“Accogliamo con grande soddisfazione il parere favorevole espresso dalla Corte internazionale di giustizia, che riconosce formalmente la protezione internazionale del diritto di sciopero nell’ambito del principale trattato internazionale sul lavoro”. Lo afferma, in una nota, la Cgil Nazionale.
“La pronuncia – prosegue la Confederazione – rappresenta un passaggio storico per tutto il mondo del lavoro, per la tutela universale del diritto della libertà di associazione e della protezione del diritto di sciopero. Infatti, il significato di questo parere va ben oltre il contesto istituzionale di Ginevra e costituirà un importante strumento interpretativo anche per tribunali costituzionali e del lavoro nazionali, rafforzando pienamente la posizione di lavoratori e sindacati nell’esercizio del diritto di sciopero”.
Per la Cgil: “in un contesto globale segnato dalla crisi delle Istituzioni internazionali e dello stato di diritto, la pronuncia riconosce la piena autorevolezza dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e del sistema multilaterale fondato sul rispetto delle norme internazionali del lavoro”.
“La Corte conferma infatti – spiega il sindacato di corso d’Italia – la validità e la solidità del sistema di supervisione dell’OIL e ribadisce con chiarezza la centralità della libertà di associazione e del diritto di sciopero quali diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di un risultato di grande rilievo, che rafforza la certezza del diritto internazionale e consolida l’efficacia e la credibilità dei meccanismi di controllo dell’Organizzazione”.
“Inoltre – prosegue la Cgil – esprimiamo apprezzamento per il rigore, la serietà e la professionalità con cui la Corte ha affrontato la questione. Questo processo ha inoltre dimostrato la resilienza e la maturità dell’assetto costituzionale dell’OIL. La possibilità di affrontare divergenze interpretative attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento internazionale conferma la forza delle Istituzioni multilaterali e della cooperazione tripartita tra governi, organizzazioni dei datori di lavoro e rappresentanze sindacali”.
“Rinnoviamo infine il nostro impegno a difesa dell’autorevolezza, dell’indipendenza e dell’efficacia dell’OIL e del suo sistema di controllo internazionale”, conclude la Cgil.
A sua volta, anche la Ui plaude alla decisione della Corte. “Accogliamo con grande soddisfazione il parere, espresso dalla Corte Internazionale di Giustizia, che riconosce il diritto di sciopero come parte integrante della libertà sindacale garantita dalla Convenzione n. 87 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Si tratta di una decisione di straordinaria importanza che rafforza il sistema internazionale dei diritti del lavoro e riafferma un principio fondamentale di democrazia: senza il diritto di sciopero non esiste una reale libertà sindacale”, dichiara il segretario organizzativo Emanuele Ronzoni.
“Questo pronunciamento – sottolinea- è particolarmente rilevante anche per il nostro Paese, in cui il diritto di sciopero e gli spazi dell’azione sindacale sono stati oggetto di pressioni e tentativi di limitazione. La sentenza della Corte richiama tutti, Governi e parti sociali – ha aggiunto Ronzoni – al pieno rispetto dei principi sanciti dalle convenzioni internazionali del lavoro. Il diritto di sciopero rappresenta uno strumento essenziale per difendere salari, condizioni di lavoro, sicurezza e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che un presidio fondamentale di partecipazione democratica. Auspichiamo, quindi, che questa importante decisione – ha concluso Ronzoni – contribuisca a valorizzare anche nel nostro Paese il dialogo sociale, la contrattazione collettiva e la libertà sindacale, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e del diritto internazionale del lavoro”.

























