Sembra incrinarsi il fronte comune tra l’Ance e sindacati. Nonostante le soluzioni per uscire dalla crisi rimangano condivise, si è creata una frattura sul fronte degli integrativi territoriali. I sindacati in modo unitario hanno, infatti, denunciato che in quasi nessun territorio la trattativa è a buon punto.
Antonio Correale, segretario generale della Feneal Uil, i rinnovi degli integrativi si sono bloccati?
Siamo di fronte a una situazione calda, quasi tutti i tavoli sono fermi. Solo a Savona e Pesaro sono stati rinnovati.
Quali sono le cause di questa impasse generalizzata?
Vi sono quattro parametri, tre nazionali e uno territoriale, che determinano l’aumento del salario. Aumento che nella situazione più rosea non può superare il 6%. I quattro parametri vengono analizzati in un arco temporale di tre anni. Ora può capitare, come sta succedendo adesso, che i primi due anni siano positivi e il terzo negativo. In tutti i territori ci sentiamo dire che anche se complessivamente i primi due anni sono andati bene, ora non è più così e quindi rispettando le regole si rischia di pagare un aumento salariale troppo alto in un periodo di crisi.
Cosa avete risposto loro?
Che il meccanismo lo hanno scelto loro e che in alcuni casi può accadere anche la situazione inversa.
Ma il settore è in crisi?
Sì certamente lo è, ma questi aumenti salariali sono talmente minimi da non incidere.
Cosa chiedete?
Che si vada avanti applicando le regole.
Chiedete all’Ance di intervenire nei territori?
Noi ci auguriamo che faccia pressioni perché vengano assunti comportamenti coerenti con gli impegni sottoscritti.
Questa situazione influirà sulla strategia che vi ha portato a fare fronte comune con la parte datoriale sulle modalità di superamento della crisi?
Non influirà sulle richieste che intendiamo fare al governo in quanto sono le uniche soluzioni che possono farci uscire dalla pesantissima crisi. Ma certo se si creasse una rottura sul fronte degli integrativi il rischio è che, pur proponendo ricette concordate, ognuno finisca per portare avanti le sue battaglie da solo.
La crisi nel settore è molto grave?
Sì, lo è. Il settore privato è fermo e quello pubblico invece di inaugurare una fase anticongiunturale è sottoposto a continui tagli. Solo Project financing funziona bene.
Luca Fortis























