Il testo del cosiddetto Sblocca Italia, in attesa del via libera da parte della Camera, è stato modificato in seguito al vaglio da parte della commissione Ambiente, principalmente in merito alle norme che riguardano il settore dell’edilizia.
Un emendamento a firma del grillino Davide Crippa ha ad esempio abbassato dal 10% al 4% l’Iva per i lavori di ristrutturazione degli immobili che già beneficiano degli “ecobonus” in via di conferma per il 2015 con la legge Stabilità (crediti d’imposta al 50% per il recupero edilizio e al 65% per l’efficientamento energetico). La misura prevede pure un contrappeso, ossia un aumento contrario (dal 4 al 10%) per l’Iva che si paga all’acquisto di nuove costruzioni direttamente dall’impresa. Unica annotazione degli stessi tecnici della Camera che hanno riassunto le modifiche: la norma Ue prevede che gli Stati possano adottare due sole aliquote ridotte rispetto all’ordinaria, comunque non inferiori al 5%. L’Italia ha adottato una sola aliquota ridotta al 10% e “occorrerebbe valutare la compatibilità comunitaria dell’aliquota introdotta”, cioè il 4%.
Sul fronte dell’edilizia privata è stato previsto poi un contributo straordinario per le varianti urbanistiche: i sindaci potranno incassare dai privati il 50% del “maggior valore” generato dagli interventi su aree o immobili in variante urbanistica o con cambio di destinazione d’uso. Ancora sulle semplificazioni urbanistiche: la multa per la mancata Comunicazione di inizio lavori sale a 1.000 euro, si introducono sanzioni da 2mila a 2mila euro in caso di inottemperanza accertata all’ingiunzione di demolizione degli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire.
Al fine di favorire la ripresa del mercato immobiliare, non sarà solo l’Iva a facilitare l’acquisto, ma anche l’Irpef. Per sfruttare la deduzione Irpef del 20% sul valore di una casa acquistata (fino a 300mila euro) direttamente dall’impresa di costruzione, infatti, non sarà necessario affittare a canone concordato l’immobilie (per otto anni), come avveniva in precedenza. L’agevolazione è estesa anche agli immobili oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo, oltre a quelli di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione; la deduzione del 20% del prezzo di acquisto dell’immobile è estesa anche agli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l’acquisto delle unità immobiliari. Per il nuovo, però, l’agevolazione è limitata alle “nuove costruzioni invendute alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge”: una precisazione che serve – salvo modifiche in Aula – per smaltire lo stock ancora fermo in attesa di acquirenti.
Tra le modifiche introdotte dalla commissione troviamo poi: quella per la quale le nuove costruzioni, dopo il prossimo luglio, dovranno essere equipaggiate di banda larga, in modo da potersi agganciare alla rete internet ad alta velocità e quella relativa agli appalti per i lavori di difesa del suolo, che potranno andare avanti nonostante la richieste di sospensiva del Tar, e che dovrà far prevalere la sicurezza pubblica al singolo ricorso. Se si procede con la sospensiva, i termini diventano più stringenti e si arriva alla decisione con una sorta di “rito abbreviato”. Il fondo per le emergenze può attingere 100 milioni non solo dalle risorse per lo sviluppo e la coesione del periodo 2007-2013, ma anche del periodo 2040-2020.
Vengono poi limitati i poteri al commissario per opere quali la Napoli-Bari e la Palermo-Catania-Messina, mentre, per partecipare alle gare, le imprese dovranno sottoscrivere i protocolli su sicurezza al lavoro e anti-infiltrazioni mafiose.
Lo Stato rafforza la garanzia sui mutui concessi per la ricostruzione, vengono velocizzati gli intervventi dei privati per rimuovere le materie sui quali ci sono sei mesi perché lo Stato eroghi i contributi.
Il recupero degli stabili pubblici deve dare la precedenza a quelli finalizzati all’edilizia residenziale pubblica per i nuclei che siano nelle graduatorie per le case popolari.
Entro tre mesi un nuovo decreto dovrà definire gli impianti di interesse nazionale, mentre sui territori dei Comuni costieri, nelle cui acque si svolge estrazione petrolifera, ci sarà una compensazione attraverso la destinazione ai sindaci della metà delle risorse raccolte con le aliquote sulla produzione di idrocarburi offshore.
Infine tutti i rilievi finanziari legati allo Sblocca Italia devono essere reperibili in forma di “open data”.
F.P.
























