“Gli immigrati, i loro figli che diventano italiani aiutano l’Italia a portare il fardello del debito pubblico, che senza di loro sarebbe ancora più difficile sostenere”. Lo ha detto Giorgio Napolitano in una cerimonia al Quirinale. Il presidente della Repubblica ha ricordato che senza di loro l’Italia oltre ad essere più vecchia “avrebbe meno potenzialità di sviluppo”. I figli di immigrati nati in Italia sono oltre mezzo milione, quelli che studiano nelle nostre scuole sono 700 mila, ma ancora pochi ottengono la cittadinanza.
Molto soddisfatta Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl, secondo la quale “il monito di Napolitano invita tutti ad un ripensamento maturo e ragionato in tema di immigrazione, da concretizzare con formali ed urgenti iniziative legislative per rivedere la Legge sulla Cittadinanza: favorire la coesione sociale è un dovere di tutti”. “Una visione non strumentale ma costruttiva- continua Ocmin- funzionale alle necessità che una società articolata come la nostra, non può e non deve omettere. Il contributo positivo degli immigrati alla nostra economia, ma ancor più alla crescita culturale di tutta la società è, infatti, innegabile. Ecco perché ora più che mai è necessario un cambio di passo”. (LF)
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