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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

4 Febbraio 2014
in Camera

INTERROGAZIONI
Giovedì 6 febbraio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Carlo Dell’Aringa.

La seduta comincia alle 9.10.

5-01719 Albanella: Sulla situazione dei lavoratori italiani impiegati presso i call center.

Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Luisella ALBANELLA (PD), pur ringraziando il Governo per la risposta fornita, che contiene elementi di indubbia importanza, ritiene che l’Esecutivo debba compiere un ulteriore sforzo per tutelare i lavoratori italiani impiegati nei call center, tenuto conto che si tratta di salvaguardare giovani, spesso molto qualificati anche a livello di titolo di studio, che vengono impiegati in modo diffuso dalle aziende del settore. Osserva che il fenomeno più preoccupante dell’attuale fase di attività di tali aziende è costituito da un processo piuttosto massiccio di delocalizzazioni in Paesi extra-UE, spesso avviato dopo avere ottenuto le concessioni governative, che pone, peraltro, un problema di violazione delle regole in tema diprivacy a scapito dei clienti. 
Si tratta, a suo avviso, di assumere un’iniziativa a tutto campo, che agisca in chiave preventiva, intervenendo nella fase delle aggiudicazioni delle commesse, contrastando il fenomeno delle aste al massimo ribasso, tutelando il posto di lavoro  il reddito dei lavoratori e preservando la riservatezza dei dati sensibili dei cittadini. In proposito, chiede al Governo di valutare il ripristino dell’apposita Commissione istituita nel 2007 dal Ministro del lavoro pro tempore al fine di garantire un monitoraggio sul settore, auspicando che anche il Parlamento possa fare la sua parte, dando seguito alla condivisibile proposta di indagine conoscitiva avanzata presso la XI Commissione, che si augura possa suggerire una linea di azione nel contrasto allo sfruttamento dei lavoratori impiegati nei call center.

5-01757 Baldassarre: Criteri di gestione e prospettive del fondo denominato «FONDINPS».

Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Marco BALDASSARRE (M5S), nel dichiarare di non comprendere il motivo per il quale si continui a mantenere operativo il fondo in questione, che definisce un vero e proprio «carrozzone», fa notare che il Governo non ha fornito alcuna risposta al vero quesito posto nella sua interrogazione, nonostante fosse stato sollecitato a farlo, in particolare, dalla Corte dei conti, che nella sua relazione annuale sulla gestione finanziaria dell’INPS ha evidenziato numerosi elementi di criticità presenti nell’amministrazione del citato fondo.

5-02023 Ferro: Sulle misure di tutela riguardanti i lavoratori della «RSA Annali» di Cineto Romano.

Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Andrea FERRO (PD), nel rilevare come taluni elementi riportati nella risposta, come ricevuti dall’azienda interessata, non appaiano in linea con la realtà dei fatti, ritiene in ogni caso che il Governo, d’intesa con le amministrazioni locali, abbia il dovere di intervenire sulla vertenza in questione, anche assecondando il ruolo positivo che sta giocando la Regione Lazio, a tutela del mantenimento dei livelli occupazionali e a garanzia del rispetto della normativa vigente in materia di ammortizzatori sociali. Fa notare che la società di cui al proprio atto di sindacato ispettivo, nonostante abbia beneficiato di un significativo aumento del budget proprio grazie alla Regione, che avrebbe potuto giustificare la stabilizzazione dei lavoratori interessati, da un lato ha ritenuto di avviare procedure di messa in cassa integrazione e di licenziamento, dall’altro è ricorsa all’utilizzo di personale flessibile (soggetti titolari di partite IVA), peraltro articolando l’orario di lavoro in turni stressanti e usuranti. 
Rilevato che il personale coinvolto è stato chiamato a svolgere le mansioni più varie, dalla cura dei pazienti alla pulizia degli ambienti, in violazione degli accordi assunti in sede sindacale e contrattuale, si sofferma sulla problematica del possibile trasferimento ad altre sedi dei lavoratori interessati, facendo peraltro notare come l’azienda abbia sinora tenuto un comportamento assolutamente non collaborativo: richiama, a titolo di esempio, la modifica unilaterale da parte dell’azienda stessa del contratto già firmato con gli operatori, nonché il fallimento della proposta di ricorso ai contratti di solidarietà, avanzata dalla Regione e accettata dai lavoratori stessi, che è stata successivamente rifiutata, in modo immotivato e inatteso, dalla società.   
Chiede, quindi, al Governo di adoperarsi con estrema celerità per attivare un tavolo di confronto a livello governativo in merito a tale vertenza, al fine di individuare possibili soluzioni in termini di mantenimento dei livelli occupazionali o, quantomeno, di ricollocamento di tali lavoratori: ricorda, in proposito, che in una zona territoriale già svantaggiata ci sono oggi circa 20 famiglie pesantemente preoccupate dalla crisi in atto, che rischiano di trovarsi stabilmente senza alcuna forma di sostentamento.  

Cesare DAMIANO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 9.55.

SEDE REFERENTE
Giovedì 6 febbraio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Carlo Dell’Aringa.

La seduta comincia alle 9.55.

Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie. 
C. 254 Vendola e C. 272 Bellanova.
 
(Seguito dell’esame e rinvio – Adozione del testo base).

La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 14 novembre 2013.  

Cesare DAMIANO, presidente254 e 272, che il relatore propone di adottare come testo base per il seguito dell’esame in sede referente, avverte che, in esito ai lavori del Comitato ristretto nominato per lo svolgimento dell’attività istruttoria sui provvedimenti in esame, è stato elaborato un testo unificato delle proposte di legge nn. 

