No della sinistra Fiom alle ipotesi di “discesa in politica” del sindacato dei metalmeccanici Cgil. Lo stop arriva da Giorgio Cremaschi e dal segretario nazionale Sergio Bellavita, esponenti dell’ala dura delle tute blu, che affermano: “sarebbe un gravissimo errore”. La polemica è innescata da un articolo comparso oggi sul Fatto Quotidiano, dove si da’ notizia di una riunione convocata per il 9 giugno a Roma dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, e dal leader della Fiom Piemonte Giorgio Airaudo, a cui sono stati invitati i tre segretari di Pd, Idv e Sel, Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola. Secondo il quotidiano, si tratterebbe di un vertice di sapore politico, in vista di un futuro impegno diretto in politica degli stessi vertici Fiom. Immediata e durissima, però, la replica dell’ala sinistra del sindacato. “Se le intenzioni di Maurizio Landini e Giorgio Airaudo sono quelle annunciate dai giornali, in particolare da Il Fatto – afferma Giorgio Cremaschi con una nota – bisogna dire che il gruppo dirigente della Fiom ha preso una via completamente sbagliata, che va combattuta con forza e rigore”. Cremaschi chiede di conoscere “lo scopo reale dell’incontro” con i tre leader politici, e si chiede: “si vuole forse aggiungere qualche faccia della Fiom alla foto di Vasto? Non so se sarebbe un bene sul piano elettorale, ma per i lavoratori sarebbe sicuramente un disastro. Se la Fiom vuole proporre le sue opinioni sulle elezioni e sui programmi di governo credo che la strada debba essere un’altra. Quando si interviene nella politica lo si fa con piattaforme, e i contenuti di queste piattaforme devono essere discusse, verificate e decise con ampia democrazia. Questa è l’indipendenza sindacale scritta nello Statuto della Fiom. Tutto questo manca”. A sua volta, Sergio Bellavita afferma: “La Fiom fa politica nel momento in cui costruisce l’opposizione sociale alle politiche del governo Monti, lotta contro la cancellazione delle pensioni e dell’art. 18 e su questo propone alla politica e ai movimenti un fronte unito. A questo punto – conclude – è necessario chiarire nelle sedi opportune il senso e la posizione della Fiom, nel confronto previsto con i partiti. La linea e le scelte Fiom devono essere discusse e definite negli organismi dirigenti, non nelle pagine dei quotidiani o nelle interviste”.
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