L’occupazione in Italia nel 2010 ha «tenuto» soprattutto grazie al lavoro immigrato, concentrato prevalentemente nei servizi alla persona mentre quello industriale continua ad arrancare. Secondo le elaborazioni della Cisl sui dati Istat nel 2010 l’occupazione complessiva è diminuita di 153.000 unità (-0,7%) ma il dato risente di un calo consistente dell’occupazione dei lavoratori italiani (-336.000 unità) e della crescita del lavoro immigrato (+183.000 posti).
Nell’industria gli occupati scendono del 4% (-190.000 unità) mentre gli occupati del terziario aumentano lievemente (+0,2%, pari a 35.000 unità in più su base annua). A fronte della riduzione degli occupati nel commercio, alberghi e ristorazione, P.A., sanità e istruzione – sottolinea il segretario generale aggiunto Giorgio Santini – solo i servizi alle famiglie continuano a mostrare un sostenuto incremento. I disoccupati sono aumentati in un anno dell’8,1% (+158.000 unità), soprattutto a causa della forte crescita registrata nella prima parte del 2010 mentre il tasso di disoccupazione giovanile cresce di 2,4 punti percentuali, portandosi, nella media del 2010, al 27,8%, con un massimo del 40,6% per le donne residenti nel Mezzogiorno.
La Cisl ha elaborato anche gli ultimi dati Inps sulla cassa integrazione sottolineando come nel mese di marzo la cassa abbia superato i 100 milioni di ore (102,5) con un aumento del 45% rispetto a febbraio e un calo del 15,8% rispetto a marzo 2010. Un’impennata definita dalla Cisl «preoccupante e inattesa» ma da analizzare insieme ai dati sul tiraggio (l’uso effettivo della cassa da parte delle aziende). A gennaio (ultimo dato disponibile) era al 35% delle ore autorizzate e se questa tendenza dovesse confermarsi anche a marzo a fronte di una stima di 624.000 lavoratori equivalenti in cig nel mese i lavoratori realmente «fermi» dovrebbero essere meno della metà.
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