Il piano di Stellantis rappresenta “un passo avanti rispetto a una situazione di forte difficoltà, caratterizzata da calo dei volumi e delle produzioni, con conseguenti ricadute negative sull’occupazione, tra riduzioni produttive e ricorso alla cassa integrazione”. Lo dice il leader della Fim, Ferdinando Uliano, secondo cui “è importante la decisione di non chiudere plant in Europa e abbiamo apprezzato alcune scelte volte a rafforzare le missioni produttive degli stabilimenti italiani, attraverso conferme e nuovi lanci industriali: Pomigliano con il progetto e-car, Melfi con la nuova C-Suv Alfa Romeo e Atessa con il lancio produttivo della nuova generazione di Lcv Large Van”.
La Fim ribadisce però la necessità di “risposte concrete per tutte le realtà di Stellantis nel nostro Paese, in particolare per Cassino e Termoli. Per Cassino servono assegnazioni produttive e nuovi investimenti. Abbiamo preso atto della volontà del gruppo Stellantis di garantire continuità al plant e del lavoro in corso su nuove partnership, non ancora finalizzate, per rafforzarne la missione produttiva. Tuttavia, riteniamo non più rinviabili decisioni che portino a una soluzione concreta e di prospettiva positiva per uno stabilimento che, dall’inizio dell’anno, ha lavorato soltanto 19 giorni”.
Nel prossimo incontro dedicato all’Italia, che si terrà a breve con il cruppo, “ci aspettiamo risposte precise e concrete – afferma Uliano – in caso contrario, daremo seguito agli impegni assunti con i lavoratori durante l’ultima manifestazione di Cassino, promuovendo ulteriori iniziative. Riteniamo importante che si adottino scelte su Termoli con nuove assegnazioni di future produzioni e assemblaggio di batterie. Come è fondamentale su Mirafiori rafforzare l’attuale offerta produttiva. E’ necessario poi comprendere la tempistica dei due modelli Maserati con due nuovi modelli di segmento E, che verranno presentati a dicembre, e quali effetti potrebbero esserci sugli stabilimenti di Cassino e Modena dove oggi si producono i modelli del Tridente. E’ inoltre fondamentale rafforzare la strategia sui brand di Alfa Romeo e Maserati”.
Il numero uno della Fim aggiunge che “abbiamo inoltre già convenuto con Stellantis che, nei prossimi giorni, si terrà un incontro specifico per l’Italia con il responsabile di Stellantis Europa, Emanuele Cappellano, e con le organizzazioni sindacali.
In quella sede analizzeremo nel dettaglio le ricadute del piano sui singoli stabilimenti e sugli enti, per verificare che le scelte adottate confermino la centralità dell’Italia nel gruppo e garantiscano la salvaguardia delle attività produttive e delle altre funzioni aziendali, senza ripercussioni negative sull’occupazione. E’ necessario approfondire le linee strategiche del piano, dei brand, l’entità degli investimenti e la loro articolazione (infrastrutture, ricerca e sviluppo, nuove piattaforme e modelli, formazione) così come i tempi di realizzazione, le stime dei volumi produttivi e gli effetti occupazionali. Occorre inoltre valutare attentamente le ricadute sulla ricerca, sullo sviluppo e sull’intero indotto del nostro Paese, prevedendo momenti di verifica con le organizzazioni sindacali. Rimane aperta la necessità che il Governo faccia la propria parte, sia nel confronto europeo sia nelle politiche industriali nazionali. E’ necessario cambiare l’attuale politica industriale per il settore automotive; occorre invece adottare misure concrete a sostegno del comparto.Servono investimenti, ammortizzatori sociali, una riduzione del costo dell’energia e una revisione degli strumenti di sostegno che preveda maggiori risorse alle imprese dell’indotto e della componentistica”.

























