Un cambio di rotta per salvare la cantieristica navale italiana e aziende come Fincantieri. È questa, secondo il presidente degli armatori italiani Paolo D’Amico, la strada da percorrere per mantenere aziende e posti di lavoro.
Il leader degli armatori, intervenuto oggi a Napoli alla seconda edizione della conferenza internazionale “Shipping and law” ha affrontato la questione Fincantieri affermando che “un certo tipo di carpenteria metallica purtroppo oggi non si può più produrre perché non è più competitiva e quindi – ha sottolineato – pretendere di andare in una certa direzione è sbagliatissimo”.
Secondo D’Amico, il lavoro fino a oggi svolto da Fincantieri “ha permesso, bene o male, di difendere Castellamare, ma è necessario guardare al futuro”. Per quanto riguarda la realizzazione dei pattugliatori, il presidente degli armatori ha evidenziato che “è necessario innanzitutto vedere se ci sono i pattugliatori che, tuttavia, come ben sappiamo non risolvono del tutto il problema, ma certamente danno ossigeno per un certo periodo”. Ma nodo centrale secondo D’Amico, è come avviare la riconversione. “Prima o poi – ha detto il presidente di Confitarma – la riconversione arriverà e quindi è meglio ragionarci insieme in serenità per il bene e la tranquillità della gente che lavora nelle imprese perché – ha concluso – se facciamo muro contro muro, non si va da nessuna parte”. (LF)
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