“La scelta di Ikea di produrre nel nostro Paese premia l’Italia delle quattro À: abbigliamento-moda, arredamento, alimentari, apparecchiature industriali, vale a dire i settori trainanti del made in Italy”. Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, commenta positivamente la decisione della multinazionale svedese di delocalizzazione dall’Asia all’Italia.
“Nessun regalo da Ikea – sottolinea Fumagalli – ma il riconoscimento dei punti di forza della capacità manifatturiera dell’artigianato e delle piccole imprese italiane espressa nei distretti produttivi italiani: gusto, creatività, qualità, flessibilità, innovazione che resistono al di là delle mode e ci consentono di mantenere elevato il peso delle nostre esportazioni”. “Ma per aumentare la competitività dei nostri prodotti – avverte Fumagalli – occorre fare molto e soprattutto ridurre il costo del lavoro che sulle imprese con meno di 50 addetti grava per 173,2 miliardi di euro ed è pari al 51,6% del valore aggiunto. Bisogna iniziare subito, abbattendo la contribuzione in eccesso per l’Inail pagata dalle imprese artigiane e che genera un avanzo di 1 miliardo di euro l’anno. Un onere che se risparmiato contribuirebbe a rilanciare la capacità competitiva delle nostre aziende”. (LF)
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