Patrizia MAESTRI (PD), relatore92 del 2012 non ha individuato una soluzione davvero soddisfacente, osserva che la proposta in esame mira, da un lato, a semplificare il quadro applicativo complessivo e, dall’altro, a rafforzare le tutele nei confronti dei lavoratori, tenuto conto che dai dati statistici il fenomeno in questione appare in aumento, fa presente che il provvedimento in esame, il cui iter è stato lungo ed articolato, mira a contrastare la diffusione di una pratica odiosa, quella delle «dimissioni in bianco», che rappresenta un abuso nei confronti dei lavoratori più deboli (donne in maternità o in malattia, ma non solo). Ricordato che sul tema si è prodotta una certa stratificazione normativa negli anni e che la recente riforma introdotta dalla legge n. 
Ritiene, in conclusione, che dopo il lungo lavoro svolto sia ora possibile procedere speditamente nell’esame del testo unificato elaborato dal Comitato ristretto.  

Sergio PIZZOLANTE (NCD) ritiene che – come già evidenziato in occasione del dibattito su altri provvedimenti all’esame della Commissione, quale quello sulle cosiddette «pensioni d’oro» – sia doveroso evitare di legiferare «al buio», in assenza di dati certi e attendibili. Nel caso di specie, giudica quindi scorretto parlare di una recrudescenza del fenomeno delle «dimissioni in bianco» senza raccordare tale affermazione a dati incontrovertibili, che in tale materia non sembrano sussistere, se è vero che nell’ambito del Comitato ristretto il Governo non è stato in condizioni di fornire alcun concreto elemento conoscitivo fondato su un monitoraggio degli effetti della «riforma Fornero». 
Osserva, pertanto, come il provvedimento in esame riveli un sentimento di avversione nei confronti degli imprenditori, che definisce come una sorta di «umore anti-imprese», motivato da uno spirito ideologico che ha come unico scopo quello di imbrigliare il tessuto produttivo del Paese con regole burocratiche e incomprensibili. Fatto presente che a breve gli stessi imprenditori si accingono a scendere in piazza per combattere una tendenza legislativa che mira a ingessare i rapporti di produzione, si dichiara fortemente contrario a tale proposta di legge, che incarna una visione politica condannabile.   
Prende atto con rammarico che ormai, in seno alla Commissione, sono saltati i vincoli di appartenenza al Governo e si è formata una maggioranza variabile, della cui esistenza non potrà fare altro che informare quanto prima i vertici del suo gruppo e del suo partito: dal canto suo, preannuncia il più fermo contrasto a questa nuova «maggioranza trasversale», che sembra ispirare la propria azione a principi antiliberali, imponendo le proprie scelte legislative in materie delicate quali la rappresentatività sindacale, l’equo compenso e la libera organizzazione del mercato del lavoro.

Titti DI SALVO (SEL), non condividendo le considerazioni svolte dal deputato Pizzolante, fa presente che la stessa evoluzione storica e normativa registrata in materia interviene a conforto dell’opportunità della presente iniziativa legislativa. Evidenzia come il testo in esame non faccia altro che ripristinare un intervento di tutela nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, che era stato inizialmente introdotto durante il Governo Prodi e poi immediatamente abrogato, come primo atto della propria azione, dal Governo Berlusconi. Pur rilevando che le modalità attuative di quella iniziale disposizione approvata nel 2007 – tesa a contrastare la pratica discriminatoria del richiedere al lavoratore la sottoscrizione delle dimissioni al momento dell’assunzione – furono definite dal Ministro del lavoro pro tempore con una certa fretta alla fine della XV legislatura, fa notare che la successiva abrogazione della legge fu motivata da una presunta complessità operativa della norma, che, tuttavia, non era fondata su un monitoraggio degli effetti da essa prodotti: non comprende, pertanto, le polemiche di chi oggi invoca l’esigenza di attendere una valutazione sull’efficacia della normativa vigente. 
92 del 2012), che ha però ulteriormente complicato il quadro, introducendo un meccanismo tortuoso e poco chiaro. Osserva, quindi, che la proposta contenuta nel testo unificato elaborato dal Comitato ristretto, nel prevedere l’utilizzo di semplicissimi moduli numerati, oltre a rafforzare le tutele per i lavoratori, intende fornire una risposta di semplificazione a garanzia delle stesse imprese che rispettano le regole e sono penalizzate dalla concorrenza sleale di chi agisce illegalmente. Ricorda, altresì, che sulla materia è successivamente intervenuta la «legge Fornero» di riforma del mercato del lavoro (legge n.   
Auspica, pertanto, che su un tema così delicato possa registrarsi la convergenza più ampia, invitando i gruppi a concentrarsi sui dati di fatto e ad astenersi dall’alimentare polemiche politiche che rischiano di danneggiare esclusivamente i soggetti coinvolti.  

Sergio PIZZOLANTE (NCD), intervenendo per una precisazione, nel dichiararsi contrario ad ogni forma di abuso nei confronti dei lavoratori, ritiene di non poter condividere un intervento normativo che, sulla base di un mero pregiudizio ideologico, rappresenta tutti gli imprenditori come soggetti propensi a violare le regole.

