Con la crisi più irregolarità nel settore edile e più sommerso. Lo denuncia la Feneal Uil in uno studio dal titolo “Rinnovo dei contratti integrativi tra crisi del settore e criticità del sistema contrattuale”. Dall’indagine del sindacato degli edili della Uil emerge che tra il 2007 e il 2010 nei lavori privati i durc emessi dalle casse edili sono passati dal 55% al 40%, 225mila in meno. Il rapporto dei durc emessi da Inps e Inail invece è aumentato, fino a raggiungere il 60% nel 2010. Il fenomeno si spiega col fatto che un numero sempre maggiore di imprese si dichiara non edile per non accedere allo sportello cassa edile. Questo si traduce in una progressiva e forte ripresa del sommerso in edilizia e in una fuoriuscita sempre più consistente di imprese sicuramente edili dal sistema bilaterale di settore. Il sistema per essere considerato virtuoso si dovrebbe attestare intorno a percentuali del 75% rispetto ai durc emessi dalle casse edili, indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell’opera.
L’indagine mette in evidenza le contraddizioni del settore. Se da una parte, infatti, si riconoscono i grandi risultati che la lotta al falso part-time di sindacati e imprese ha prodotto, dimezzando il fenomeno nel giro di 4-5 mesi e portando i lavoratori part time da 32.000 a circa 16.000, dall’altra crescono irregolarità ed elusione. Infatti c’è da rilevare una preoccupante e consistente fuoriuscita di oltre 21mila imprese e 96mila lavoratori dal sistema bilaterale. Preoccupante anche, sottolinea la Feneal, la diffusione, registrata negli ultimi mesi, di lavoratori assunti mediante tipologie di contratti atipici sconosciute finora al cantiere edile.
Il numero delle imprese e degli operai continua a diminuire drasticamente. Le ore lavorate sono scese del 26,50%, le imprese del 7% (dati febbraio 2011 sul 2010) e del 14,75% (ottobre 2009 – febbraio 2011); gli operai del 7% (febbraio 2011 su 2010) e del 16,61 (ottobre 2009 – febbraio 2011).
“Gli andamenti negativi di alcuni indicatori maggiormente significativi quali le ore lavorate, la massa salari, le imprese e gli operai iscritti, potrebbero non essere legati al solo “effetto crisi”, chiarisce Trinci, segretario nazionale responsabile della contrattazione sindacale in edilizia, ma anche ad un nuovo e subdolo “effetto elusione” che sottrae sempre più imprese e lavoratori al sistema di regole degli enti bilaterali. Questa emorragia sta erodendo progressivamente il sistema, rischiando di vanificare nel tempo la rete di regole e controlli che le parti si sono date affidandone la gestione alla bilateralità”.
Per la Feneal occorre contrastare la crisi e rilanciare l’edilizia a partire dal sostegno alle piccole e medie opere. La crisi, secondo il sindacato, non deve e non può costituire un alibi per alimentare forme di elusione contributiva e di concorrenza sleale a danno delle imprese sane e regolari del settore. Per questi motivi la Feneal ritiene opportuno combattere drasticamente questi fenomeni, attraverso il passaggio alla congruità contributiva, l’invarianza dei costi tra lavoro dipendente ed indipendente, stabilendo indicatori come, ad esempio, un numero di committenti sotto il quale non possa parlarsi che di falso lavoro autonomo.
“Se a livello ministeriale non si porrà argine a questa degenerazione, commenta il segretario generale Correale, si renderebbe vano il lavoro rigoroso fin qui svolto da tutte le parti sociali dell’edilizia in termini di regolarità contributiva del mercato del lavoro e di contrasto ad ogni forma di elusione contributiva e retributiva. Si dovranno fare convergere tutte le forze per indurre il ministero del Lavoro ad intervenire nei confronti di Inps ed Inail al fine di chiarire in modo definitivo e meno ambiguo che nel settore delle costruzioni la certificazione della regolarità contributiva debba essere rilasciata in via esclusiva dalle casse edili costituite e aventi i requisiti richiesti dalla legge. Altra risposta potrà essere ricercata analogamente a livello territoriale attraverso la sottoscrizione di accordi con gli Enti pubblici”.
Francesca Romana Nesci
























