Che differenza c’e’ tra la legge di stabilità a cui sta lavorando il governo Renzi e quelle degli anni scorsi firmate da Giulio Tremonti? Pressoché nessuna, almeno agli occhi di Susanna Camusso: ‘’Renzi dice che la sua manovra ha un ‘’segno diverso’’? non mi pare proprio, anzi in realtà hanno tutte lo stesso segno”: il cosiddetto ‘’rispetto dei compiti a casa’’, come da volontà Ue. “La struttura della legge di stabilità a cui sta lavorando il governo Renzi non ha alcuna novità –insiste Camusso, nel corso della conferenza stampa per presentare il nuovo centro studi che fa capo alla Fondazione Di Vittorio- anzi, e’assolutamente ripetitiva, come dimostra questa scena del togliere la tassa sulla prima casa: l’abbiamo già vista, ed era pure quella una stagione elettorale. Poi si e’ continuato a correggerla per anni: e dunque non vedo segni di novità, caso mai un ritorno all’antico’’.
Ma le similitudini col governo Berlusconi, secondo Camusso, non finiscono qui: ‘’Tremonti faceva leggi finanziarie basate sul decentramento della responsabilità e sull’accentramento della spesa: e oggi, con Renzi, siamo esattamente nello stesso schema. Vedi, per esempio, i tagli alla sanità, con risorse decise al centro e ridotte nell’entità. Renzi dice che non ci sono tagli? Il primo, quello sul fondo sanitario, e’ già negli annunci. Inoltre, sono previsti interventi sulle partecipate e le municipalizzate: ed e’ difficile sostenere che non si tradurranno in altri tagli ai servizi e ai cittadini’’.
Bocciati anche gli interventi fiscali a favore delle imprese: ‘’non solo non c’e’ nulla sul lavoro, ma sono anche interventi sbagliati e inutili”. Tutti tranne uno, riconosce Camusso: quello relativo alla detassazione degli investimenti, ‘’il solo che potrebbe davvero condizionare in positivo l’andamento dell’economia. Infatti lo chiediamo da tempo: e sarebbe utile se il governo concentrasse tutte le risorse per la detassazione delle imprese su questa unica voce, invece di dissiparle in tanti interventi a pioggia’’.
Anche per quanto riguarda le rassicurazioni del governo sul fatto che ‘’non ci saranno aumenti di tasse’’, Camusso e’ scettica: ‘’ma per carità: il taglio della tassa sulla prima casa avrà come effetto un aumento delle tasse locali, idem quelli sul fondo sanitario. Anche qui, in perfetto stile Tremonti’’.

