Teresa BELLANOVA (PD), ricordato che sul tema in esame si dibatte da tempo, osserva che il testo non intende in alcun modo penalizzare a priori 188 del 2007 ad essere motivata da un furore ideologico, sottolineando come, da allora, il suo gruppo si batte per ripristinare condizioni di giustizia per i lavoratori più deboli, spesso costretti alle dimissioni solo perché in malattia o in maternità. le imprese, ma semplicemente affrontare un fenomeno che esiste e che va contrastato con ogni mezzo. Evidenzia come, semmai, la proposta in esame non faccia altro che semplificare e rendere un servizio alle imprese sane, sottraendole alla concorrenza sleale di chi opera illegalmente e di coloro che negano i diritti indisponibili dei lavoratori con pratiche fortemente condannabili, come quella delle «dimissioni in bianco». Contestando fermamente che il provvedimento incarni uno spirito contrario all’impresa, si augura, piuttosto, che non vi sia, da parte di nessun gruppo, un orientamento contrario ai diritti delle persone, i quali, al contrario, dovrebbero essere sempre posti al centro di ogni riflessione politica. Fa notare, piuttosto, che fu l’abrogazione della legge n. 
Invita, in conclusione, i gruppi a evitare sterili polemiche, concentrandosi sugli elementi di merito, che non possono che spingere verso un intervento normativo che garantisce sia i lavoratori che le imprese.

Sergio PIZZOLANTE (NCD), intervenendo per un’ulteriore precisazione, dichiara di non accettare da nessuno lezioni sui diritti, osservando come la sua stessa storia personale e familiare lo renda sensibilissimo alla tematica della tutela dei lavoratori più deboli. Intende rigettare con forza le argomentazioni sinora svolte, che giudica prive di senso politico e fondate esclusivamente su logiche di convenienza delle proprie convinzioni, a dimostrazione dell’estrema variabilità delle dinamiche all’interno della maggioranza. Fa notare che spesso gli interventi legislativi volti a disciplinare fenomeni patologici non fanno altro che favorire la diffusione delle stesse patologie, come peraltro dimostrato dalla «legge Fornero», che ha finito per produrre effetti di rigidità sfavorevoli all’occupazione. Ritenuto, piuttosto, che lo Stato, più che continuare a introdurre regole, debba esercitare un maggiore controllo sull’applicazione delle norme attualmente vigenti, fa presente che non appare utile modificare il sistema normativo attuale che, secondo informazioni diffuse, sembra funzionare correttamente.

Patrizia MAESTRI (PD), relatore, intende rassicurare il deputato Pizzolante che non esiste alcuna volontà demagogica, figlia di una presunta logica a «maggioranza variabile», di alimentare contrapposizioni politiche, ma solo l’intento di contrastare un fenomeno odioso indiscutibilmente diffuso, attraverso una concreta semplificazione del sistema vigente. Si augura, pertanto, che possa avviarsi una discussione seria e approfondita sul testo unificato elaborato dal Comitato ristretto, al di fuori di ogni spirito ideologico.

Il sottosegretario Carlo DELL’ARINGA prende atto che sul delicato tema in discussione esiste un nodo politico che sembra dividere i gruppi in modo piuttosto trasversale. Pur rilevando, quindi, che sull’argomento appare difficile avvicinare posizioni tra loro fortemente contrapposte, dichiara che il Governo ritiene doveroso continuare a lavorare per individuare una soluzione di compromesso, che consenta di conciliare, da un lato, l’esigenza di offrire una chiara tutela per i lavoratori, esposti ad una pratica diffusa e intollerabile, e dall’altro quella di consentire alle imprese di operare in un contesto di regole non burocratiche. Fa presente che non esiste una posizione ufficiale del suo Ministero in ordine allo stato di applicazione della normativa vigente, dal momento che il fenomeno in questione, per le sue intrinseche caratteristiche, tende a sfuggire a rilevazioni di tipo statistico e mal si presta ad essere sottoposto a misurazioni certe e oggettive. Fa notare, quindi, che su tale questione non si può far altro che affidarsi a indicatori imperfetti, basati su indagini sul campo suscettibili di fornire, peraltro, elementi non risolutivi. 
Rilevato, quindi, che non è possibile sostenere l’una o l’altra tesi, in assenza di dati certi, auspica che i gruppi possano continuare a confrontarsi con spirito costruttivo, in vista della definizione di un intervento il più possibile efficace ed equilibrato, rispetto al quale il Governo non può essere insensibile.  

Cesare DAMIANO, presidente, prendendo spunto dalle dichiarazioni del rappresentante del Governo, che indica una evidente difficoltà a definire dati certi in materia, fa presente che un eventuale intervento a favore dei lavoratori più esposti aiuterebbe comunque le imprese sane, favorendo la creazione di una concorrenza leale e positiva. Non intendendo, in ogni caso, entrare nel merito della questione, fa presente che il provvedimento è incardinato in Commissione da molto tempo ed è stato iscritto più volte nel calendario dei lavori dell’Assemblea, che ne aveva addirittura deliberato l’urgenza sin dal mese di luglio 2013: atteso che ora tale provvedimento risulta inserito nel calendario dei lavori di febbraio in «quota opposizione», su iniziativa del gruppo SEL, ritiene che la presidenza non possa che strutturare l’iter in Commissione in modo da non ritardarne ulteriormente la conclusione dell’esame in sede referente. Dopo avere ricordato come il Comitato ristretto abbia tentato persino di individuare, nelle pieghe della normativa vigente, eventuali soluzioni di tipo amministrativo in collaborazione con il Governo, che tuttavia si sono rivelate impraticabili, fa notare come i gruppi potranno comunque apportare eventuali modifiche al testo nell’imminente fase di esame degli emendamenti. 
Propone, per tali ragioni, di adottare – secondo quanto prospettato dal relatore – il testo unificato delle proposte di legge in titolo, elaborato dal Comitato ristretto, come testo base per il seguito dell’esame in sede referente.  

254 e 272, elaborato dal Comitato ristretto, come testo base per il seguito dell’esame in sede referente. La Commissione delibera di adottare il testo unificato delle proposte di legge nn.  

