Tra pochi mesi partirà la prima azienda privata per il trasporto ferroviario ad alta velocità italiana. Ntv, l’azienda che sfiderà Trenitalia, ha scelto l’interporto di Nola in Campania per costruire le sue officine.
Anna Rea, segretario generale della Uil Campania, si tratta di un’occasione importante?
Sicuramente si tratta di una buona notizia. Sono stati investiti sia soldi privati che pubblici in un territorio difficile. Per altro l’investimento è stato portato a termine in pochi anni. Questo aspetto non è da sottovalutare in un territorio dove spesso i lavori per infrastrutture si trasformano in cantieri eterni.
Cosa prevede il progetto?
La costruzione del centro operativo e del polo di manutenzione Ntv all’interno dell’interporto di Nola alle porte di Napoli.
Quante persone saranno assunte?
A regime 800 lavoratori tra personale viaggiante e manutenzione.
Siete contenti dei contratti con i quali i lavoratori verranno assunti?
Il sindacato è stato protagonista nella trattativa per creare questi nuovi contratti. La nostra categoria, la Uil Trasporti ha considerato positivamente un contratto che salvaguarda i diritti fondamentali contenuti nel contratto nazionale di Trenitalia, si adatta all’esigenze di un investimento così importante e su alcuni punti come orario, flessibilità e salari, è addirittura migliorativo del contratto delle Ferrovie Statali.
Crede che la liberalizzazione del settore sia positiva?
Sì, assolutamente. La concorrenza in questo campo sarà un vantaggio per i consumatori.
Arenaways, la prima azienda privata del settore ha portato i libri in tribunale. Si tratta di un’azienda privata che ha provato a sfidare Trenitalia sui servizi per i pendolari sulla tratta Milano-Torino. Dopo pochi mesi gli è stato imposto di fermarsi solamente nei capoluoghi. Essendo la maggior parte dei suoi clienti pendolari è fallita. E’ favorevole alla liberalizzazione anche delle tratte minori?
Si, le liberalizzazioni sono sempre positive se in presenza di trasparenza, efficienza e costi inferiori per gli utenti.
Da Napoli in giù il settore ferroviario italiano sembra perdere molta della sua efficienza. Ultimamente Trenitalia ha chiuso anche i treni notturni che vengono utilizzati da molte persone del sud che lavorano al nord. L’Italia è spezzata in due dal punto di vista del trasporto ferroviario?
È una situazione di fronte agli occhi di tutti. L’unico segnale positivo è stata l’approvazione da parte dell’Unione Europea dei fondi per l’alta velocità Roma-Bari. Ma è necessario un veloce intervento del governo per sbloccare molte opere. Serve anche un utilizzo migliore dei fondi strutturali e soprattutto è vitale che arrivino anche investimenti privati nel settore.
Quale è stato il percorso che ha portato Ntv a scegliere un territorio problematico come quello nolano?
Il progetto è nato dalla lungimiranza del Cavaliere Giovanni Punzo. L’imprenditore napoletano ha sfruttato gli investimenti che erano stati fatti per l’interporto nolano e la sua amicizia con Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle per convincere la società che Nola rappresentava una sfida che si poteva vincere. Ntv ha avuto coraggio e ha fatto una scelta che porterà lavoro in una zona molto disagiata, ma che allo stesso tempo offre molte possibilità.
La costruzione dell’interporto a Nola ha fatto da volano a questa scelta?
Sì, quando è stato progettato, anche con il parere positivo di Trenitalia pochi credevano in questo progetto. Oggi ha investito a Nola proprio grazie alla presenza di questa infrastruttura, non solo Ntv, ma anche molte delle più importanti aziende napoletane. L’unico neo è che è ancora mal collegato con il porto.
Ci sono delle cose che chiedete a Ntv di migliorare?
Sì, premesso che avremmo preferito che i treni fossero costruiti da aziende italiane come l’Ansaldo Trasporti o la Firema che hanno centri produttivi in Campania, piuttosto che da un’azienda francese, chiediamo almeno che la manutenzione dei treni venga fatta a Nola.
Luca Fortis
























