E’ il tempo del lavoro. Quello che manca, quello che è sempre più difficile, quello che ha sempre meno diritti. La crisi globale che ci ha investito, che ha investito tutto il mondo, ma noi occidentali e noi europei e noi italiani nell’ordine sempre di più, questa crisi ha acuito tutti i nostri problemi, primo tra tutti quello del lavoro. Le ricette per sopravvivere sempre di più colpiscono il lavoro, lo rendono più precario, ne restringono i margini di agibilità democratica. E’ per affrontare con razionalità e in uno sguardo d’assieme tutti questi problemi, i nostri di tutti i giorni, che Il diario del lavoro ha proposto al Comune di Milano di dare vita a un evento di più giorni nel corso dei quali affrontare i diversi aspetti di questa crisi, non nella speranza di risolverli, ma certamente di approfondirli, di guardarli con attenzione, di collegarli tra loro, perché solo così è possibile almeno commettere meno errori quando si cerca di mettere a fuoco le adatte a farci uscire dalla crisi, per salvare il lavoro, per tutelarci dalla precarietà, dalla privazione dei diritti.
Giuliano Pisapia, il sindacato di Milano, ha risposto positivamente e abbiamo avviato una partnership che ci ha condotto a organizzare per la fine di giugno tre giorni di dibattiti, confronti, analisi collettive. Per non dimenticare mai che l’Italia, come recita il primo articolo della nostra costituzione, è una repubblica fondata sul lavoro, abbiamo voluto chiamare questo appuntamento proprio così, “Fondata sul lavoro”. Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica, ha creduto in noi e ci ha concesso il suo alto patronato, gesto non ininfluente considerando il profondo interesse e la continua attenzione che il capo dello Stato sta dedicando ai temi del lavoro.
Il festival del lavoro, che tale è anche se non l’abbiamo voluto chiamare così perché il termine evocava una festa che per il lavoro sarebbe stata almeno fuori luogo, si svolgerà in tre giornate, dopo l’inaugurazione il 26 con l’intervento oltre che del sindaco e del direttore del diario del lavoro, dei rettori delle università milanesi e dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Milano. Tre giorni, tre temi distinti da approfondire.
Il 27 si parlerà di Lavoro e legalità, per discutere del costo dell’illegalità, delle infiltrazioni del crimine organizzato nel tessuto economico, della piaga degli incidenti sul lavoro, tre morti ogni giorno anche di sabato e di domenica, dell’evasione, fiscale e contributiva.
Il 28 il tema sarà quello di Lavoro e precarietà. Con l’assessore al lavoro Cristina Tajani si approfondiranno gli aspetti delle difficoltà che hanno investito il mondo del lavoro, sentendo anche giovani, immigrati, cassintegrati, sindacalisti, ma anche chi può illustrare le opportunità che vengono da particolari settori, l’agricoltura, la cultura, la conoscenza. Nello stesso giorno si parlerà di talenti, quelli che se ne vanno dal nostro paese e quelli che non riusciamo a far venire qui da noi, ma anche della crisi che ha investito l’Europa e soprattutto il mondo del lavoro a casa nostra con l’ausilio del ministro del lavoro, dei presidenti di Confindustria e Confcommercio, dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.
L’ultimo giorno, il 29, il tema sarà Lavoro e capitale, si discuterà dei modelli di sviluppo, delle ricette che possono aiutarci a uscire dalla crisi: si confronteranno economisti e uomini d’impresa, il dire e il fare. Chiuderanno il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Confronti duri, spesso scomodi, che cercheranno di scavare la verità sulle diverse responsabilità e soprattutto sulle ricette economiche, sui comportamenti positivi, perché tutto questo dibattere è mirato non a lamentarsi, ma al contrario a capire come e dove rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare per la ripresa economica, l’unica vera via di uscita che abbiamo.
Sono previsti anche vari eventi culturali centrati sul tema del lavoro, presentazioni di libri, una mostra d’arte, un spettacolo di Laura Curino al Piccolo di Milano. Il 25 un’anteprima d’eccezione. Al teatro Elfo Puccini discuteranno del senso degli italiani per la legalità tre componenti del Pool di Mani pulite, Piercamillo Davigo, Francesco Greco e Antonio Di Pietro e Roberto Scarpinato, procuratore generale della Corte d’appello di Caltanissetta, per ricordare vent’anni dopo Tangentopoli, ma anche la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
L’appuntamento è a Milano, dove noi del Diario del lavoro ci aspettiamo di vedere i nostri amici, i nostri lettori, quelli che ci sostengono e ci seguono in questa nostra fatica di illustrare tutti i giorni cosa accada nel mondo del lavoro, quali novità emergano, quali tendenze si facciano largo. Per capire cosa sta accadendo, per non farci trovare impreparati nel momento delle scelte, quando si tratta di agire.
Il festival ha un sito di riferimento, dove è possibile reperire tutte le informazioni: www.fondatasullavoro.it
Massimo Mascini