Cesare DAMIANO, presidente, conformemente a quanto convenuto nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltasi nella giornata di ieri, propone che il termine per la presentazione di emendamenti al testo unificato delle proposte di legge in titolo, adottato come testo base, sia fissato alle ore 12 di lunedì 10 febbraio 2014.

La Commissione concorda.  

Cesare DAMIANO, presidente, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Sull’ordine dei lavori.

Antonio BOCCUZZI (PD) chiede alla presidenza di sollecitare l’avvio dell’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del testo unico in materia di tutela della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, portando a conclusione, d’intesa con la XII Commissione, le relative procedure, che sono state attivate già da diverso tempo.

Titti DI SALVO (SEL) si associa alla richiesta formulata dal deputato Boccuzzi, sottolineando l’esigenza di svolgere un’ampia attività conoscitiva in una materia delicata come quella della sicurezza sul lavoro.

Marco BALDASSARRE (M5S), condividendo la richiesta formulata, si augura che l’indagine conoscitiva venga avviata subito dopo la conclusione dell’iter di esame del decreto-legge cosiddetto «Destinazione Italia», dal momento che quest’ultimo reca norme importanti proprio in materia di sicurezza sul lavoro.

Cesare DAMIANO, presidente, assicura che si farà carico di assumere contatti con la presidenza della XII Commissione al fine di riprendere il percorso avviato nelle riunioni già svolte dagli uffici di presidenza integrati dai rappresentanti dei gruppi, nell’ambito delle quali si era, peraltro, convenuto di rimettere proprio ai gruppi l’iniziativa di proporre le necessarie modifiche e integrazioni della bozza di programma di tale indagine conoscitiva, iniziativa che, ad oggi, non risulta avere avuto seguiti. Fa notare, in ogni caso, che la definizione della tempistica e delle modalità di svolgimento di tale indagine potrà tenere conto, secondo quanto appena richiesto, anche dell’esigenza di attendere la conclusione dell’esame del decreto-legge cosiddetto «Destinazione Italia».

La seduta termina alle 10.35.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
M
ercoledì 5 febbraio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 14.20.
Sulla missione a Bruxelles in occasione della seconda edizione della «Settimana parlamentare europea» (20-22 gennaio 2014).

Cesare DAMIANO, presidente, comunica che la deputata Paris ha partecipato, in rappresentanza della XI Commissione della Camera, alla missione svolta dal 20 al 22 gennaio scorsi a Bruxelles, in occasione della seconda edizione della «Settimana parlamentare europea», facendo presente che la stessa deputata ha conseguentemente depositato una relazione sugli esiti di tale iniziativa (vedi allegato).

Valentina PARIS (PD), dopo avere rilevato che la sua relazione ha inteso fornire un quadro dettagliato dell’iniziativa nel suo complesso, si sofferma sulle parti di specifico interesse della Commissione, sottolineando il forte impulso sulle tematiche dell’occupazione che, a suo giudizio, può essere prodotto in ambito europeo dal Parlamento italiano, che nella corrente legislatura è caratterizzato da una significativa presenza femminile e giovanile. Ritiene, quindi, che le problematiche affrontate nel corso della «Settimana parlamentare europea» possano essere riportate in ambito interno anche con riferimento al Piano di attuazione italiano della «Garanzia Giovani» e alla revisione dei servizi pubblici per l’impiego, argomenti sui quali vi è un forte interesse del Governo e del Parlamento, in un’ottica di contrasto alla disoccupazione giovanile.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluse le comunicazioni in titolo.

La seduta termina alle 14.25.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 5 febbraio 2014.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.25 alle 14.40.  

ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 5 febbraio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Carlo Dell’Aringa.
La seduta comincia alle 14.40.
Proposte di nomina del dottor Rino Tarelli a presidente e della dottoressa Antonella Valeriani e del dottor Francesco Massicci a componenti della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).
 
20, 21 e 22.
 Nomine nn. 
(Seguito dell’esame e conclusione – Pareri favorevoli).

La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 28 gennaio 2014.  

Anna GIACOBBE (PD), relatore, ricorda preliminarmente di avere inserito nella propria relazione introduttiva una serie di sottolineature legate, in particolare, alle riserve circa la pregressa esperienza professionale di alcuni dei candidati, concentrata prevalentemente all’interno di strutture amministrative ben definite, caratterizzate soprattutto da un taglio di natura economico-contabile, seppur non strettamente inerente a materie di tipo previdenziale. Rammenta, altresì, di avere rilevato come la COVIP non operi esclusivamente come organo di vigilanza e controllo, ma anche come soggetto di natura propositiva, in grado addirittura di formulare apposite proposte di modifica legislativa, anche e soprattutto sul versante dei fondi pensionistici contrattuali, che è quello sul quale giudica prioritario investire in prospettiva, anche ai fini della tutela del risparmio previdenziale dei lavoratori coinvolti. 
Preso atto, peraltro, che dal dibattito in Commissione non sono emerse specifiche obiezioni da parte dei gruppi e considerato che le candidature provengono da un’iniziativa assunta in piena autonomia dal Governo, formula una proposta di parere favorevole su ciascuna delle proposte di nomina in esame.  

Sergio PIZZOLANTE (NCD), nel condividere le considerazioni svolte dal relatore, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulle proposte di parere favorevole formulate dal relatore.

