“Monti ha detto che non c’è l’intenzione di dividere i sindacati: un bel salto di qualità rispetto a governo precedente”. Lo dice Susanna Camusso, intervistata su La7, rifiutando la che il sindacato abbia posto sempre veti rispetto ad accordi sul lavoro: “Si usano troppe parole a vanvera – dice il segretario generale – Se la soluzione sono i licenziamenti è chiaro che non siamo d’accordo. Spesso abbiamo fatto accordi in azienda e nelle Regioni, su riconversione o in caso di ridimensionamento”. A suo avviso, “questo fondamentalismo sull’allungamento dell’età della pensione a 66-70 anni, però, non aiuta questi processi”. Sull’articolo 18 la sindacalista ribadisce che l’opinione della Cgil sulla questione “non cambia. Per creare lavoro non si può licenziare di più, mi sembra evidente”, dice Camusso.
Per quanto riguarda la cassa integrazione la sindacalista chiede che vada “ripensata” ma non “cancellata”. Suggerendo che sia “esteso un sussidio di disoccupazione”. La cig “è stata uno strumento formidabile in questi anni per non avere un milione di disoccupati in più. In mezzo c’è chi ha abusato, può essere. Tutto il lavoro che si può salvare è un risultato positivo e poi bisogna lavorare per creare nuovi posti di lavoro” continua Camusso aggiungendo che “gran parte della precarietà è nel settore pubblico e la responsabilità è da ricercare nei governi precedenti”. Ma la precarietà è anche “purtroppo nei settori nuovi che forse sono partiti maluccio”.
Susanna Camusso, poi, si sofferma sull’enorme diffusione di partite Iva negli ultimi anni. “Si trattava non di casi singoli, ma di una modalità che si stava diffondendo. Non lo abbiamo capito. Apparentemente regolamentando si è invece voluto scardinare la normativa contrattuale”. E sui precari? “Sono per lanciare lo sciopero dei precari nel momento in cui sarò sicura che non li licenzino tutti: forse bisogna pensare prima a tutelarli”. (FRN)























