“L’Ance sembra predicare bene a Roma ma razzolare male nei territori”. Lo denuncia agli stati generale dell’edilizia Franco Turri, segretario nazionale della Filca-Cisl. secondo il sindacalista “se a livello nazionale, l’Ance con grande responsabilità, anima insieme alle organizzazioni sindacali gli Stati Generali delle Costruzioni, con proposte serie e condivise per il rilancio dell’edilizia, a livello provinciale viene meno agli impegni, di fatto ostacolando le trattative per i contratti integrativi di II livello”. “Lo scenario – sostiene – emerso dall’attivo unitario dei quadri e delegati dell’edilizia di lunedì scorso è desolante: nella stragrande maggioranza delle province l’Ance tergiversa da mesi, in qualche caso si parla di vero e proprio boicottaggio. Eppure ci sono centinaia di migliaia di lavoratori che hanno diritto ad un contratto integrativo”.
“Non è una rivendicazione fine a se stessa – prosegue – ma quanto deciso da Confindustria con la riforma del modello contrattuale del 2008 e dalla stessa Ance, firmataria del Contratto nazionale del 2010 che prevede esplicitamente la contrattazione di II livello. In questo modo l’Ance rischia di non essere credibile neanche a livello nazionale. Non chiediamo uno sforzo ma semplicemente un briciolo di buon senso e di coerenza. Devono capire che è proprio durante i periodi di crisi che la contrattazione territoriale può risolvere i problemi locali”. (LF)
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