Claudio COMINARDI (M5S) preannuncia che il suo gruppo si asterrà nella votazione delle proposte di parere favorevole formulate dal relatore, non condividendo, sin dall’origine, le modalità di scelta e di selezione con cui si svolgono tali nomine. Ritiene, infatti, che le procedure messe in atto in questi casi impediscano l’individuazione dei soggetti più meritevoli, in possesso delle necessarie qualifiche professionali, finendo per far ricadere la scelta su personalità gradite ai sindacati o agli enti previdenziali competenti.

Titti DI SALVO (SEL) fa notare che le considerazioni svolte dal relatore in ordine ai profili professionali di taluni dei candidati spingono il suo gruppo a nutrire più di una riserva su tali nomine: preannuncia, pertanto, l’astensione nell’imminente votazione.

Irene TINAGLI (SCpI) fa notare che il suo gruppo nutre significative perplessità, in particolare, su una delle proposte di nomina formulate dal Governo, in ragione del fatto che il candidato in questione sembra aver maturato esperienze presso organismi di gestione dei fondi previdenziali, ovvero in strutture che dovrebbero essere vigilate dalla COVIP, con il rischio di incorrere in forme palesi di conflitto di interessi. Preannuncia, quindi, che il suo gruppo si asterrà nella votazione delle proposte di parere favorevole formulate dal relatore.

Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, propone di procedere contestualmente alle votazioni su ciascuna delle proposte di nomina.

La Commissione consente.  

Cesare DAMIANO, presidente, indice la votazione sulle proposte di parere favorevole in precedenza formulate.

La Commissione procede, quindi, alle distinte votazioni per scrutinio segreto sulle proposte di parere favorevole formulate dal relatore su ciascuna delle proposte di nomina in esame.  

Cesare DAMIANO, presidente, comunica il risultato della votazione sulla proposta di nomina del dottor Rino Tarelli a presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).

27 Presenti     
20 Votanti     
7  Astenuti     
11 Maggioranza     
Hanno votato     si     14  
Hanno votato     no     6   
(La Commissione approva).

Hanno preso parte alla votazione i deputati: Albanella, Baruffi, Bellanova, Boccuzzi, Calabria, Damiano, Fedriga, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe, Gnecchi, Incerti, Madia, Maestri, Martelli, Miccoli, Paris, Giorgio Piccolo, Pizzolante, Polverini, Simoni. 
Si sono astenuti i deputati: Bechis, Ciprini, Cominardi, Di Salvo, Rizzetto, Rostellato, Tinagli.

Cesare DAMIANO, presidente, comunica il risultato della votazione sulla proposta di nomina della dottoressa Antonella Valeriani a componente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).

27 Presenti     
20 Votanti     
7  Astenuti     
11 Maggioranza     
Hanno votato     si     15  
Hanno votato     no     5   
(La Commissione approva).

Hanno preso parte alla votazione i deputati: Albanella, Baruffi, Bellanova, Boccuzzi, Calabria, Damiano, Fedriga, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe, Gnecchi, Incerti, Madia, Maestri, Martelli, Miccoli, Paris, Giorgio Piccolo, Pizzolante, Polverini, Simoni. 
Si sono astenuti i deputati: Bechis, Ciprini, Cominardi, Di Salvo, Rizzetto, Rostellato, Tinagli.

Cesare DAMIANO, presidente, comunica il risultato della votazione sulla proposta di nomina del dottor Francesco Massicci a componente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).

27 Presenti     
20 Votanti     
7  Astenuti     
11 Maggioranza     
Hanno votato     si     14  
Hanno votato     no     6   
(La Commissione approva).

Hanno preso parte alla votazione i deputati: Albanella, Baruffi, Bellanova, Boccuzzi, Calabria, Damiano, Fedriga, Cinzia Maria Fontana, Giacobbe, Gnecchi, Incerti, Madia, Maestri, Martelli, Miccoli, Paris, Giorgio Piccolo, Pizzolante, Polverini, Simoni. 
Si sono astenuti i deputati: Bechis, Ciprini, Cominardi, Di Salvo, Rizzetto, Rostellato, Tinagli.

Cesare DAMIANO, presidente, avverte che comunicherà i pareri favorevoli testé espressi alla Presidenza della Camera, ai fini della trasmissione al Governo.

Sull’ordine dei lavori.

Davide BARUFFI (PD) dichiara di nutrire forti perplessità, oltre che in ordine ai criteri con i quali il Governo procede alla selezione dei candidati da sottoporre al parere delle Camere, anche sulle modalità di svolgimento delle votazioni su tali proposte di nomina in Commissione, che appaiono antiquate e farraginose e andrebbero ampiamente aggiornate e adeguate ai tempi.

Cesare DAMIANO, presidente, condivide l’esigenza di riflettere sull’opportunità di modificare le procedure attualmente previste, soprattutto per quanto concerne le votazioni in Commissione su proposte di nomina, anche in modo da assicurare maggiore riservatezza nell’espressione del voto.

La seduta termina alle 15.10.

COMITATO RISTRETTO
Mercoledì 5 febbraio 2014.
Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie. 
C. 254 Vendola e C. 272 Bellanova.
Il Comitato ristretto si è riunito dalle 15.10 alle 15.25.  


SEDE REFERENTE

  Lunedì 3 febbraio 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il viceministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra.

  La seduta comincia alle 14.40.

Sui lavori della Commissione.

  Cesare DAMIANO, presidente, comunica che, a seguito della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 31 gennaio scorso, è stato previsto l’inserimento nel vigente calendario dei lavori dell’Assemblea delle proposte di legge C. 254 Vendola e C. 272 Bellanova, recanti disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie, il cui inizio della discussione in Aula è previsto per il prossimo 21 febbraio. 
Avverte, pertanto, che la presidenza si riserva di integrare il calendario dei lavori della Commissione per la corrente settimana, in modo da completare i lavori del Comitato ristretto nominato per l’istruttoria dei predetti provvedimenti e procedere all’adozione di un testo base per il seguito dell’esame in sede referente, al fine di giungere alla conclusione dell’  iter in tempi compatibili con il previsto inizio della discussione in Assemblea.

