“Senza crescita la stagnazione è alle porte, la recessione è dietro l’angolo”. Lo afferma la Confcommercio in un documento pubblico, presentato agli Stati generali dell’associazione organizzati a Milano, nel quale aggiunge che “ciascuno deve fare la propria parte ma anzitutto e soprattutto la politica e chi oggi governa. Non sono tollerabili nè rinvii, nè annunci: il tempo della partita è scaduto”. La Confcommercio chiede “riforme istituzionali e della rappresentanza politica” utili “per innescare un profondo rinnovamento dell’etica pubblica e per contribuire a debellare la tassa immorale e occulta della corruzione”. “È arrivato il momento di reagire all’avvitamento del Paese – si legge nel documento ‘Anzitutto l’Italia’ – nella spirale perniciosa tra l’indebolimento strutturale del suo potenziale di crescita e gli effetti depressivi delle pur necessarie manovre di risanamento della finanza pubblica”.
La Confcommercio ricorda che “nei prossimi dodici mesi l’Italia dovrà rimborsare titoli di Stato per circa 300 miliardi di euro e finanziare il fabbisogno corrente. Senza crescita, senza più crescita, la stagnazione è alle porte. La recessione è dietro l’angolo. Ciascuno deve fare la propria parte: tutta e sino in fondo. La deve fare l’Italia. In Italia, la devono fare – anzitutto e soprattutto – la politica e chi oggi governa. Non sono ulteriormente tollerabili nè rinvii, nè annunci. Il tempo della partita è scaduto. Siamo ai recuperi. Ora e subito, occorre serietà e rigore”, chiede l’associazione dei commercianti.
Nel corso dell’incontro degli Stati Generali poi l’associazione ha reso noto che nei primi nove mesi dell’anno nel commercio il saldo tra nuove imprese e aziende che hanno chiuso è negativo per circa 23mila unità.
Anche la fotografia dei numeri della crisi scattata da Confcommercio è molto negativa: secondo i dati dell’associazione dei commercianti negli ultimi 10 anni il reddito pro capite della famiglie è sceso del 3,6% e i risparmi si sono dimezzati rispetto a 5 anni fa, così come i consumi sono in “caduta libera”: meno 3,5% la spesa pro capite delle famiglie tra il 2007 e il 2010. Confcommercio denuncia anche che “da 10 anni la pressione fiscale è sempre sopra la media europea” e che “la crescita si muove a passo di lumaca”: dal 2000 a oggi Francia e Germania sono cresciute a un tasso di oltre 4 volte quello dell’Italia. Dal 2008 a oggi in Italia hanno chiuso oltre 180 negozi al giorno, segnala la Confcommercio.

























