno della manovra ci dovrebbe essere un riferimento all’applicazione dei costi standard.
E poi resta da affrontare il maxi taglio da 2,2 miliardi di euro che, secondo quanto previsto dalla manovra del Governo Monti, andrà ad impattare nel 2016 sui bilanci delle Regioni, azzerando di fatto le spese extra sanità.
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, ha spiegato che che “stiamo lavorando con il governo e nelle prossime ore cercheremo di sciogliere alcuni nodi. Il ragionamento è aperto. Le Regioni hanno proposto un lavoro importante sui costi standard, vedremo”.
Sulla sponda politica opposta il presidente della Regione Liguria e consigliere politico di FI, Giovanni Toti. “Il fondo è più vicino ai 111 mld che ai 112 mld, spero che qualche cosa possa essere guadagnato, stiamo parlando però di briciole. Il governo – ha aggiunto Toti – si è preso qualche ora per i conti complessivi della manovra, vedremo quali saranno alla fine i definitivi saldi”. Certo è, ha aggiunto, che “continua la politica dei tagli che prima o poi ci porterà a doverci sedere a un tavolo per discutere quale è la funzione delle Regioni, quali autonomie politiche restano alle Regioni al di là della brutta riforma che si sta votando al Senato”.
Per il governatore lucano, Marcello Pittella, il governo sta lavorando per ridurre il taglio da 2,2 miliardi di euro, legato alla passata finanziaria del governo Monti.
“C’è un approccio positivo del governo nel ridurre la forbice che oggi cuba 2,2 mld di euro – ha spiegato – L’incontro è stato sereno, costruttivo e positivo. Aspettiamo qualche ora, c’è la possibilità che il governo recuperi risorse per ridurre questo taglio”.
