La Commissione prende atto.  

Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici di importo elevato. 
C. 1253 Giorgia Meloni, C. 1547 Zanetti, C. 1778 Fedriga, C. 1785 Gnecchi, C. 1842 Airaudo, C. 1896 Tripiedi.
 
(Seguito dell’esame e conclusione – Revoca dell’abbinamento della proposta di legge C. 1253).

La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 21 gennaio 2014.  

  Cesare DAMIANO, presidente, avverte preliminarmente che, a seguito delle determinazioni assunte nella riunione del 31 gennaio scorso dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, la discussione generale 1921-A: per tale ragione, la Commissione dovrà concluderne l’esame in sede referente entro la seduta di domani, tenendo presente che le Commissioni competenti in sede consultiva avranno a disposizione soltanto la giornata di domani per l’eventuale espressione del proprio parere. in Assemblea dei provvedimenti in titolo è prevista per la seduta pomeridiana di mercoledì 5 febbraio, al termine dell’esame del disegno di legge n. 
1253 Giorgia Meloni, e degli emendamenti ad esso riferiti Al riguardo comunica che, in esito ai lavori svolti nella scorse settimane dal Comitato ristretto, non si sono create le condizioni per l’adozione di un testo condiviso dai gruppi; pertanto, la Commissione dovrà oggi riprendere l’esame del testo già adottato come base, ossia la proposta di legge n.  157, pag. 128-134) (vedi Bollettino delle Giunte e delle Commissioni di mercoledì 15 gennaio 2014, n.. 
In tal senso, prima di procedere nell’esame degli emendamenti, ricorda che, poiché l’iscrizione della proposta di legge nel calendario dei lavori dell’Assemblea è avvenuta su richiesta del gruppo Fratelli d’Italia nell’ambito della quota garantita alle opposizioni dal Regolamento, la presidenza della Commissione, alla luce della lettera del Presidente della Camera ai presidenti delle Commissioni permanenti del 10 febbraio 2000, avendo avuto cura di promuovere l’adozione quale testo base del progetto di legge indicato dal gruppo richiedente, è poi tenuta a verificare se la Commissione, con l’assenso di tale gruppo, decida l’adozione di un testo unificato; ove non si realizzino tali condizioni – e nella fattispecie in questione non si sono realizzate – il presidente della Commissione, ove ne sia fatta richiesta, è tenuto a revocare l’abbinamento della proposta iscritta in calendario su richiesta del gruppo di opposizione, affinché la Commissione possa proseguirne e concluderne l’esame, fermo restando il potere della Commissione stessa di emendare il testo secondo le ordinarie procedure in sede referente.  

  Giorgia MELONI (FdI) 1253, a sua prima firma, al fine di proseguire esclusivamente nell’esame di tale provvedimento, iscritto nel calendario dei lavori dell’Assemblea in «quota opposizione». chiede che sia disposta la revoca dell’abbinamento della proposta di legge n.

  Cesare DAMIANO, presidente1253 Giorgia Meloni, avvertendo che la Commissione proseguirà ora nell’esame di tale unica proposta di legge e degli emendamenti a questa riferiti. , preso atto della richiesta formulata, al fine di assicurare il rispetto della quota garantita all’opposizione, dispone la revoca dell’abbinamento della proposta di legge n.

  Marialuisa GNECCHI (PD), relatore, fa presente che, nonostante lo sforzo compiuto da tutti i gruppi, non è stato possibile individuare una soluzione condivisa in seno al Comitato ristretto, nel cui ambito si partiva da testi con impostazioni radicalmente tra loro diversificate: l’impossibilità di addivenire a un testo unificato dei provvedimenti abbinati, a suo avviso, è dipesa soprattutto dal mancato superamento, in tempi che l’opposizione ha preteso fossero estremamente ristretti, di un ostacolo fondamentale, ossia la totale mancanza di disponibilità di dati da parte dell’INPS, che non è stato in grado di fornire elementi certi in ordine all’impatto concreto che produrrebbe un ricalcolo di natura contributiva delle prestazioni previdenziali contemplate dal provvedimento. Fa notare, infatti, che solo l’acquisizione di informazioni puntuali circa le conseguenze pratiche di un simile meccanismo avrebbe consentito di dirimere le questioni più rilevanti emerse dal dibattito, che ha visto taluni gruppi muovere da presupposti antitetici rispetto alle reali modalità di incidenza della norma sul sistema previdenziale nel suo complesso. Osserva, ad esempio, che il suo gruppo, a differenza del gruppo Fratelli d’Italia, nutre forti dubbi circa la capacità del sistema di calcolo contributivo di produrre un ingente risparmio di spesa, ritenendo, piuttosto, che esso possa determinare, 253 presenti aspetti problematici, la cui soluzione non è individuabile in tempi di esame particolarmente ristretti, peraltro in assenza di elementi conoscitivi certi. in concreto, ulteriori distorsioni, proprio a vantaggio di coloro che hanno beneficiato di progressioni carriera con elevati e costanti picchi di retribuzione. Al contempo, rileva come la proposta di legge n. 
Ritenuto, pertanto, che la Commissione non sia nelle condizioni di deliberare con piena c  1253: l’eventuale approvazione di tali emendamenti soppressivi, infatti, equivarrà a conferire al relatore il mandato a riferire in senso contrario all’Assemblea sulla citata proposta di legge, sulla quale, peraltro, auspica che possa essere richiesto un rinvio in Commissione, in vista di un completamento dell’istruttoria in abbinamento con le altre proposte di legge delle quali è stato interrotto, per il momento, il seguito dell’esame. 1253, a fronte della necessità di rispettare la tempistica prevista per l’inizio dell’esame in Assemblea, fermo restando che la Commissione stessa potrà poi procedere con più pacatezza e meditazione sui restanti progetti di legge che sono stati appena disabbinati dalla predetta proposta. Per tali ragioni, ritiene che l’unico percorso ragionevole sia quello di prospettare l’approvazione degli identici emendamenti Pizzolante 1.1 e Airaudo 1.2, soppressivi dell’articolo unico di cui si compone la proposta di legge n. onsapevolezza sulla materia, a causa dell’oggettiva mancanza di dati, e preso atto, altresì, che i gruppi non sono riusciti a individuare una strada alternativa di compromesso tra le diverse ipotesi contemplate, ritiene che non si possa far altro che procedere all’esame degli emendamenti già presentati al testo della proposta di legge n.

Il viceministro   Maria Cecilia GUERRA1253, non possa che rimettersi alla Commissione, riservandosi eventualmente di assumere una posizione più definita e complessiva in sede di discussione del testo in Assemblea. , ricordato che sulla materia il Governo è già intervenuto con disposizioni puntuali recate dalla legge di stabilità per il 2014 e rilevato che l’Esecutivo si è impegnato, sulla base di una mozione approvata dalla Camera, ad assumere ulteriori iniziative in chiave di equità intergenerazionale, ritiene che esso, nell’esprimere il proprio orientamento sugli emendamenti riferiti alla proposta di legge n.

  Davide TRIPIEDI (M5S) 1896, a sua prima firma. 1253, d’iniziativa del deputato Giorgia Meloni, non possa proseguire congiuntamente a quello della proposta di legge n. ritiene che quanto riferito dal relatore, circa il presunto sforzo per giungere a una soluzione condivisa, non corrisponda al vero, considerato che, ad esempio, il gruppo Nuovo Centrodestra ha ostacolato in tutti i modi il percorso di definizione del provvedimento, rilevandone l’assoluta inutilità: ad avviso di quel gruppo, infatti, sarebbe da ritenersi sufficiente, in vista di un’azione futura del Governo, l’avvenuta approvazione in Assemblea di una mozione sulla materia. Rilevato, quindi, che l’acquisizione dei dati non appare così necessaria per giungere alla conclusione dell’iter e considerato che, a suo avviso, per una piena comprensione delle distorsioni dell’attuale sistema previdenziale, basterebbe recarsi in qualsiasi luogo pubblico e verificare lo stato di grave indigenza a cui sono costretti quotidianamente migliaia di cittadini, ritiene che si debba procedere speditamente lungo l’iter di esame, assicurando una risposta concreta e immediata alla collettività. In proposito, si domanda quali siano le ragioni per le quali l’esame della proposta di legge n.

  Cesare DAMIANO, presidente, fa notare che la presidenza della Commissione, essendone stata fatta esplicita richiesta, è tenuta a revocare l’abbinamento dell’unica proposta di legge il cui inserimento in calendario è stato chiesto dal gruppo Fratelli d’Italia in «quota opposizione», affinché la Commissione possa proseguirne e concluderne l’esame per riferire per tempo all’Assemblea.

  Giorgia MELONI (FdI), rinviando alle considerazioni già espresse dal suo gruppo nel corso dell’esame, ringrazia l’intera Commissione per il lavoro svolto, pur non comprendendo il reale motivo per il quale non si sia riusciti a individuare una soluzione condivisa su tale delicata materia. Si rammarica, in particolare, per l’orientamento manifestato dal relatore, appartenente al gruppo del 1253 – a suo avviso, quello più efficace tra tutti – equivale, nei fatti, a un suo vero e proprio «affossamento». Partito Democratico, che denota, nella sostanza, l’effettiva assenza di volontà nell’intervenire sulla questione, considerato che il probabile rigetto, per presunte imperfezioni e imprecisioni, del testo della proposta di legge n.

  Titti DI SALVO (SEL), pur rilevando che la proposta di legge del suo gruppo, che introduce il principio di un’imposizione fiscale progressiva sui redditi, avrebbe consentito di superare le questioni problematiche più importanti, concorda con l’esigenza di svolgere ulteriori accertamenti istruttori, in vista di una positiva conclusione dell’iter: per tali ragioni, auspica che al termine dell’esame della proposta di legge testé disabbinata si possa riprendere con maggiore pacatezza la riflessione complessiva sull’argomento. Si augura, peraltro, che la collaborazione con il Parlamento da parte dell’INPS su tale tematica e, in generale, su tutte le questioni della previdenza (cita, in particolare, il caso degli esodati), possa essere rilanciata in vista del rinnovo dei suoi vertici, attesa l’esigenza di comprendere fino in fondo l’impatto concreto della legislazione sull’intero tessuto sociale.

  Sergio PIZZOLANTE (NCD) dichiara di condividere la proposta di metodo avanzata dal relatore, ritenendo sbagliato legiferare «al buio», ovvero in assenza di dati oggettivi circa l’effettivo impatto delle norme sull’ordinamento. Fa notare, in particolare, che la proposta di calcolare nuovamente le pensioni di importo elevato con il sistema contributivo, oltre a incorrere in possibili rilievi da parte della Corte costituzionale, rischia di determinare forti disuguaglianze, a seconda dei settori presi a riferimento – per alcuni dei quali (ad esempio, il comparto pubblico) ciò sarebbe addirittura materialmente impossibile – finendo per produrre addirittura maggiori oneri, proprio a vantaggio dei soggetti più avvantaggiati. Giudica, peraltro, pericoloso introdurre un simile principio, che viola il patto stipulato dallo Stato con i cittadini in materia previdenziale, anche se subordinato al superamento di una soglia più o meno elevata, paventando il rischio che così facendo si possa aprire comunque un varco per ulteriori interventi futuri di ricalcolo pensionistico, suscettibili di incidere anche sui trattamenti più bassi.

  Marco MICCOLI (PD) ritiene che la Commissione si sia imbattuta in ostacoli oggettivi che, a prescindere dalla più o meno effettiva volontà dei gruppi di risolvere definitivamente la problematica in oggetto, hanno impedito un’esauriente e completa trattazione dei provvedimenti. Si riferisce, in particolare, alla tempistica accelerata imposta alla programmazione dei lavori in Assemblea, che ha impedito un completo svolgimento dell’istruttoria, nonché all’impossibilità di acquisire dall’INPS dati certi circa gli effetti potenziali delle norme. Rilevato, peraltro, che l’atteggiamento eccessivamente sbrigativo di taluni ha impedito anche di sciogliere i dubbi di natura costituzionale e di completare l’acquisizione di elementi indispensabili per assumere decisioni meditate, evidenzia che il suo gruppo non può certo dichiararsi contrario a un intervento mirato a ridurre le pensioni di importo più elevato, in una chiave di maggiore equità tra le generazioni, come testimoniato, peraltro, dalla proposta, avanzata proprio dal gruppo del Partito Democratico, di prendere in considerazione nel testo anche i vitalizi. Giudicando pretestuoso che taluni gruppi evochino immagini di ingiustizia sociale, scandalizzandosi per una mancata conclusione positiva dell’iter, prende atto che esistono ancora troppe questioni in sospeso da chiarire – che coinvolgono, ad esempio, il divieto di cumulo, i vitalizi già in erogazione e la definizione delle relative soglie – che impediscono, allo stato, di assumere una decisione ponderata e consapevole: su questi temi, dunque, il suo gruppo si impegnerà a lavorare in chiave migliorativa sin dalla conclusione del dibattito in Assemblea, al fine di giungere quanto prima a un provvedimento equo e davvero completo.

  Irene TINAGLI (SCpI) 1253, tenuto conto che ciò condurrà ad una conclusione non positiva dell’ manifesta rammarico per l’impossibilità di giungere a una soluzione condivisa sull’argomento, nonostante anche il suo gruppo, nel corso dell’iter, abbia manifestato piena disponibilità a confrontarsi sulle questioni più spinose. Pur condividendo l’esigenza di procedere a ulteriori accertamenti sul merito delle questioni, dichiara, quindi, che si asterrà sulle proposte emendative tese a sopprimere l’articolo unico della proposta di legge n.iter.

  Giovanni Carlo Francesco MOTTOLA (FI-PdL), pur ritenendo giusto un intervento teso a rimuovere le distorsioni presenti nel sistema previdenziale, ad esempio attraverso misure che impediscano di cumulare più prestazioni e ostacolino l’erogazione di trattamenti dall’importo esagerato, non giudica equo un intervento normativo mirato a penalizzare quei lavoratori che hanno lavorato tutta la vita, confidando in una pensione dignitosa e adeguata ai propri sforzi. Si dichiara, in conclusione, a favore di un ulteriore approfondimento della materia, confidando in un clima di maggiore collaborazione tra l’INPS ed il Parlamento, che potrà essere favorito, a suo avviso, dai recenti sviluppi riguardanti i vertici di tale istituto previdenziale.

  Davide TRIPIEDI (M5S), intervenendo per una precisazione, sottolinea come l’intervento del rappresentante del gruppo del Partito Democratico strida fortemente con la posizione espressa dal deputato del gruppo Nuovo Centrodestra, dimostrando come non vi sia alcuna condivisione sulle scelte di fondo da assumere in seno alla maggioranza, neanche nei futuri lavori della Commissione sui restanti provvedimenti al suo esame.

  Cesare DAMIANO, presidente, nel ribadire, anche alla luce dell’ulteriore intervento svolto dal deputato Tripiedi, che la presidenza della Commissione, essendone stata fatta esplicita richiesta, è tenuta ad assicurare il seguito dell’esame dell’unica proposta di legge il cui inserimento in calendario è stato chiesto dal gruppo Fratelli d’Italia in «quota opposizione», avverte che, essendo tale proposta di legge composta di un unico articolo, l’eventuale approvazione degli emendamenti soppressivi di detto articolo implica la contrarietà della Commissione al testo della proposta nel suo insieme: per tale ragione, l’eventuale soppressione dell’articolo 1 non può che essere intesa come conferimento al relatore del mandato a riferire all’Assemblea in senso contrario sulla proposta di legge C. 1253 Giorgia Meloni.

La Commissione approva, quindi, gli identici emendamenti Pizzolante 1.1 e Airaudo 1.2. 

  Cesare DAMIANO, presidente, prende atto che con l’approvazione degli identici emendamenti Pizzolante 1.1 e Airaudo 1.2 deve intendersi conferito al relatore Gnecchi il mandato a riferire all’Assemblea in senso contrario sulla proposta di legge C. 1253 Giorgia Meloni, avvertendo che sarà conseguentemente richiesta l’autorizzazione a riferire oralmente e riservandosi di designare i componenti del Comitato dei nove per la discussione in Assemblea, sulla base delle indicazioni dei gruppi.

  La seduta termina alle 15.05.

 

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